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venerdì 3 agosto 2012

#3 Coinquilina che va, pace che trovi

Pubblicato da Unknown alle 20:50 2 commenti
Ormai sono tre settimane buone che siamo rimaste (temporaneamente) in due in casa. In fondo è un piacere ritrovato. È come vivere da sola. Tra orari che non combaciano e continue presenze fantasma edo la mia coinquilina rimasta tipo ogni tre giorni. E in verità non mi dispiace. Non siamo spiriti affini, non ci capiamo.

C'è sempre pace e tranquillità (cosa a cui anelo da un po') e mi sento libera di fare la beneamata mazza che mi pare senza dover rendere conto a nessuno.
In più il mio padrone di casa, che forse a causa del suo imminente matrimonio che lo rende più buono, ha accettato gentilmente di abbassarci l'affitto (di poco, ma è già qualcosa).
Poi io passo il mio tempo libero (ovvero quello che mi resta tra i video idioti, i film, i telefilm e i libri) a spulciare appartamenti su internet. Io sì, che non ho una vera e propria integrità morale come Miss Steel, accetteri volentieri un bel loft da Mr Grey (se non fosse per le sue condizioni strane).

Una bella casa tutta per me, senza piatti altrui da lavare, senza pulizie da fare a turno, senza dover comprare meno verdura perchè il ripiano del frigo è troppo piccolo, senza sentirsi defraudati del diritto di organizzare tutto al meglio perchè gli altri hanno un diverso concetto di ordine.

Poter smettere di immagazzinare tutte le mie cose in camera perchè gli altri non le usino (e di conseguenza le rovinino); poter smettere di nascondere quelle manie di controllo che mi fanno esasperare ogni santo giorno in cui vedo quei sacchetti della spazzatura senza i manici abbandonati per il loro peso in un angolo della cucina, troppo piccola perfino per un bidone.

Poter ordinare le spezie in ordine di colore, o di frequenza di utilizzo. Non dover scrivere il nome sui cartoni del latte. Stendermi sul divano a mangiare un takeaway cinese senza sentirmi un maiale all'ingrasso quando mi guardano giudiziosamente. Passare giornate in casa a guardare film senza sentirmi dire Manonescimai?

Sono mentalmente instabile, ho le mie manie e i miei rituali, sogno solamente un posto amichevole dove vivere senza stress altrui. A ogni ragazza è concesso di sognare.

lunedì 23 luglio 2012

La pinza da bagno non è un accessorio

Pubblicato da Unknown alle 18:15 0 commenti

Girando per le vie di grandi città è facile incontrare di tutto e di più. Chi gira in completi tutt'uno stile pigiama (moda che spero scompaia dal pianeta il più presto possibile, nun te se po' guarda'), chi indossa le crocs con aria così fiera (io le ho, per lavorare sono la comodità fatta per il mio portafogli costantemente vuoto, ma ciò non le rende belle, anzi), e chi invece passeggia con la borsa gigantesca appoggiata sul capitello radiale (l'interno del gomito per capirci) come fosse una cosa comoda. 
Ma che possiamo farci? È il bello delle grandi città: nessuno ti fissa e se ti fissano sei immerso in talmente tanta gente che manco te ne rendi conto. Nel mio paesino in Italia questo sarebbe impossibile, dal momento che la densità di popolazione è minima (e continua a scendere) e quando attraversi la piazza, il 99% delle volte ci sei solamente tu e il resto dei babbuini sta ai lati, seduto ai tavoli dei bar, e dal momento che non ha nulla di meglio da fare, ti fissa. E tu senti il peso di tutti quegli occhi pressanti e preghi di essere in ordine (o almeno vestita).

Quello che però non passerebbe inosservato nemmeno nella caoticità di New York (e la nostra Carrie ce lo ha sottolineato più volte) è quello che la gente porta tra i capelli. Carrie in un episodio inveisce contro Berger riguardo un obsoleto fermacoda (che poi, boh, io lo chiamo elastico), che apparentemente non si porta più ormai dagli anni '80. Quello che evidenzia lei però, è proprio il suo essere fuori moda. Indossare qualcosa che non è più di tendenza, a mio avviso, non può essere additabile come eresia, dal momento che esiste il vintage, ed esiste per un motivo preciso. Il vintage è tendenza. In poche parole, tu dì che è vintage e ti salvi sempre.

Quello su cui mi accanisco io, invece, è un oggetto che non è mai stato di moda, quindi per coloro che lo indossano in pubblico, non c'è via che li salvi. È un oggetto che è stato creato per rimanere nell'intimità di casa nostra, che alcune ragazze sfoggiano come il più prezioso dei gioielli: la pinza da bagno.
Questa pinza, lo dice il nome, è da bagno. Non è fatta per uscire dalle mura di casa. È un oggettino timido, fragile, è il reietto del mondo del capello, quello che ci vergognamo a indossare perfino quei cinque minuti mentre il parrucchiere ci fa i capelli.

Trattiamo la pinza da bagno come Frollo tratta Quasimodo. La usiamo, la sfruttiamo, ma non la facciamo mai uscire, per il suo bene (o così le diciamo), perchè la gente riderebbe di lei.
Ebbene, con le persone non va fatto, (mannaggia a Frollus), ma con alcuni oggetti, come quello in questione, è, invece, cosa buona e giusta.

La pinza da bagno è intimità, ci aiuta, ci vuole bene, ma non per questo va mostrata al mondo. È come portarsi un rotolo di carta igienica nella borsa, strapparne un pezzo e soffiarcisi il naso. Se non si hanno più fazzoletti, a casa, si può fare, ma sfido qualcuno a farlo stando seduto al bar. Allo stesso modo, ci sono pinze belle, eleganti, simpatiche, colorate per andare in giro, e poi ci sono quelle scrause per restare in casa.

Quindi vorrei fare un appello a tutte quelle donne che così fieramente si raccolgono i capelli con le pinze da bagno per uscire con gli amici. Abbiate un po' di cuore, smettete di farlo. Non è un accessorio.


giovedì 12 aprile 2012

«#2 Idiosincrasie e convivenza:

Pubblicato da Unknown alle 23:39 1 commenti

perchè purtroppo non possiamo farne senza»

Buffy aveva capito tutto della sua compagna di stanza.
Meglio non averla.

Un lato negativo (beh sempre uno dei tanti) della convivenza tra giovani colombe, è che nove volte su dieci non si ha nulla in comune. Certo ci sono le eccezioni, ma sono, appunto, eccezioni.
La mia pluriennale (seh) esperienza mi ha insegnato che per quanto tu possa impegnarti nel trovare coinquilini che soddisfino almeno alcune delle tue esigenze, il risultato sarà sempre lo stesso. Te te ciavit e te tasi.
È assolutamente impossibile trovare persone con cui dividere la casa che rispecchino i propri ideali.

Principalmente questo succede perchè nessuno lo vuole fare. Siamo irrimediabilmente costretti a smezzare la nostra privacy con degli sconosciuti per poter sopravvivere almeno per i primi anni lontani da mamma e papà e poterci in ogni caso permettere di vivere un'esistenza quantomeno dignitosa.
Nessun'essere cosciente della propria individualità accetterebbe mai (con condizioni economiche ottime) di andarsene in cerca di sconosciuti con cui passare i momenti più intimi e sacrosanti della sue giornate. Se lo facesse per sua volontà, sarebbe un vero mona.

Personalmente, io che possiedo un egoismo spropositato e un amore indefinibile per i miei beni materiali, lo trovo deletereo.
In più ci si aggiunge la componente amichevole. In questi due anni non sono mai stata amica delle mie coinquiline. Per quello che dicevo prima. Gli interessi comuni sono talmente pochi che le conversazioni sfumano sempre su argomenti che per antonomasia definiscono i rapporti noiosi tra le persone: il tempo (che Dio ci aiuti) e la politica (che Dio MI aiuti). Quando due persone parlano pressochè sempre di queste due grandi bestie della comunicazione, l'interesse per le reciproche vite è praticamente nullo. È inutile cercare di nascondersi, qui la verità è lampante.

Ci sono però casi in cui tra una chiacchiera e l'altra arrivano le prevedibili lamentele riguardo al rispettivo compagno (non da parte mia, io mi limito a lamentarmi riguardo a quanto mi è difficile trovarne uno). Quindi, non avendo io un Lui specifico di cui rognarmi, ecco che la conversazione, ancora una volta, torna ad essere unilaterale. Con qualcuno che sproloquia sermoni sentimentali e baggianate amorose che troppo spesso mi causano tanto latte alle ginocchia che se non le mungo esplodono, e io che annuisco, ascolto e sparo a raffica i miei "Ma va????"

Non c'è niente da fare. Continuo con la mia convinzione che per vivere insieme bisogna conoscersi da tempo prima. Insomma, tra sconosciuti le prime impressioni sono importantissime (anche se spesso nel bene e nel male vengono sfatate). Se infatti si convive con amici di vecchia data, le abitudini casalinghe vengono sopportate, perchè ci si vuole bene.
Con gli sconosciuti no. Sei praticamente un estraneo in casa mia (all'inizio), non ti voglio bene per niente, quindi le tue manie fastidiose mi irritano, e se per di più non abbiamo nulla in comune, non ci sarà mai la possibilità di diventare amici e di sopportarti.
Sono affezionata alle mie idiosincrasie. E tranquillo che se non siamo amici, di certo ne fai parte.

Se vivo con qualcuno che sembra simpatico e pulito a prima vista (una persona normale diciamo), ma dopo un paio di settimane mi accorgo che invece che lavare i piatti li lascia marinare sul gas per giorni in attesa di una miracolosa sparizione del lercio e del muschio che ormai si è formato sopra, sotto e tutto intorno alla padella, io mi incazzo.
Se vivo con qualcuno che rovescia la cera delle candele sul tavolo del salotto e finge di aver dato una nuova espressione artistica al suo io interiore e si rifiuta di pulire, o, forse, non sa come fare, io mi incazzo.
Ma non con loro, con me stessa, perchè nonostante sappia perfettamente come sono fatta e che per me la tolleranza è solo quella alimentare, mi invischio in queste avventure da cui però non posso scappare. Poi però mi ricordo che non posso incolparmi, perchè come ho detto è una necessità.
L'alternativa è vivere in beata solitudine.
Sotto un ponte.

12.aprile.2012

«#1 Convivenza in appartamento privato

Pubblicato da Unknown alle 14:36 1 commenti
 ma a farti i cazzi tuoi ci hai mai provato?»

Se c'è una cosa che mi fa andare in fumo il cervello è tutta la gente che con una nonchalance presa da un romanzo di Laclos si fa amabilmente i fatti tuoi.
Prime tra tutte le creature che ti vedono vestita e in pigiama, ogni santo giorno per un periodo minimo di un anno. I coinquilini. Nel mio caso le coinquiline.
Seri problemi non ce ne sono, sono brave persone e andiamo d'accordo, ma la convivenza tra persone che conosci solo tramite la suddetta convivenza, è molto, molto difficile. Soprattutto per me, che le mie cose sono mie, mi piace fare le cose a modo mio e come le fai tu non va mai bene. Sì, sono intollerante, lo so, ma ognuno ha i suoi difetti, e il non farsi i cazzi propri è uno di quelli che noto sempre più spesso e che non riesco proprio a mandar giù.
Se non vai a lezione esordiscono con un inaspettato "Ma non sei andata a lezione nemmeno oggi?", il tutto sottolineato da un tono che manco fossi mia mamma, che le sue ragioni per sapermi a lezioni le ha.
Ti prepari la colazione ed è subito "Ma mangi tutta quella roba lì?". No, ho preparato la colazione anche per i sette nani. Ma porca miseria, ma che ti frega di quanto e di cosa mangio, mi domando io.
Un bel pomeriggio d'inverno, la voglia di studiare rasenta i minimi storici e fuori il tempo è talmente tiranno che non pensi nemmeno di far fare capolino alle manine per ritirare i panni stesi, così ti destreggi in cucina tra ciotole, mestoli e ingredienti per preparare una torta (come sempre ipercalorica, giusto per aiutare il corpo a scaldarsi fornendolo di comodi e morbidi rotolini adiposi). Ed ecco che dal selvaggio corridoio (per altro lunghissimo e inutile) sbuca quella testolina che quando spegne il cervello è anche sopportabile, e sgranando gli occhi come avesse di fronte l'orrore deglil orrori del nostro millennio ti vomita un "No" con tante piccole O al suo seguito, e che sembra andare in slow motion (come nei film, nel momento tragico). "Cosa prepari?" Una torta. "Nooo, ma cosa prepari? Io non la posso mangiare! Ingrassa. E ingrassi" Ma senti mia bella gallina coccodè che i cazzi tuoi non te li fai nemmeno se te li leghi addosso con lo spago, io preparo la mia torta e tu mangia pure le tue cime di rapa se ti va. Solo perchè cucino qualcosa non significa che tu lo debba mangiare. Anzi, quasi quasi te lo proibisco direttamente io. Potrei fare un cartello grande da attaccare sul frigo con scritto a lettere cubitali "TU NON PUOI MANGIARE", con un piccolo disegno di Gandalf accanto, mentre brandisce un frustino gigante al posto del bastone.

Io e il mio Autumn (il computer fisso) non possiamo farci lunghe passeggiate verso Starbucks, o andare a condividere le nostre vite al parco, siamo relegati in questo buco di appartamento. O meglio. Siamo relegati in questo buchissimo di camera. Quindi, se io ho voglia (e ne ho) di uscire da questi tre metri per due, e starmene in salotto lo posso fare, dato che comunque pago anche io l'affitto. Quindi se mi vedi sul divano a guardarmi Game of Thrones o a leggere Hunger Games o fare la cippa che mi pare a me, non entrare, sgranare come sempre gli occhi, e chiedermi "Ma ti sei TRASFERITA qua??? Perchè??" Perchè come sempre mi va di farlo. Se vuoi stare anche tu con il tuo pc in salotto fai pure, è una zona comune. Ma in questa casa pare che la vita si svolga nelle rispettive camere, e che se si usano le sale comuni sia obbligatorio farlo uno per volta. Io capisco il bagno, anche se sinceramente se io mi sto facendo la doccia (e ho il diritto di prendermi tutto il tempo che voglio) e tu devi fare pipì, per quanto mi possa fregare puoi entrare, siamo tutte donne e non ho niente che non abbia anche tu.

Quindi, io chiedo agli dei della Convivenza di darmi la forza di resistere a questo supplizio ancora qualche mese e dal momento che non mi hanno mai insegnato la loro arte, di lasciarmi perdere, che tanto io di convivere non sono capace.

12.aprile.2012

martedì 21 settembre 2010

They grew and grew..'til they could grow no longer (e infatti non growno più!)

Pubblicato da Unknown alle 12:00 1 commenti
«I'm bluffin' with my muffin»

Sì sto bluffando, perchè non sono i miei capelli.. loro non vogliono assolutamente crescere purtroppo.
Però lo sembrano. Quindi mi accontento. Sono splendide extensions che non mi sono costate una cippa (rispetto all'Italia dove ci si approfitta di tutti). 
Adoro avere tutto a portata di mano.
Valencia mi ha ridato la voglia di fotografare. Anche se non mi vedo proprio al meglio. Mi manca il mio set make up artist (uahahah sì proprio professionale direi!). Devo ri-attrezzarmi.
Ho un sacco di spese da affrontare. Ovviamente non sono tutte obbligatorie e urgenti.
Innanzitutto oggi vado a sistemare casa, e devo subito vedere cosa manca in camera mia. Come prima cosa sicuramente lo specchio. Ho già idea di come fare. Metterne uno per in orizzontale  sul muro dove c'è la scrivania, in modo da potermi truccare e pettianre stando seduta comoda. Dal momento che saremo in tre con un bagno solo, eviterei di intasarlo passando le ore a pettinarmi. No?
E poi la scrivania mi servirà ben poco, non è che devo mettermi a studiare come se frequentassi l'università. Quindi 3 libri non occupano molto e posso usare la scrivania come toeletta. Che figo!
Poi c'è tanta luce, ma ha su delle tende del pitt che non vanno mica bene. Bisognerà provvedere anche a quelle. Poi la lavagna, le mensole, le scatole, le ceste.. sarà dura..ma ho tutto il tempo che voglio!!
Mamma mia se sono noiosa ultimamente. Non parlo d'altro. Pure qui.
Allora cambio discorso e parlo del Dottore. (aahah) sto scherzando. Non saprei cosa dirvi, mi prendereste per pazza. Quindi tengo la mia follia qui a casa mia (mia!) e visto che devo pulire, con un bacio a voi me ne vado via =)

giovedì 16 settembre 2010

Chiedi e ti verrà dato, cerca e troverai, bussa e ti verrà aperto

Pubblicato da Unknown alle 21:08 0 commenti
«Y yo lo busco y lo busco y no lo encuentro..»

Quattro lunghissimi giorni a cercare casa su ogni sito possibile. Ovviamente "loquo.valencia" (nel caso vi servisse) era il più gettonato. Controllare gli aggiornamenti ogni 15 minuti (perchè è superaggiornato). E ogni volta sperare sperare e sperare.
Me ne hanno soffiati 2 già il primo giorno, senza nemmeno dover uscire di casa.
Ieri me ne hanno rubati altri due (entrambi molto molto ingiustamente!). La mia occasione di continuare a parlare francese con Sophie è svanita il tempo di tornare a Beniferri da Aragon. Mah. Morale non a terra. No. Appena!!
Non pensavo fosse così difficile trovare casa. L'anno scorso non mi ero messa dietro così tanto. Abbiamo preso il primo che era capitato (mm.. una figata di casa tra l'altro).
Sono stati davvero strani questi giorni. Un sacco di cose da fare. Non ho fatto nemmeno foto!! Non ho aggiornato. Non ho risposto a mail che non fossero per cercare casa.
Poi oggi, in giro per Benimaclet (zona universitaria, piena di qualsiasi cosa ti serva, bar inclusi) io ed Erika ci prendiamo un gelato in pausa dal giro di appartamenti. Attraversiamo la strada e guardiamo gli annunci su un palo della luce. Stacchiamo il foglietto da un annuncio scritto in valenciano.. «Mm è scritto in valenciano, mi sa che non accettano stranieri» dice Erika. Mezzo secondo dopo.
«Scusate, avete preso il foglietto dall'annuncio in valenciano?».. le due ragazze che lo avevano appena messo.. le abbiamo conosciute subito.. abbiamo visto subito l'appartamento..

E ORA IO VIVO QUI!


La camera è piccola (effettivamente non so quanto piccola perchè avevo temporaneamente il frigo in camera, quindi toglieva spazio) però meglio quella piccola con la finestra che dà all'esterno, che quella più grande con la finestra che guarda all'interno del condominio. Io necessito innanzitutto aria e poi luce (tanta) per le foto e i video di aggiornamento. E poi per lavorare, non posso mica illuminare la muñeca con la lampada da tavolo!!
In ogni caso. Ho un tetto. Nella zona migliore che potessi trovare. Metro, tramvia e valenbisi sotto casa. Mejo de così se more!!!
Poi a pochi minuti c'è anche un WOK KING (capito Giada??).. cosa chiedere di più??
Settimana prossima mi trasferisco, appena finiscono i lavori nel bagno (perchè ci hanno messo il box doccia yuuuhuhuuu!)
Bene, tra poco si cena, quindi lascio qui il blog e vado a magnà che si festeggia!
Domani vado a conoscere i genitori del moroso della sorella della mia coinquilina Laura =) La casa è loro e mi vogliono conoscere.. olè.
In più arrivano Marika e moroso (amici di Erika) quindi si farà festa un paio di sere, anche se ci sarà campeggio qui nell'Avenida de las Cortes Valencianas =)

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