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domenica 3 febbraio 2013

Castiel: A puppy of the Lord

Pubblicato da Unknown alle 20:38 2 commenti
I'm an angel of the Lord. Love me.
La mia recentissima ossessione per Supernatural sta dando ottimi frutti. Da mesi so dell'esistenza di Castiel, so che si tratta di un angelo, ma mi era totalmente oscura la sua partecipazione e l'essenza del personaggio. Quindi sono due stagioni che aspetto con ansia che faccia la sua prima apparizione.
Mi sono illuminata quando nel finale della seconda stagione (mi pare), Sam lo nomina eseguendo un esorcismo (gli incantesimi non vengono sottotitolati o tradotti, quindi è stato un lampo di un secondo in cui mi sono detta EH? Ho mandato indietro e ho riascoltato, e viene effettivamente nominato Castiel). I miei occhi a cuoricini però si sono smorzati subito, perchè purtroppo bisogna aspettare la quarta stagione per vederlo (ed è solamente un guest, e io lo voglio regular, subito!).

Prima di vederlo mi intrigava, ma ora..ora ogni volta che appare Castiel sullo schermo, con questi occhi da bambi (che è una bella sfida contro Sam), ho una voglia matta di abbracciarlo e dirgli che andrà tutto bene. Ha l'aria di essere sempre così solo, così schiacciato dal peso dei suoi incarichi, che davvero ti mette in corpo la voglia di coccolarlo e farlo stare tranquillo, anche solo per un po'.
Adoro Misha Collins, lo interpreta in maniera molto genuina e gli dà quest'aspetto un po' trasandato che a noi ragazze (dipendendo dal soggetto), CI PIACE. È sempre greve nel parlare, molto serio e quasi stanco, e veramente mi illumino ogni volta che lo inquadrano.

A inizio puntata sto sempre attenta ai titoli di testa, e se vedo che non è presente nelle guest star mi "disinteresso" quasi dell'episodio, come se senza Castiel non fosse più la stessa cosa. La verità è che è un personaggio chiave di questa quarta stagione, in cui si introduce la "mitologia" cristiana (che io adoro), quindi mi interessano un sacco gli sviluppi di questi angeli-soldato.

Se fosse un angelo custode io lo comprerei. Ma anche come soldato, mi accontento.



venerdì 1 febbraio 2013

To love another person is to see the face of God

Pubblicato da Unknown alle 00:01 3 commenti
Se avesse ragione chi sostiene che le nostre lacrime sono numerate, penso che le mie dovrebbero essere finite da un pezzo. Di solito non sono una frignona, non per quello che succede nella vita reale, almeno. Quando però si comincia a parlare di cinema, libri o serie tv, non c'è fazzoletto che si salvi dal mio costante lacrimìo (??). Non so, devo essere diventate insensibile alle emozioni vere e ipersensibile a quelle che mi appaiono sullo schermo o tra le righe. Ciò non toglie però, che chiunque e dico chiunque, dovesse venire da me a dirmi che non ha pianto guardando Les Misérables, lo reputerei un bugiardo senza vergogna. Che tu abbia letto il libro e possa forse essere un po' più preparato agli avvenimenti, non ti protegge dall'esplosione di emozioni che questo film ti schiaffa addosso. Quindi, bugiardi di tutto il mondo, radunatevi e seguite Javert, perchè non meritate altra fine se non la sua.

Detto ciò, passerei al film. Ho ancora mille emozioni in subbuglio e la maggior parte è per colpa di Anne Hathaway. Ne hanno parlato in tanti, ha avuto il Golden Globe e sicuramente si prenderà l'Oscar, ma vogliamo mettere il fatto che è presente praticamente solo nei primi venti minuti del film, ed è la cosa più bella di tutte le tre ore? I dreamed a dream è già meravigliosa di suo, ma l'interpretazione della Hathaway ha colto tutto il dolore e la sofferenza che sono descritti nel libro, e che nessun'altra ha saputo trasmettere. 


Come to me Cosette the light is fading, don't you see the evening star appearing?
Come to me and rest against my shoulder, how fast the minutes fly away and every minute colder.

Chiunque poi abbia avuto il coraggio di dire che Russel Crowe non è assolutamente adatto al ruolo di Javert, beh, ha bisogno di farsi un giro insieme ai bugiardi di cui sopra. È una scelta un po' strana, lo ammetto, non mi sarei mai aspettata di vederlo in un musical, ma anche lui ha dato prova di essere perfetto per la parte. È un Javert intimidatorio, con quell'occhio azzurrino che quasi salta fuori dalle orbite. Poi è un personaggio che ho imparato ad apprezzare solo ultimamente, non è un antagonista, come tanti pensano, è la controparte di Valjean. La sua rettitudine, il suo senso del dovere e della Law (che nelle sue canzoni non manca mai) sono ciò che lo definiscono. Ed è proprio questo senso di giustizia che lo porterà a prendere la sua ultima decisione, come vivere in un mondo dove agire secondo la legge è agire contro la morale?

I should have persished by his hand, it was his right. It was my right to die as well, instead I live but I live in hell

Elogiare Hugh Jackman è tempo perso. Ha un Tony Award e spero che sei becchi pure un Oscar. Guardatevi il film e capirete.

Sasha Baron Cohen ed Helena Bonham Carter sono immensi. Già "insieme" in Sweeney Todd, qui sono il culmine della bellezza. Grezzi, sciatti e furbi sono i miei Thénardier preferiti. Master of the House e The Thénardier Waltz sono stati gli unici momenti in cui ho potuto tirare un po' il fiato e dare agli occhi un po' di tregua. 


Éponine dovrebbe avere una parte più grande, dovrebbero sfruttarla di più. Fa una tenerezza incredibile, povera crista figlia di questi due magnaccia (Thénardier) insieme a Gavroche (altra piccola perla. Bimbo splendido), innamorata perdutamente di Marius che non se la fila proprio.
Mi dispiace abbiano tagliato la parte iniziale e centrale di A little fall of rain (andrebbe lapidato qualcuno per tutto ciò), ma la dolce 'Ponine rimarrà comunque tra i personaggi preferiti di tutti.

These are words he'll never say, not to me. 
His heart full of love..he will never feel this way.

Su Marius e Cosette non mi voglio soffermare molto. Li odio. Entrambi. Sono pessimi e si meritano a vicenda. Cosette è peggio però. È inutile. Proprio come personaggio, dico, non serve a nulla. Sta lì a sospirare e a cinguettare. C'è una rivoluzione in atto e lei pensa al suo Marius. Cosette mi piace solo quando è piccolina, maltrattata e presa in giro. Poi cresce nel lusso per colpa di Valjean e diventa un'oca. Marius poi, quasi manda a monte tutto per lei. Io lo capisco l'amore a prima vista e bla bla bla, ma sono veramente irritanti, dovrebbero morire loro invece che altri. Ma tsz, Hugo salva sempre i peggiori.

My name is Marius Pontmercy.
And mine's Cosette.
I'm Jean Valjean!!!!!!

Chiudo la carrellata di personaggi con Enjolras. Amore puro e vero per quest'uomo, così giusto e crudele allo stesso tempo. Il capo rivoluzionario, il Red dell'ABC, l'amore segreto di Grantaire.. no, non è vero. È un fandom che gira su Tumblr, e non nego che la carica emotiva tra quei due, soprattutto nella scena finale, si vede, e quindi, io li shippo.
Enjolras è l'anima della rivoluzione, è l'unico che ha le palle di dire a Marius che è un imbecille e che deve concentrarsi sul loro scopo invece che sulla cinguettina sconosciuta vista per strada. Siamo qui per combattere e liberarci dalla schiavitù, e tu no, ti perdi dietro le sottane della prima che passa.


In conclusione, questo film è un frullato di emozioni, belle, tristi, deprimenti, strazianti, divertenti. C'è di tutto, davvero. Io ho pianto un sacco, le interpretazioni, le musiche, sono un qualcosa di spettacolare. Consiglio a tutti quanti di andarlo a vedere, perchè perderlo, è perdere un pezzo di storia. I non amanti dei musical potrebbero fare una piccola eccezione, perchè veramente, questa è una perla rara. Ne ho viste di trasposizioni di opere teatrali, ma questa è la migliore di tutte. E io ringrazio God Above che ci siano persone che si interessano a produrre questi film, per noi poveri emarginati italiani che non possiamo vedere le versioni teatrali. Il prossimo anno uscirà pure Wicked, ma per ora continuo a cantare le canzoni de Les Misérables.

Do you hear the distant drums?

domenica 27 gennaio 2013

Padaleckigasm

Pubblicato da Unknown alle 19:11 0 commenti
Io impazzisco per i sorrisi. Specialmente i suoi

Mi sto decisamente dando a un fangirling estremo in questi giorni. Ogni momento libero che ho lo passo a guardare Supernatural (e purtroppo sono ancora alla seconda stagione, MA MI RIFARÒ!). Il problema è che mi sto ossessionando con  il meraviglioso Jared Padalecki. Ma oh, dico, lo avete visto? È un qualcosa di estremamente dolce.

Ammetto che già da "piccola" impazzivo per Dean (Rory Bestia non lo meritava proprio per niente). Lui così tenero e presente e lei così egocentrica e stronza. Poi l'ho visto ne La maschera di cera, bel film, ma la scena al pianoforte mi ha straziata. Povero Paddy. Poi è arrivato Supernatural.

Su Supernatural non spreco molte parole, perchè le immagini parlano da sole. Non so, non trovo un senso in tutto ciò. Vogliono farci morire mostrandoci immagini tipo questa:

"Amore sono pronto, ti aiuto con la cena"
Queste cose mi stanno causando i cosiddetti PADALECKIGASMS. Non c'è bisogno di spiegazioni.
La cosa più bella è che non solo interpreta sempre personaggi carini e docili, ma è proprio un amore di persona e di papà. Se date un occhio su internet vedrete tutte le foto di lui con la moglie e il bimbolo, superbellissimi.  Sono cose che mi mettono un sacco di allegria perchè in fondo è il sogno di tutte noi, essere felici e avere un bel pezzo di Paddy al nostro fianco.


giovedì 6 dicembre 2012

Ossessioni varie: I Miserabili

Pubblicato da Unknown alle 15:11 0 commenti
TOMO I
Questa volta vorrei parlare di un libro. I Miserabili. È praticamente diventata un'ossessione. In questa settimana ho  abbandonato le serie tv per potermi dedicare a questa meraviglia della letteratura, che, sì, conoscevo, ma a cui non avevo mai dato una possibilità.

Dopotutto è risaputo, Hugo è un po' come Dostoevskij, milioni di pagine, fiumi di personaggi e descrizioni a gogo. Classici e spelndidi, per carità, ma un po' come tutte le cose, bisogna essere nel mood per queste letture, sono impegnative e, cosa di cui ti rendi conto dopo aver preso il via, non ti danno spazio per altro.

Il mood, e sopratuttto l'input, me l'ha dato il trailer del nuovo film "Les Miserables", adattamento del musical (ormai giunto al suo quasi vent'ottesimo anno).  Solo il trailer, con la voce della Hathaway (Fantine) in sottofondo, mi ha spaccato il cuore in due, e mi sono detta devoassolutamenteleggereillibro. E così è stato. Con il mio nuovo ebook reader mi sono addentrata nella Francia post-rivoluzionaria, di cui tra l'altro Hugo dipinge un quadro perfetto, per immedesimarmi nelle (dis)avventure del protagonista Jean Valjean, e il suo percorso verso la redenzione.

Perchè è di questo che parla I Miserabili, persone del popolo, del grado più basso della società che tramite queste pagine commettono atti orribili ma giustificati, fraintesi e cercano di redimersi. Ma la storia è molto articolata e troppo lunga per un solo post, quindi vi lascio i passi migliori del primo tomo: FANTINE.

Poichè v'è sempre più miseria in basso che fratellanza in alto, tutto era dato, per così dire, prima d'esser ricevuto.

Esser santo è un'ecceizione; esser giusto è la regola. Sbagliate, mancate, peccate, ma siate giusti.

A coloro che ignorano, insegnate più che potete. La società è colpevole di non dare gratuitamente l'istruzione ed è responsabile delle tenebre che produce. Se un'anima è piena d'ombra, il peccato vi si commette; ma il colpevole non è quegli che ha fatto il peccato, bensì colui che ha fatto l'ombra.

Il bello è altrettanto utile dell'utile stesso. Forse di più.

La scelta: o soffrire, o godere. Dove mi condurrà la sofferenza? Al nulla; ma avrò sofferto. Dove mi condurrà il godimento? Al nulla, ma avrò goduto.

La liberazione non è libertà, si esce dal carcere ma non dalla condanna.

La ghiottoneria punisce il ghiottone, Gula castiga Gulax e l'indigestione è incaricata dal buon Dio di far la morale agli stomaci. E tenete bene in mente: ognuna delle nostre passioni, anche l'amore, ha uno stomaco che non dev'essere riempito troppo.

Che cos'è in fondo questa storia di Fantine? È la società che compera una schiava. Da chi? Dalla miseria. Dalla fame, dal freddo, dall'isolamento, dall'abbandono, dallo squallore. Doloroso mercato! Un'anima per un pezzo di pane: la miseria offre, la società accetta.

Le violenze del destino han questo di particolare: che per quanto si possa essere adorni di perfezioni o indifferenti, esse ci strappano dal fondo delle viscere la natura umana e la costringono a riapparire all'esterno.

Fantine fu dunque sepolta in quell'angolo gratuito del cimitero che è di tutti e non è di nessuno, e nel quale vengono smarriti i poveri: fortunatamente, Dio sa dove ritrovare l'anima. Fantine fu sepolta di notte con le ossa del primo venuto, e subì la promiscuità delle ceneri. Nella fossa pubblica, la sua tomba assomigliò al suo letto.

Si tratta di una lettura estremamente moderna, è proprio vero che la storia, purtroppo, si ripete.

Di cosa parlo?

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