Visualizzazione post con etichetta depressione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta depressione. Mostra tutti i post

sabato 29 settembre 2012

«Buongiorno!» «Vaffanculo»

Pubblicato da Unknown alle 18:00 0 commenti
Bisogna trovare sempre un modo per ridere

Certo che se il buongiorno si vede dal mattino alcune persone hanno la vita costellata da giornate di merda.

Io in primis spesso non mi sveglio di ottimo umore (ma la laggior parte delle volte è solo trauma da abbandono del letto), ma io sono lunatica, il buonumore e il giramento di ovaie mi a e mi viene tipo dieci volte al giorno. Io non faccio testo.

C'è chi, invece, si alza, vede qualcosa che non va e boom, giornata di merda.
Era da un po' che volevo parlare di questo, perchè è un appello a tutti gli incazzati mattutini: NON PRENDETEVELA CON CHI VI STA INTORNO! È scorretto e ampiamente fastidioso. Sei a lezione per i fatti tuoi, ti imbatti del soggetto dai coglioni girati e tu, povero cristo, resti imprigionato nella sua scia di malumore, senza aver fatto nulla di male.
E se in più sei sfigato perchè sei paranoico, passerai del tempo (poco o tanto, è comunque troppo) a domandarti Maperchècel'haconme??? pensando che sia colpa tua, quando invece la colpa è del beota che non sa gestire i propri umori.

Ricordatevi che il malumore, così come il buonumore, è contagioso. Provate a insultare qualcuno, così a cazzo, e state certi che gli avrete rovinato la giornata. Poi lui/lei attaccherà qualcun'altro e così via. Non predico l'amore assoluto, parlo di educazione.

Quando siete nervosi per i vostri cazzo di motivi prendete provvedimenti. Io, personalmente, mi astengo dai rapporti sociali (il classico stopericazzimiei) ma come ho già detto sono affetta da lunatismo estremo, quindi il mio isolamento dura ben poco.

Ultimamente ho iniziato a mettere in pratica quello che mi diceva sempre mia nonna Seicosìbellaquandosorridi. Beh, si sa, ogniuaglioèbellamammasua ma le nonne lo pensano davvero.
Quindi ora quando sono incazzata mi piazzo davanti allo specchio e sorrido (c'è dietro anche un velo di vanità latente -maneanchetanto-). Se non ci riesco penso a qualcosa di divertente o faccio una faccia idiota, o riguardo i miei video, perchè siamo veramente belli quando ridiamo.

giovedì 26 luglio 2012

Giochi crudeli che ci mantengono vivi

Pubblicato da Unknown alle 21:24 2 commenti

Mi irriti così tanto che non so da dove cominciare a spiegartelo. Mi chiami cariño ogni volta che mi vedi, sono baci e abbracci come fossimo amici. Poi mi lasci lì, a penzolare come un'idiota dalle tue labbra. E chi si è visto si è visto.
È come se ti prendessi gioco di me giorno dopo giorno. Non capisco cosa ti passa in quella testa del cavolo su cui ti arruffi i capelli pieni di gel. Mi piacerebbe tanto che tu avessi un piccolo schermo sulla fronte, dove possano apparire i tuoi pensieri quando mi venga voglia di capirti.

Mi piace il mistero, ma quando mi confonde tanto da non farmi distinguere la realtà dall'illusione diventa un pericolo. Almeno per me.

Tu ti diverti. Tu nel cuore non hai il mio stesso sangue, che ribolle di emozioni al vederti. Tu non senti i fischi edl vuoto nella testa quando mi parli. Non diventi stupido e balbuziente. Tu sei sempre tu. In quell'armatura solida fatta di sorrisi che non si lascia sferzare dai miei tentativi di comprensione. È così che resti. Sorridente. Sempre. E Dio solo sa se mi sorridi per tua volontà, se sorridi a me, o se dilati le labbra per abitudine, per cortesia.

Non lo capirò mai, e la verità è che in fondo non lo voglio sapere. So che il giorno che avrò la conferma dei miei peggiori sospetti, tutta la magia casta che c'è tra noi sparirà, perchè io avrò sbattuto la faccia contro la realtà, contro di te, che mi dai le spalle per abbracciare lei, che so che esiste, che l'ho sempre saputo.

Per questo mi lagno scrivendo invece che parlandoti, perchè è più facile, e tiene il mio cuore al sicuro. 
Non ti voglio, non più ormai. È una questione di giochi e voglio continuare a giocare con te. E questa parte, quella in cui sono incazzata, delusa e mortificata per fare sempre la figura dell'idiota con te, fa parte del gioco. Mi fa sentire viva, perchè provo emozioni. Emozioni che, ormai, mi fanno provare solo i film e i libri. Per questo mi piace continuare così. Per vivere.
In modo strano e stupido sei parte della mia vita, e molto probabilmente nemmeno lo sai, e ridi di me.

sabato 21 luglio 2012

Mestruazioni. Fa schifo solo dirlo

Pubblicato da Unknown alle 16:48 0 commenti
Ci sono cose che un uomo non potrà mai capire. Noi doabbiamo un problema genetico tanto orribile quanto ingiusto che ci fa apparire come dei mostri assetati di sangue agli occhi dell'uomo.
Il Ciclo. Aunt Mary. La Regla. Il Marchese. Chiamatelo come vi pare, personalmente trovo ogni nome rivoltante, perchè si tratta di una cosa fisicamente rivoltante (biologicamente pare essere una benedizione invece).
Perfino la delicatezza anonima de "Le mie Cose" ormai ha perso il suo significato.

Il nome ufficiale, comunque, è il peggiore di tutti: Mestruazioni. È uno scioglilingua. È un'orchestra cacofonica di suoni fastidiosi tutti in fila uno dietro l'altro. C'è il fonema STR che rende tutto cattivo e volgare, le parole che possiedono questo suono non sono mai positive: stronzo, stridulo, strabico, strambo, strombatutto, astrofisica.
Poi c'è lo iato UA. Lo iato di per sè porta difficoltà nella pronuncia, separare fonicamente le vocali non è difficile, ma crea un ritardo, come quando diciamo uguale, aeroplano, noumeno. Mi si stanca la mandibola.
Per concludere in bellezza appare una delle mie consonanti preferite, la Z. La adoro perchè rende tutto tagliente, ma in questo contesto è una guastafeste. Sì perchè rende perfettamentne l'idea di quelle fitte bastarde che sentiamo specialmente i primi due giorni.

Io credo che la parola mestruazioni l'abbia inventata una donna, per rendere pseudo-tabù l'argomento. A me infatti non frega una mazza di quando le altre le hanno, mi preoccupo di più quando non le hanno.
Non è un argomento di conversazione, per questo ha un nome così brutto, per scoraggiarci anche dal parlarne, quasi fosse, e forse lo è, una punizione divina. Io credo che Eva abbia fatto qualcosa di peggiore del rubare una mela per meritarsi questa sofferenza mensile, che la volta che sei graziata e la scampi, pagherai in un colpo solo nove mesi di fitte mancate, e quando le perdi del tutto è perchè ormai sei vecchia e inutile. Ovvero hai sofferto una vita intera e non ti danno nemmeno un bonus.

Gli uomini non lo capiranno mai, ma invece che essere comprensivi con noi e starsene zitti, ci additano come il mostro di Frankenstein pronti a marciare con le torce, e in più si lamentano (loro!). Ci dovessero convivere in prima persona si strapperebbero l'utero (cosa che noi preghiamo ogni mese di poter fare) e l'umanità sarebbe finita da millenni. Forse non saremmo nemmeno arrivati alla fase scimmia.


venerdì 20 luglio 2012

Filastrocche per bambini depressi #1

Pubblicato da Unknown alle 21:28 0 commenti

Ho pensato di scrivere per mia cugina e i suoi bimbi dolcissimi una filastrocca, dal momento che storielle al momento non riesco a crearne. Il mio unico problema è che ogni cosa iniziassi a scrivere andava sempre a finire male. Io dubito che questa valga come filastrocca per bambini, e chiedo scusa a Fioly per averla delusa, ma questo è tutto ciò che sono stata in grado di produrre. E me ne vergogno.

La sirenetta e i pirati

Viveva laggiù nel mare profondo 
una sirena molto curiosa
le piaceva tanto nuotare in tondo
dimenticandosi di ogni cosa.

Ogni giorno guizzava veloce
e dal re suo padre si nascondeva
lui arrabbiato alzava la voce
ma davanti ai suoi occhioni sempre si scioglieva.

Nuotava solo da sinistra a destra
l'abisso e la superficie erano vietati
per le sfide la sirena perdeva la testa
voleva vedere da vicino i pirati.

Mosse la coda respirando a fondo
le braccia rivolte verso il cielo blu
sotto il pelo dell'acqua si fermò per un secondo
la paura che non aveva si fece spazio sempre più.

Fece capolino solo con gli occhi e con il naso
guardandosi attentamente ai lati
«Sono simili a me, non devo farci caso»
si disse avvicinandosi ai pirati.

Questi ballavano e facevano festa
come fosse il loro ultimo giorno
le spade incrociavano e si passavano una cesta
piena di pesce che al mare non avrebbe fatto ritorno.

La piccola sirenetta vedeva i suoi amici
a bocca aperta distesi sul ponte della nave
e mentre un tempo erano insieme felici
adesso piangeva per loro lacrime amare.


Di cosa parlo?

666 (1) 80 (2) accademia (3) amici (3) amore (15) aneddoti (7) arredamento (2) attori (1) autunno (1) caccia al tesoro di mammafelice (1) camera (3) capelli (4) casa (6) cazzate (5) cibo (1) convivenza (4) depressione (4) dottore (1) esami (1) fangirling (2) figaggini (1) filastrocche (1) film (11) filosofia (1) fotografia (2) fumi (1) game of thrones (2) gennaio (2) Glee (1) gym (1) insicurezze (2) James (2) lamentele (8) lesmis (3) lezioni (2) libri (10) madrid (1) malattia (1) maleducazione da bar (1) maratona (1) moda (4) naso (1) New Girl (1) noia (1) novembre (2) novità (6) ode (1) ossessioni (4) pensieri (19) poesia (6) recensioni (5) Revolution (1) riflessioni (25) scrittura (8) serie tv (6) settembre (2) sfiga (5) sogni (1) telefilm (7) uomo-donna (4) vacanze (2) valencia (4) vino (1)

You don't speak italian?

Ads 468x60px

Letture 2013

  • Cloud Atlas7 gennaio-20 febbraio
  • Popular Posts

    Followers

    Featured Posts

     

    Faith Trust and Pixiedust Copyright © 2012 Design by Antonia Sundrani Vinte e poucos