martedì 31 luglio 2012

50 sfumature di potevi scrivere una pagina e mezza invece che menarla con tre libri

Pubblicato da Unknown alle 21:38 2 commenti


Per chi non avesse ancora letto "50 sfumature di grigio", potete leggere la mia versione, e risparmiare tempo e soldi.


Sto per laurearmi, ormai manca davvero poco. Un paio di esami la settimana prossima e potrò finalmente trasferirmi a Seattle, dove potrò concentrarmi interamente sulla mia carriera come esperta di nonsocosafaredellamiavita. Dovrei passare le mie giornate a studiare, perchè è questo che facciamo noi ragazze disagiate e socialmete inabili, ci aggrappiamo ai romanzi inglesi ottocenteschi dove la purezza femminile è elevata all'ultima potenza e ogni rossore facciale fa scalpitare gli uomini. Io è così che voglio la mia vita: al fianco di un cavaliere un po' bianco e un po' nero, ma sì, diciamo grigio, di quelli che sono un po' sfacciati, ma non troppo, e che ti amano follemente solo nelle ultime pagine del racconto. 
 Ecco cosa dovrei fare e invece sono in macchina diretta a Seattle per fare una cavolo di intervista a un bigotto milionario perchè la mia stupida coinquilina Kate mi delega il suo lavoro (che non so di certo fare) all'ultimo momento. E io che avevo solo voglia di ripetermi a memoria i romanzi di Hardy.
 Eccomi fuori dall'ufficio. Wow, sembra un negozio di Barbie. Potrei passare delle ore a descrivere ogni tonalità di biondo che possiedono queste ragazze. Poi sono tute così cool, mica come me, che sì ho un corpo da urlo e sono bellissima, ma mi vesto così da stracciona che sicuramente noteranno che la mia camicia stirata (perchè noi ragazze senza vita sociale stiriamo anche i calzini) ha qualche grinza qua e là.. Oddio che imbarazzo. Spero solo di riuscire a mettere un piede davanti all'altro e sedermi in quell'ufficio come un normale cristiano.
«Miss Steel, da questa parte» Ok, ci sono. Vado.
BADABUM!! 'Ma che figura di merda!' Sicuro che penserà 'Questa è ritardata'. Sono impedita come una capra, in ogni cosa che faccio.
 Iniziamo l'intervista. O cazzo, io non so nulla di questo tizio. Chi è? Che compagnia è questa? Cosa produce? Aiuto. Meglio leggere le domande scritte da Kate.
«Mr Grey, lei è gay?» Oh Cristo. Che espressione. Così furiosa. Ah no, ora sorride, ma mi fissa in modo accigliato. Oh perchè lo fa?
«Miss Steel non si morda il labbro. Non è professionale»
Il labbro? Ma..aiuto. Non sapevo di mordermi il labbro, non ho tutto questo controllo sul mio corpo. Ma, ora che ci penso, lo faccio sempre, speriamo non gli dia fastidio. «Può gentilmente rispondere alla domanda?»
«È sempre così impaziente, miss Steel?»
'EH?'
«No, non sono gay»
«È sposato?»
«No, non sono un tipo da ragazze»
«Ah, e che problemi ha?»
«Non ho problemi, solo vizi. Spero che quest'informazione possa rimanere tra noi, miss Steel»
«Beh, è registrato»
«Mmm, e non c'è niente che possiamo fare per far sparire il nastro?»
Oddio, si alza. Ma cosa vuole? Ahhh aiuto! Perchè si siede accanto a me? Ma cosa significa? Perchè mi mette una mano sulla coscia?
«Miss Steel, sono un uomo con delle necessità. Ho bisogno di cose che per molti sono strane, ma per me sono linfa vitale, perchè mi eccitano e per me il sesso è la cosa più importante che esista, insieme al cibo. E ora che la vedo qui, ho tanta voglia di farla entrare nel mio mondo. Le va?»
Sesso? Cos'è? Non c'era nel sussidiario estivo di suor Carmela. Poi, mi ricordo una parola che deve c'entrare qualcosa, e la dico. «Vergine»
«Cosa??? Ma porca puttana, stronza di una ventunenne idiota! Io ti sto offrendo il mio mondo e tu non sai nemmeno cosa sia il sesso? Ma sei stupida?? Ti voglio. Qui e ora. Vieni che ti defloro. Alla vaniglia però»
«Ah? Sì ok andiamo»
 Wow, non ho parole. Tutto questo muoversi e contorcersi, mi sfiora giusto lì «Sì ti prego»
«Vieni per me piccola»
Ed ecco che sprizzo luccichii ovunque cadendo a precipizio nel piacere lussureggiante e proibito dell'orgasmo. «Ancora per piacere» gli chiedo, come anelassi a un piatto di crauti appena cotti.
«Prima devi firmare il contratto. E prendere questo Mac last generation, e l'Audi e tutto quello che ho voglia di regalarti, senza rompere le palle. Tutto, in cambio di totale sottomissione, di sesso e di pratiche sado che prevedono che io ti picchi e ti frusti, ma non ti faranno male perchè il dolore è solo nella tua testa. Poi devi mangiare ogni volta che ti dico di farlo, e finire tutto quello che hai nel piatto, che ci sono bambini che muoiono di fame. Accetti?»
«Tutto quello che vuoi». Allungo una mano, sfiorandogli quei peli del petto che sono così sexy che mi ci farei un rifugio per il letargo. 
«Ma che cazzo fai?!» mi spinge via prepotentemente, arrabbiatissimo, si passa la mano tra i capelli e gira la testa di lato. È proprio fico. «Non mi toccare. Mi fa schifo»
 Mi mordo il labbro e i suoi occhi rosso fuoco si spengono, sorride e brutalmente, nella maniera più dolce che io conosca, mi sculaccia alzando gli occhi al cielo.
Il suo autista /tuttofare che credo si chiami Taylor esce da un armadio (ma da quanto era lì? Oddio che pervertito) e ci apre una porta rossa «Prego» dice.
 All'interno la stanza è rossa, piena di utensili da tortura, quindi data la mia alta istruzione letteraria e la mia fantasia, la chiamerò "la stanza rossa delle torture", perchè non mi piace sottolineare l'ovvio.
«Fammi quello che vuoi, vediamo quanto resisto. Ma sono sicura che andrà tutto alla grande perchè.. perchè sì, il dolore è solo paura che è nella mia testa, e tu hai sempre ragione, e io farei di tutto per te, purchè tu mi dia di più»
«Certo che ti darò di più, non l'ho mai dato a nessuno, oh Anastasia cosa mi stai facendo?» Oddio, credo che mi ami. Fico!
 Mi lega al divano e prende una cinghia «Ora, conta!». Inizia a  frustarmi pesantemente con la cinghia di cuoio e io grido, conto, piango, mi dimeno. Quando finisce mi si avvicina.
«Non toccarmi! Sei un malato! Io credevo ti piacesse il sado, non ridurmi così, picchiarmi e trattarmi come schiava. Chi ti ha reso così folle? Ti hanno molestato da piccolo? Non guardarmi, mi fai schifo, io ti amo e tu mi picchi? Non doveva essere così. Dovevi iniziarmi al tuo mondo perverso, non frustarmi il culo a sangue! Hai detto che mi avresti dato di più ma tu non sai amare, sei un deviato!»
 Me ne vado, lasciandolo triste e interdetto (e probabilmente eccitato). Arrivo a casa e piango, come sempre. E maledico Kate, che me lo ha fatto incontrare. Tutto quello che è successo, tutto quanto è colpa sua. Stronza.

domenica 29 luglio 2012

Shaun of the... organized

Pubblicato da Unknown alle 16:21 0 commenti





Una piccola riflessione riguardo agli zombie. Ho appena (ri)visto "Shaun of the dead", e oltre al fatto che lo trovo davvero un bel film (ed è una gran cosa per me, dal momento che il filone zombie lo reggo a malapena), mi sono resa conto che è un film che fa davvero pensare.
Al di là dell'ironia, che in fondo altro non è che un film parodistico quindi deve farci ridere, ha proprio uno sviluppo della trama che mi ha fatto sorgere qualche dubbio esistenziale (no non è vero).

Voglio dire, ormai da qualche anno (negli ultimi due soprattutto) non si fa altro che parlare dell'apocalisse zombie, spesso poi posta in relazione con la presunta fine del mondo predetta dai Maya (ma vabbè), e viene sempre raffigurata come una vera e propria Apocalisse, con la A maiuscola, dove moriremo tutti, salvo qualche paraculato che non si sa bene come riesce a salvarsi. Ora non voglio disquisire riguardo le varie storie che questo genere offre, perchè spesso e volentieri mi irritano a tal punto che mi servirebbe un post intero per spiegarmi e finirei con il perdere il punto della situazione.

La mia domanda, che come dicevo mi ha ispirato il film, è "Ma un attacco zombie, sarebbe veramente così inaspettato e irreprimibile come ci aspettiamo?". Mi spiego, si parla da anni di questa possibilità, proprio perchè pensandoci bene, se si è riusciti a creare in laboratorio il virus dell'AIDS credo che per i nostri scienziati non ci siano limiti. Quindi partendo dal presupposto che la diffusione di tale virus sia possibile, e che per reprimerlo sia sufficiente sterminare gli infetti, davvero non saremo in grado di farlo?

Insomma, gli eserciti servono a qualcosa, (proprio come dimostra il film), milioni di soldati che scendono dai carri armati (o quello che è) per fare piazza pulita di infetti. Siamo una civiltà abbastanza evoluta da saperci organizzare.
Poi chiaramente ci sono le teorie di cospirazione e allora lì c'è poco da fare, se il governo crea e diffonde un virus che dimezzerà la popolazione e una volta raggiunto l'obiettivo ci sommergerà di gas contenenti l'antidoto. Ma questa è un'altra storia.

Io non sono esperta nè di scienza nè di nulla che abbia a che fare con ciò che potrebbe provocare quest'epidemia, io mi baso semplicemente su ciò che la cultura popolare crede e ci fa credere. Voi credete davvero che sarebbe una svolta così radicale, una situazione tanto estrema da non avere sopravvissuti?

venerdì 27 luglio 2012

Maleducazione da bar #1: Gli indignati

Pubblicato da Unknown alle 22:22 0 commenti

«Una pepsi zero»
«Ho solo la light, va bene?»
«No che non va bene. Non è zero»
«Non sono uguali?»
«Cosa? NO!! Guarda lascia perdere, dammi una tonica»

I discorsi imbarazzanti della gente al bar. Allora, premetto che io sono di quelli che «Una coca» «Ho la pepsi fa lo stesso?» «Ho i soldi del Monopoli fa lo stesso?», perchè coca e pepsi non sono la stessa cosa, e tutti lo sappiamo. Però, se già vuoi la pepsi (e cosa ti avrà fatto mai il mondo per fartela preferire non lo so) e la vuoi zero, ma c'è solo light, perchè ti devi incazzare? Io sono ignorante ma la differenza tra light e zero non la capico. So che la coca light è un abominio di sapori, mentre la zero è passabile. Ma a livello di "leggerezza", mi prendi per il culo?? Zero zuccheri, zero grassi, sono comunque rimpiazzati dalle mille puttanate che ti vendono.

Io che sono una coca-cola addicted in fase di riabilitazione, so perfettamente quanto queste bibite facciano male, ma almeno non mi spaccio per la salutista fetente che senonèlightnonlavoglio. Sono bibite chimiche. Vuoi zero zuccheri, o meglio zero calorie? Bevi acqua.
Perchè sei semplicemente la facciata di una stronza che a casa sua sì che se la beve la coca original, quella piena di cose cattive che ingrassano, ma che in pubblico si indigna con chi le offre qualcosa con tutti quegli zuccheri, perchè tu sei splendida e devi mantenere la linea.
Fuori sarai snella, slanciata e stupenda, ma è dentro che sei grassa, ingorda, rimpilzata di quelle bugie che ti racconti per sentirti meglio dopo esserti bevuta una diet coke.
Io preferisco essere cicciotta e godermi una vera coca come si deve piuttosto che lagnarmi con gli altri di che ioquellarobanonlabevochefaingrassare.

Chiariamoci, ti piace la light o la zero? Buon per te, io me ne frego, ma quando la gente si stizzisce e diventa zidiosa coinvolgendo l'intero bar nella questione, è perchè sta mantenendo una facciata. Senza essere scortese (oltretutto), declina l'offerta e prendi qualcos'altro. Stronza maleducata.

giovedì 26 luglio 2012

Giochi crudeli che ci mantengono vivi

Pubblicato da Unknown alle 21:24 2 commenti

Mi irriti così tanto che non so da dove cominciare a spiegartelo. Mi chiami cariño ogni volta che mi vedi, sono baci e abbracci come fossimo amici. Poi mi lasci lì, a penzolare come un'idiota dalle tue labbra. E chi si è visto si è visto.
È come se ti prendessi gioco di me giorno dopo giorno. Non capisco cosa ti passa in quella testa del cavolo su cui ti arruffi i capelli pieni di gel. Mi piacerebbe tanto che tu avessi un piccolo schermo sulla fronte, dove possano apparire i tuoi pensieri quando mi venga voglia di capirti.

Mi piace il mistero, ma quando mi confonde tanto da non farmi distinguere la realtà dall'illusione diventa un pericolo. Almeno per me.

Tu ti diverti. Tu nel cuore non hai il mio stesso sangue, che ribolle di emozioni al vederti. Tu non senti i fischi edl vuoto nella testa quando mi parli. Non diventi stupido e balbuziente. Tu sei sempre tu. In quell'armatura solida fatta di sorrisi che non si lascia sferzare dai miei tentativi di comprensione. È così che resti. Sorridente. Sempre. E Dio solo sa se mi sorridi per tua volontà, se sorridi a me, o se dilati le labbra per abitudine, per cortesia.

Non lo capirò mai, e la verità è che in fondo non lo voglio sapere. So che il giorno che avrò la conferma dei miei peggiori sospetti, tutta la magia casta che c'è tra noi sparirà, perchè io avrò sbattuto la faccia contro la realtà, contro di te, che mi dai le spalle per abbracciare lei, che so che esiste, che l'ho sempre saputo.

Per questo mi lagno scrivendo invece che parlandoti, perchè è più facile, e tiene il mio cuore al sicuro. 
Non ti voglio, non più ormai. È una questione di giochi e voglio continuare a giocare con te. E questa parte, quella in cui sono incazzata, delusa e mortificata per fare sempre la figura dell'idiota con te, fa parte del gioco. Mi fa sentire viva, perchè provo emozioni. Emozioni che, ormai, mi fanno provare solo i film e i libri. Per questo mi piace continuare così. Per vivere.
In modo strano e stupido sei parte della mia vita, e molto probabilmente nemmeno lo sai, e ridi di me.

Batman in pillole (inutili) -no spoiler-

Pubblicato da Unknown alle 18:49 0 commenti

Domenica da coma (quella appena passata) recuperando le energie dopo un megacompleanno e sparandomi una pseudomaratona di Batman. Il piano era appunto vedere Begins, rivedere l'Oscuro e poi di filata al cinema per gustarmi l'ultimo capolavoro di Nolan. Ma la pigrizia, la fiacchezza e soprattutto il portafoglio tutt'altro che collaborativo me lo hanno impedito. Ho rimandato quindi il tutto a ieri, mercoledì, per approfittare della giornata dello spettatore, pagare meno e potermi comunque permettere di vederlo in HD. E non avrei potuto fare scelta migliore.

Non posso spoilerare nulla ovviamente perchè so che in Italia non uscirà fino a fine agosto, e so cosa si prova, visto che ho passato questi sei giorni evitando spoiler. Ma il fatto che sia qualcosa di magnifico lo sanno tutti, e tutti ce lo aspettavamo.

Posso quindi elogiare Nolan e il suo gusto per i cattivi; elogio la Hathaway (o come cavolo si scrive) perchè è sempre la donna con i controcazzi; mi accanisco con la Cotillard, che la odio dal profondo da quando ho visto "Jeux d'enfants", la prenderei a schiaffi (stessi sentimenti per Keira Knightley); Gordon-Levitt è figo come sempre (ancora me lo ricordo con i capelli lunghi in "Una famiglia del terzo tipo", già lo amavo); Oldman non ha bisogno di parole a prescindere, potrebbe interpretare un vegetale con i sentimenti.
Rendo onore a Bane, il doppiaggio spagnolo è qualcosa di orgasmico, ha una voce profondissima che entra nella pelle (altro che Batman).
Rimanendo in tema di cazzate varie per evitare spoiler, non posso non dire che Christian Bale sia la perfezione fatta uomo (per ora almeno). Mi piaceva anche nei panni dello psicopatico Bates (ma interpreta sempre personaggi con cognomi o pseudonimi simili al suo?), ma come Batman è troppo figo. Anche quando cazzeggia e fa flessioni. Boh. Io non sono certo una fan dei muscoli, ma Bale è troppa roba.

Come sempre ho le mie domande del cazzo che puntualmente non riguardano la trama, ma i retroscena apparentemente stupidi. Mi immagino i momenti più ridicoli delle scene. 

La preparazione di Batman
Il Batman di Nolan ha anche il contorno occhi tutto nero, quindi mi vedo Wayne che si trucca di nero le palpebre e le occhiaie, magari con un po' di mascara per rendere il look più dramatic, e poi si infila la maschera (tra l'altro superaderente. Ma non aveva caldo??).
Poi ovviamente c'è il dopo-scontro, dove nel suo Bat-camerino, con i dischetti di cotone lo struccante per gli occhi si toglie premurosamente il trucco (con ogni tanto qualche arrossamento oculare, che a tutte noi succede), si passa la crema rinfrescante sul viso e via! per una nuova serata mondana.

Ok, se fosse stato possibile rendere Batman più gay di quello che già i pettegolezzi hanno reso, penso di esserci riuscita con queste immagini sconcertanti di Bruce in vestaglia, ma d'altronde per essere sempre così perfetto in ogni occasione qualcosa dovrà pur fare. Secondo me è metrosessuale, perchè gay non lo è, se le zumba tutte).
Ecco, spero che quando andrete a vedere questo film, vi vengano in mente queste imagini che così premurosamente ho pensato di far uscire dalla mia testa per descriverle a voi. E no, non me ne pento.

Ammazza quanto sei figo

Ah, a parte la metrosessualità, la bocca di Bale è un altro punto a favore del film, con tutto quel nero indecifrabile, noi signorine (e anche alcuni signorini) ci concentriamo sulla carne che si vede. Il resto è plastica.

50 sfumature di stronzate a ripetizione

Pubblicato da Unknown alle 00:34 1 commenti

In questi due giorni mi sono letta il primo volume della "trilogia" (mi suona come una bestemmia) delle Sfumature. È una mia opinione del libro, certo non priva di spoiler, se così li vogliamo chiamare, ma non me ne preoccuperei, la storia è talmente banale (e pubblicizzata) che non credo di rivelare niente di non immaginabile.


Ok, non è ancora finito e già si è capito tutto. È una formula semplice: Mrs Jones, qui, non si è sforzata molto. Ha preso l'onda energetica creata da Twilight e ci ha aggiunto il sesso. È una sorta di miscuglio maligno tra la Meyer e Melissa P. Ecco cos'è "Cinquanta sfumature di grigio": una storiella alquanto ridicola in cui si fa incessantemente sesso.
Credo che la cosa più "spinta" che mi sia capitata tra le mani sia stato "Il diario di Bridget Jones"(e mi sa che si è ispirata anche a questo, vista la quantità di email pallose che ci tocca leggere) e infatti non sono una fan del genere erotico (se così si può chiamare questo libro), e non lo sono soprattutto perchè, almeno in questo caso, le scene di sesso sono oltremodo ridicole. La gente nella vita reale non parla così. Vienipermepiccola non si può sentire, e Mr Grey non fa che ripeterlo. Ok, è un romanzo e non deve essere per forza realistico, è questo il bello della letteratura, ma io mi aspetto un po' di realismo almeno a livello di dialoghi, visto che in quanto a contenuti non ci siamo proprio.
Ripeto, è il mio primo romanzo di questo tipo che leggo, quindi non so fare paragoni, ma man mano che scorrono le pagine, sono più frequenti i momenti in cui mi sganascio dalle risate che quelli in cui provo qualche brivido.

La colpa, però, non è solamente della scrittura (che ok, a volte si salva con delle espressioni che sinceramente mi piacciono, come esplodoinmillescheggie, ma anche a me ogni tanto vengono fuori delle immagini epiche quando scrivo, ma non fa di me una scrittrice; e in ogni caso la gente da addosso alla Meyer ed erige un piedistallo alla James, mah), è proprio la caratterizzazione dei personaggi che non funziona.

Anastasia è quanto di più banale ci possa essere al mondo, fittizia all'inverosimile e altamente boriosa. Ha un livello di impeditezza che supera addirittura il mio, che non so camminare senza inciamparmi nei miei piedi. È vergine a 21 anni, il che non sarebbe un problema se non fosse che passa pagine a spiattellare a destra e a manca che non è mai stata attratta da nessun uomo/ragazzo. Ma per favore, io non so come siano messi a Vancouver in quanto a figaggine varia, ma non possono stare così male. Non ci credo che non abbia  mai visto un bel maschio e non abbia pensato quantomelofarei. Non è naturale.
La protagonista è un po' la Rory Gilmore della situazione: appassionata di letteratura, studentessa modello, non interessata agli uomini..fino a che non arriva il figo che glielo pianta e si trasforma in un'affamata insaziabile e "impaziente come sempre".

Mr Grey (ottimo direi) appare inizialmente come un figo miliardario che non vuole alcun legame sentimentale, ma tutta quest'austerità svanisce già dalla loro "prima notte insieme" in cui, lei in coma etilico e lui galantuommo d'altri tempi, dormono e basta, nonostante lui giuri e spergiuri di non dormire mai con nessuno (eppure con Miss Steel ci dorme sempre).

Ci si aggiunge poi l'idiozia della Vergine Smarrita che, nonostante la sua amica Kate (che ATTENZIONE ATTENZIONE giustamente sta con il fratello di Grey e che apparentemente non ha manie sadiche come Mr Miliardo, ma anche lì, staremo a vedere) le ripeta incessantemente quanto lui sia cotto di lei, non ci crede e si fa seghe mentali infinite giorno e notte senza risolvere nulla.

Oltretutto mi sconcerta la sua pazienza con Mr Grey, visto che non è altro che un lunatico e maniaco (anche del controllo) che sorride e si incazza nel giro di un respiro. Poi quando l'accusano di stare con lui solo per i soldi lei si offende. Mavaiacagare. Io un tipo così lo appenderei a un albero. È un Norman Bates munito di cinghie e frustini invece che di asce.

Altro punto a sfavore è il contuo lagnarsi di Anastasia. Qui, di nuovo, sembra Rory. A Vancouver vive a casa di Kate a cui paga un affitto ridicolo. Dopo la laurea vanno a Seattle nell'appartamento che i genitori di Kate hanno regalato alla figlia (un modesto openspace, vecchio magazzino riabilitato, mattoni a vista e parquet. 'Na cazzata insomma). Mr Grey le regala un Macbook pro che quasi non è ancora in commercio (e lei lo chiama macchina infernale), le regala prime edizioni di Hardy da 14000 dollari l'una, un blackberry, un volo in prima classe per andare a trovare sua madre e un'Audi come regalo di laurea. E lei è capace di piagnucolare e lagnarsi, che si sente una puttana. Ma amore della Vergine, non lo saresti se aveste una relazione come ogni cristiano e i suoi fossero solamente regali per vederti felice, ma il vostro è un accordo (e prendersi cura di te fa parte del contratto).

Questa è una lezione che noi donne non impareremo mai. Non possiamo prenderli e cambiarli. Lei vuole l'amore e lui un contratto firmato di nessuna validità legale (ma va??? Bisognava sottolinearlo proprio) che gli permetta di usarla a suo piacimento per tre mesi.
Venissero da me con una proposta simile mi indignerei (come fa lei), solo che io a differenza sua salirei sul Charlie Tango e me ne tornerei a casa. Non tanto per il sado, che boh, mai provato quindi taccio, ma per la sottomissione assoluta, firmata e specifica che lui pretende. E lei, ancora una volta, si lamenta. Che poi, mancano 60 pagine e questo contratto ancora non l'ha firmato (ma intanto zumbano).  Sicuramente lui cederà all'amore e guarirà dalle ferite di abuso infantile  e si ameranno per sempre, condividendo le lenzuola e ogni tanto la "stanza rossa delle torture".

Quindi, quando leggo commenti, di uomini soprattutto ma fortunatamente non solo, del tipo «Donne, ma cosa ci trovate in questo libro?» la mia risposta non può essere altro che «È troppo divertente». A volte non riesco a credere a quello che sto leggendo. È imbarazzante. Sarà che poi io preferisco gli amori nascosti, come tra Darcy e Bennett, e perchè no, tra Darcy e Jones, in cui ogni piccolo sorriso fa cadere un pezzo di quella facciata di reciproco disprezzo per far entrare la luce di un amore che sì, noi (e loro) sappiamo che c'è, ma che avanza poco a poco.
Non lo ammetto spesso, ma sono un'inguaribile romantica, e preferisco letture che mi facciano formicolare il cuore e non le parti le basse (cosa che comunque questo libro non riesce a fare).

lunedì 23 luglio 2012

La pinza da bagno non è un accessorio

Pubblicato da Unknown alle 18:15 0 commenti

Girando per le vie di grandi città è facile incontrare di tutto e di più. Chi gira in completi tutt'uno stile pigiama (moda che spero scompaia dal pianeta il più presto possibile, nun te se po' guarda'), chi indossa le crocs con aria così fiera (io le ho, per lavorare sono la comodità fatta per il mio portafogli costantemente vuoto, ma ciò non le rende belle, anzi), e chi invece passeggia con la borsa gigantesca appoggiata sul capitello radiale (l'interno del gomito per capirci) come fosse una cosa comoda. 
Ma che possiamo farci? È il bello delle grandi città: nessuno ti fissa e se ti fissano sei immerso in talmente tanta gente che manco te ne rendi conto. Nel mio paesino in Italia questo sarebbe impossibile, dal momento che la densità di popolazione è minima (e continua a scendere) e quando attraversi la piazza, il 99% delle volte ci sei solamente tu e il resto dei babbuini sta ai lati, seduto ai tavoli dei bar, e dal momento che non ha nulla di meglio da fare, ti fissa. E tu senti il peso di tutti quegli occhi pressanti e preghi di essere in ordine (o almeno vestita).

Quello che però non passerebbe inosservato nemmeno nella caoticità di New York (e la nostra Carrie ce lo ha sottolineato più volte) è quello che la gente porta tra i capelli. Carrie in un episodio inveisce contro Berger riguardo un obsoleto fermacoda (che poi, boh, io lo chiamo elastico), che apparentemente non si porta più ormai dagli anni '80. Quello che evidenzia lei però, è proprio il suo essere fuori moda. Indossare qualcosa che non è più di tendenza, a mio avviso, non può essere additabile come eresia, dal momento che esiste il vintage, ed esiste per un motivo preciso. Il vintage è tendenza. In poche parole, tu dì che è vintage e ti salvi sempre.

Quello su cui mi accanisco io, invece, è un oggetto che non è mai stato di moda, quindi per coloro che lo indossano in pubblico, non c'è via che li salvi. È un oggetto che è stato creato per rimanere nell'intimità di casa nostra, che alcune ragazze sfoggiano come il più prezioso dei gioielli: la pinza da bagno.
Questa pinza, lo dice il nome, è da bagno. Non è fatta per uscire dalle mura di casa. È un oggettino timido, fragile, è il reietto del mondo del capello, quello che ci vergognamo a indossare perfino quei cinque minuti mentre il parrucchiere ci fa i capelli.

Trattiamo la pinza da bagno come Frollo tratta Quasimodo. La usiamo, la sfruttiamo, ma non la facciamo mai uscire, per il suo bene (o così le diciamo), perchè la gente riderebbe di lei.
Ebbene, con le persone non va fatto, (mannaggia a Frollus), ma con alcuni oggetti, come quello in questione, è, invece, cosa buona e giusta.

La pinza da bagno è intimità, ci aiuta, ci vuole bene, ma non per questo va mostrata al mondo. È come portarsi un rotolo di carta igienica nella borsa, strapparne un pezzo e soffiarcisi il naso. Se non si hanno più fazzoletti, a casa, si può fare, ma sfido qualcuno a farlo stando seduto al bar. Allo stesso modo, ci sono pinze belle, eleganti, simpatiche, colorate per andare in giro, e poi ci sono quelle scrause per restare in casa.

Quindi vorrei fare un appello a tutte quelle donne che così fieramente si raccolgono i capelli con le pinze da bagno per uscire con gli amici. Abbiate un po' di cuore, smettete di farlo. Non è un accessorio.


Di cosa parlo?

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