Visualizzazione post con etichetta aneddoti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta aneddoti. Mostra tutti i post

martedì 18 dicembre 2012

Gli incontri di mercato

Pubblicato da Unknown alle 21:01 0 commenti
Figaggini di questo tipo dovrebbero essere proibite

Al mercato l'altro giorno ho incrociato l'uomo della mia vita. Ma avete presente quelle scene da film, tutte a rallentatore, dove i due futuri amanti si vedono per la prima volta e tu sai perfettamente che tra loro nascerà qualcosa? Ecco, uguale, ma senza niente dopo gli sguardi.

Bello, alto, occhi scuri, riccioletti scatenaormoni, sportivamente elegante e sguardo profondo. È stata una di quelle occhiate lunghe, in cui tu tieni testa fino all'ultimo, ma appena te lo trovi di fronte abbassi gli occhi perchè lui è tipo un figo stellare e tu sei una ciospa in piedi da mezz'ora che pestola per il mercato di quartiere.



venerdì 27 luglio 2012

Maleducazione da bar #1: Gli indignati

Pubblicato da Unknown alle 22:22 0 commenti

«Una pepsi zero»
«Ho solo la light, va bene?»
«No che non va bene. Non è zero»
«Non sono uguali?»
«Cosa? NO!! Guarda lascia perdere, dammi una tonica»

I discorsi imbarazzanti della gente al bar. Allora, premetto che io sono di quelli che «Una coca» «Ho la pepsi fa lo stesso?» «Ho i soldi del Monopoli fa lo stesso?», perchè coca e pepsi non sono la stessa cosa, e tutti lo sappiamo. Però, se già vuoi la pepsi (e cosa ti avrà fatto mai il mondo per fartela preferire non lo so) e la vuoi zero, ma c'è solo light, perchè ti devi incazzare? Io sono ignorante ma la differenza tra light e zero non la capico. So che la coca light è un abominio di sapori, mentre la zero è passabile. Ma a livello di "leggerezza", mi prendi per il culo?? Zero zuccheri, zero grassi, sono comunque rimpiazzati dalle mille puttanate che ti vendono.

Io che sono una coca-cola addicted in fase di riabilitazione, so perfettamente quanto queste bibite facciano male, ma almeno non mi spaccio per la salutista fetente che senonèlightnonlavoglio. Sono bibite chimiche. Vuoi zero zuccheri, o meglio zero calorie? Bevi acqua.
Perchè sei semplicemente la facciata di una stronza che a casa sua sì che se la beve la coca original, quella piena di cose cattive che ingrassano, ma che in pubblico si indigna con chi le offre qualcosa con tutti quegli zuccheri, perchè tu sei splendida e devi mantenere la linea.
Fuori sarai snella, slanciata e stupenda, ma è dentro che sei grassa, ingorda, rimpilzata di quelle bugie che ti racconti per sentirti meglio dopo esserti bevuta una diet coke.
Io preferisco essere cicciotta e godermi una vera coca come si deve piuttosto che lagnarmi con gli altri di che ioquellarobanonlabevochefaingrassare.

Chiariamoci, ti piace la light o la zero? Buon per te, io me ne frego, ma quando la gente si stizzisce e diventa zidiosa coinvolgendo l'intero bar nella questione, è perchè sta mantenendo una facciata. Senza essere scortese (oltretutto), declina l'offerta e prendi qualcos'altro. Stronza maleducata.

giovedì 26 luglio 2012

Batman in pillole (inutili) -no spoiler-

Pubblicato da Unknown alle 18:49 0 commenti

Domenica da coma (quella appena passata) recuperando le energie dopo un megacompleanno e sparandomi una pseudomaratona di Batman. Il piano era appunto vedere Begins, rivedere l'Oscuro e poi di filata al cinema per gustarmi l'ultimo capolavoro di Nolan. Ma la pigrizia, la fiacchezza e soprattutto il portafoglio tutt'altro che collaborativo me lo hanno impedito. Ho rimandato quindi il tutto a ieri, mercoledì, per approfittare della giornata dello spettatore, pagare meno e potermi comunque permettere di vederlo in HD. E non avrei potuto fare scelta migliore.

Non posso spoilerare nulla ovviamente perchè so che in Italia non uscirà fino a fine agosto, e so cosa si prova, visto che ho passato questi sei giorni evitando spoiler. Ma il fatto che sia qualcosa di magnifico lo sanno tutti, e tutti ce lo aspettavamo.

Posso quindi elogiare Nolan e il suo gusto per i cattivi; elogio la Hathaway (o come cavolo si scrive) perchè è sempre la donna con i controcazzi; mi accanisco con la Cotillard, che la odio dal profondo da quando ho visto "Jeux d'enfants", la prenderei a schiaffi (stessi sentimenti per Keira Knightley); Gordon-Levitt è figo come sempre (ancora me lo ricordo con i capelli lunghi in "Una famiglia del terzo tipo", già lo amavo); Oldman non ha bisogno di parole a prescindere, potrebbe interpretare un vegetale con i sentimenti.
Rendo onore a Bane, il doppiaggio spagnolo è qualcosa di orgasmico, ha una voce profondissima che entra nella pelle (altro che Batman).
Rimanendo in tema di cazzate varie per evitare spoiler, non posso non dire che Christian Bale sia la perfezione fatta uomo (per ora almeno). Mi piaceva anche nei panni dello psicopatico Bates (ma interpreta sempre personaggi con cognomi o pseudonimi simili al suo?), ma come Batman è troppo figo. Anche quando cazzeggia e fa flessioni. Boh. Io non sono certo una fan dei muscoli, ma Bale è troppa roba.

Come sempre ho le mie domande del cazzo che puntualmente non riguardano la trama, ma i retroscena apparentemente stupidi. Mi immagino i momenti più ridicoli delle scene. 

La preparazione di Batman
Il Batman di Nolan ha anche il contorno occhi tutto nero, quindi mi vedo Wayne che si trucca di nero le palpebre e le occhiaie, magari con un po' di mascara per rendere il look più dramatic, e poi si infila la maschera (tra l'altro superaderente. Ma non aveva caldo??).
Poi ovviamente c'è il dopo-scontro, dove nel suo Bat-camerino, con i dischetti di cotone lo struccante per gli occhi si toglie premurosamente il trucco (con ogni tanto qualche arrossamento oculare, che a tutte noi succede), si passa la crema rinfrescante sul viso e via! per una nuova serata mondana.

Ok, se fosse stato possibile rendere Batman più gay di quello che già i pettegolezzi hanno reso, penso di esserci riuscita con queste immagini sconcertanti di Bruce in vestaglia, ma d'altronde per essere sempre così perfetto in ogni occasione qualcosa dovrà pur fare. Secondo me è metrosessuale, perchè gay non lo è, se le zumba tutte).
Ecco, spero che quando andrete a vedere questo film, vi vengano in mente queste imagini che così premurosamente ho pensato di far uscire dalla mia testa per descriverle a voi. E no, non me ne pento.

Ammazza quanto sei figo

Ah, a parte la metrosessualità, la bocca di Bale è un altro punto a favore del film, con tutto quel nero indecifrabile, noi signorine (e anche alcuni signorini) ci concentriamo sulla carne che si vede. Il resto è plastica.

venerdì 20 luglio 2012

♪ A te che sei l'unico al mondo (che segue la gente nei bagni)

Pubblicato da Unknown alle 21:47 0 commenti

Io che non sopporto i superpalestrati, devo sempre trovarmi faccia a faccia con loro. Oggi, uno mi ha seguita in bagno, sottoterra. Perchè capita sempre a me? Ecco che quindi a tutti voi disagiati mentali dedico una ballata, nella speranza che mi lasciate in pace per sempre, e la piantiate di gonfiarvi come mongolfiere cercando di attirare l'attenzione. Tra l'altro a me piacciono pallidi e rachitici.
(*mi avvalgo della licenza poetica. sempre)

Pavonéggiti lieto e pensoso a me dinanzi
storcendo in modo osceno li muscoli contratti,
di me non lascerèiti nemmeno gli avanzi
figuramoci un pasto ricco di piatti.

Se allargassi le braccia un croissant parresti
non però di quelli buoni di Nutella ripieni
che in un solo morso, ben lieto, mangeresti,
sed non di quelli vuoti che asciúganoti i reni.

Lancerebbiti contro un muro come definitiva prova
che metterebbe a tacere diverbi futuri:
rimbalzeresti come una palla che pace non trova
o sfondersti la calce e i mattoni più duri?

A ciò pensando io sbaglio guardandoti
chissà cosa penserai tu ora.
Ecce che tosto mi sorridi voltandoti 
ed io pentomi di averlo fatto finora.

Or più scampo non troverò se non nei femminili rifugi
ma un milione di scale con me scendi,
non essendo tu Montale è inutile che indugi
il braccio non ti porgo, la tua strada riprendi.

Ginnici individui che soli per il mondo ite
non tutte vi vogliamo o vi troviamo allettanti, 
dal mio apparato visivo ordunque sparite
poichè trovovi alquanto imbarazzanti.

Quando ti invitano a mangiare cozze e tu pensi solo al vino

Pubblicato da Unknown alle 20:48 0 commenti


È risaputo che il vino va abbinato al cibo che consumiamo, o almeno così ci insegnano. Io non sono un'esperta in materia (nè di abbinamenti, nè di vino in generale, io bevo e basta), so il minimo indispensabile, e lo so perchè di solito mi becco cazziatoni in stile macheminchiafai? da chi è più saggio e colto di me.
Ora, io so che il vino bianco va con il pesce e il rosso con la carne. Esticazzi penserete, ma provate a mettervi nei panni di chi il vino lo beve, non lo assapora. Per noi gentaccia dai miscugli facili è quasi una religione mangiare e bere senza un criterio, e di certo non ce ne vergognamo. Ormai sì che abbino il colore giusto a carne e pesce, ma la mia sapienza non va oltre.

Il mondo dei vini è tanto bello quanto complicato, ho troppe domande che, nonostante abbia una cugina enologa a cui mi dimentico sempre di porle, non hanno ancora risposta.
Rimanendo in tema di colori, ad esempio, il rosé, a cosa si abbina? Ai dolci? Alla frutta? Alle verdure? E se usciamo a cena in due, io carne e tu pesce, dobbiamo per forza ordinare il vino al bicchiere? O forse il rosé che sta in mezzo è un po' il jolly che mette d'accordo gli animi? E perchè non ordinare una bottiglia di vino scrauso a testa? La serata sarebbe più allegra mentre libiamo ne' lieti calici (e se si tratta di un appuntamento al buio, sarà sicuramente più sopportabile).

Negli anni da bevitrice ignorante ho imparato anche che non si versa il vino sul vino, ovvero se tu hai solo il culetto del bicchiere da finire, bisogna aspettare di finirlo del tutto prima di riempire il calice per un nuovo giro. Ammetto che mi piace fare la figura dell'acculturata in materia quando qualcuno sta per commettere un simile sacrilegio, il problema è che non so giustificare la cosa, e come ogni volta, finisco per rispondere "perchè lo dice il galateo, ecco perchè". Il punto è che non ne trovo proprio il senso, anzi, mi sembra uno spreco, un sacrificio. Prendete la birra, il fondo non è buono, quindi, se siamo in casa, riversiamo sopra un'altra pinta, è questo il mondo fa girar! e si mescola tutto ed è di nuovo più buono. Il problema è che ormai l'ho interiorizzato troppo. Non mi verso nemmeno l'acqua se il bicchiere non è vuoto del tutto.

Poi ci sono quelli che vogliono che assapori il vino. Lo capisco. Io sono abituata ai rifiuti del vigneto che Mercadona mi vende gentilmente a 2 euro, del tipo miècostatadipiùlabottigliacheilvino.
Però mi piace quando mi insegnano cose nuove, come riempire le cozze con il sughetto di vino e limone, mangiarle e berci dietro un sorso di bianco (di quello decente) e sentire i sapori che si esaltano a mille. Mi fa sentire così francese gustarmi totalmente il cibo e il vino, dovrei farlo più spesso.
C'è solo un piccolo dettaglio. Io, ahimè, non sono Audrey Hepburn e non prendo lezioni dal signor Higgins. Per quanto ci provi non sarò mai veramente una Fair Lady, ma anche essere una fioraia zotica non è male.


giovedì 5 luglio 2012

«A volte un semplice sorriso

Pubblicato da Unknown alle 18:07 0 commenti

 dipinge ciò che amiamo sul viso»

Ieri mentre passeggiavo in centro per andare nel mio bar a scrivere, ho incrociato una signora che leggeva un libro da un ebook reader, e proprio quando me la sono trovata di fronte, leggendo, ha sorriso.
È una cosa che adoro, vedere le persone reagire a ciò che leggono e a ciò che scrivono.

Il mio professore di arte del liceo mi disse un giorno «Broz, sei una persona troppo teatrale. Impara a controllare i muscoli della faccia.». Non gli piacevo particolarmente, ma ho sempre preso queste parole come un complimento. È vero, se mi piaci, se non ti sopporto, se ti sputerei addosso, me lo sileffe nel volto. Tante cose non le dico, ma mi si vedono. Sempre. Allo stesso modo, quando leggo, quando scrivo, quando penso, in volto mi si disegnano le emozioni che provo.
Anche ieri, seduta lì a scrivere, avevo un sorriso dipinto, che non riuscivo a far scendere.

Oltretutto trovo i sorrisi altrui contagiosi. Per questo quando ieri ho visto la signora dell'ebook reader sorridere, ho sorriso anch'io. Forse è stupido, ma mi ha fatto riflettere. Ho iniziato a pensare a tutta la discussione sugli ebook. Di questo argomento voglio parlarne a fondo, in un altro post, ma dopo quello che ho visto in strada, ritengo sia rimasto poco da dibattere.

Per quanto anch'io ami la fisicità dei libri, che importanza ha il modo in cui leggiamo? I libri sono importanti per il loro contenuto, per la loro presenza, non per la forma in cui si presentano. Finchè un libro avrà il potere di emozionare, cosa importa? Finchè ci saranno persone disposte a lasciarsi emozionare che importa?

Che preferisca la carta o uno schermo, un lettore resta sempre un lettore.

5 luglio 2012

sabato 14 aprile 2012

«Le porte di Parigi a Parma?

Pubblicato da Unknown alle 21:12 2 commenti
 spero di non subire la punizione del karma»


Vi capita, a volte, di fare delle figure in grado di toccare massimi picchi a livello d'imbarazzo?
Io di solito ci riesco senza impegnarmi più di tanto. La mia goffaggine e la mia scarsa coordinazione nel camminare non mi rendono il compito troppo difficile. Ci sono giorni, però, in cui nemmeno la mia naturale predisposizione alla figura di merda è in grado di soddisfare i miei appetiti. Sento proprio la necessità di lanciarmi in qualche impresa cazzara che poi so, ricorderò per il resto della mia vita. Appena mi si presenta l'occasione, cerco di non farmela scappare.
È strano il cervello umano, ti fa mettere in gioco la dignità solamente quando sai per certo che non hai nulla da perdere. Vedi un bel ragazzo e muori dalla voglia di parlarci? Tranquilla che tanto non ti muoverai di un passo verso di lui. Hai voglia di farti due risate e prendere in giro uno sconosciuto? Eccoti già all'attacco con un repertorio di battute idiote da far impallidire Austin Powers.

Non parliamo poi di quando si mescolano gin lemon, mistela, vecchie amiche e un volo alle spalle. Il cocktail perfetto per un troll con i fiocchi.
Non intendo dilungarmi sulla spiegazione del significato dell'aneddoto che vado a descrivere, basti sapere che è correlato con Notre Dame de Paris di Cocciante. Gli adepti capiranno, gli altri, che si documentino.

Mi trovavo con Selene, Carlotta e altra gente del posto (Parma) in un locale che era un'antica stazione dei treni (o che pe solo conciata come tale, non mi ricordo. Bella, ma chissene), dove per nostra fortuna era appena finito il concerto di Caparezza. Si vedeva ogni tanto questo ammasso informe di capelli deambulare a ritmo di millepiedi storpio, sempre assediato da fan e non fan per foto e autografi. Noi ci siamo ritrovate al punto di esclamare «Guarda! Caparezza!» e prendere la via opposta, per evitare la plebaglia che lo assaltava (e che puntualmente ci ostruiva il passaggio).
Dopo la prematura partenza  di Selene, il degenero certo non aveva le ganasce. Non ricordo tutto alla perfezione, so che a un certo punto ero in pista a mandare sms e un tizio strano si era appostato dietro di me a leggerli. Ma questa è un'altra storia.

A un tratto addocchiamo un ragazzo. Abbastanza alto, capelli ricci, neri, lunghi. Aveva un'aria di già visto. Probabilmente era la foga della serata, il weekend che aveva un unico tema, o semplicemente la somiglianza c'era e basta.
«GRINGOIRE!!!». Ammetto di non sapere chi tra me e Carlotta lo aveva notato per prima. Ma che importa? C'era un tipo ubriaco come una spugna che sembrava fosse un membro del cast in pausa sbornia.

Ormai l'ora era tarda, e ci aspettavano per tornare a casa, ma c'era un desiderio che sentivo di dover soddisfare. Era un prurito interno che sapevo mi avrebbe consumato le viscere. Dovevo fare qualcosa. Mi voltai verso Carlotta, le afferrai le braccia «Aspettami qui. Glielo devo chiedere!» e la sua aria preoccupata mi rassicurò, ma quella sensazione si frantumò nel giro di un secondo, nell'attimo in cui esplose in una risata grassa che non era in grado di contenere. E qui, si separarono le nostre vie.
Ciò che vide lei, io posso solo immaginarlo, ma visto che dalla sua posizione poteva vedere solo i riccioli corvini del faux Gringoire, lo spettacolo se lo è persa lei.

Mi diressi fiera e sicura di me verso il giovine che mi dava le spalle. Gli toccai la schiena per chiamarlo, e al vedermi esultò e mi accolse nella sua cerchia come una vecchia amica (Ho dimenticato di menzionare il beota che leggeva i miei sms era proprio lui!).

«Ma, sei ancora qui?» (sembra un tono scazzato, ma no, era sorpreso e felice) sbiascicò tra un grugnito e l'altro (ho molta stima degli uomini ubriachi).
«Sì sì» le parole ormai le sbrodolavo (sì, ho stima anche delle donne ubriache, specialmente di me stessa). «Ti devo chiedere una cosa importantissima!» Gli dissi, alzando la voe, e con l'espressione facciale di chi sta per comunicare il proprio fidanzamento ai gentiori (suppongo).
Mi guardò attraverso i ricciolotti imburrati di gel, si mise in posizione di ricezione delle news e sorrise «Dimmi!!»
«Ma.. LE PORTE DI PARIGI??» Con la coda dell'occhio vidi Carlotta, impegnata in un contorsionismo del tutto femminile, in cui si incrociano le gambe per non farsela addosso e ci si abbraccia la pancia. Moriva dal ridere. Il Gringoire di turno mi fissava ridendo (per l'alcool, perchè chiaramente non aveva capito cosa gli avessi chiesto). Io mi girai leggermente per ridere, poi mi ricomposi. Una strana abilità quella di smettere di ridere a comando, mi ha salvata durante gli anni del liceo. «Dico.. le porte di Parigi... dove sono??»
Mi fissò, ancora, inebetito. Poi, esplose. Spalancò le braccia ( e le gambe, stile "lanciati che ti prendo") e con un sorriso da un migliaio di carati mi urlò «SONO QUI!!!!» e aggiunse in pieno stile Carrà «LE PORTRE DI PARIGI...SONO QUI!!!»
«Oh mio Dio!» l'estasi della recitazione aveva preso il sopravvento ormai «Mi stai dicendo che sono arrivata?»
«Sì!! Andiamo!»
Ripresi il controllo di me stessa, e, soddisfatta, gli diedi un'altra pacca sulla spalla. Con fare amichevole aggiunsi «Un'altra volta. Ciao!» E così, saltellai sui tacchi ridendo come un'idiota patentata verso Carlotta, che si trovava nelle stessa posizione in cui l'avevo lasciata.

Mi ripeteva che non ce la faceva più dal ridere, ma io, tutt'oggi, insisto, che se invece della mia faccia avesse visto la sua, non si sarebbe rialzata dal pavimento.


Dall'anno scorso non ho più inveito sui poveri sconosciuti ubriachi, e l'ilarità che provoca il farlo mi manca. Quindi ricordo a Carlotta che mancano cinque giorni al suo arrivo e la avviso che dal momento che in programma non c'è una serata di gala come a Parma, sarà un interno fine settimana cazzaro.


14.aprile.2012

Di cosa parlo?

666 (1) 80 (2) accademia (3) amici (3) amore (15) aneddoti (7) arredamento (2) attori (1) autunno (1) caccia al tesoro di mammafelice (1) camera (3) capelli (4) casa (6) cazzate (5) cibo (1) convivenza (4) depressione (4) dottore (1) esami (1) fangirling (2) figaggini (1) filastrocche (1) film (11) filosofia (1) fotografia (2) fumi (1) game of thrones (2) gennaio (2) Glee (1) gym (1) insicurezze (2) James (2) lamentele (8) lesmis (3) lezioni (2) libri (10) madrid (1) malattia (1) maleducazione da bar (1) maratona (1) moda (4) naso (1) New Girl (1) noia (1) novembre (2) novità (6) ode (1) ossessioni (4) pensieri (19) poesia (6) recensioni (5) Revolution (1) riflessioni (25) scrittura (8) serie tv (6) settembre (2) sfiga (5) sogni (1) telefilm (7) uomo-donna (4) vacanze (2) valencia (4) vino (1)

You don't speak italian?

Ads 468x60px

Letture 2013

  • Cloud Atlas7 gennaio-20 febbraio
  • Popular Posts

    Followers

    Featured Posts

     

    Faith Trust and Pixiedust Copyright © 2012 Design by Antonia Sundrani Vinte e poucos