sabato 5 febbraio 2011

A me che cambio un po' ogni giorno

Pubblicato da Karen Broz a 03:56
« e resto sempre la stessa»

Purtroppo è vero. Rimango sempre la stessa. Anche se il mio aspetto può cambiare, sotto qualunque forma, io resto sempre la stessa.
E non sono sicura che questo sia un bene. Al momento proprio non lo è.
Sono insicura, fino a che non ho un po' di alcool in corpo che mi sciolga (un po' come Raj), e quando l'alcool se ne è andato, rimane solo la mia coscienza a dirmi che avrei potuto tenere la bocca chiusa per le cavolate che ho detto.
Non vado per niente bene. Sono una continua contraddizione. Di solito la trovo una cosa bella, ma al momento, alle 03:50 del mattino, con le coinquiline che nel letto sono scaldate dai loro fidanzati, mentre io per scaldarmi posso solo accendere una stufa, mi chiedo cosa non funzioni.
Non propriamente nella mia persona. In generale. Sono stufa di darmi la colpa di quello che mi succede, e di darla agli altri per quello che non mi succede.
So che c'è qualche cosa di sbagliato, ma non so definire che cosa sia.
Se solo fossi anche leggermente più fiduciosa, potrei parlare a Pablo. Nonostante non tenga la minima idea di cosa potrei dirgli, almeno sarebbe un passo avanti. E invece mi ritrovo a (forse) perder tempo con un ragazzo che è più introverso di quanto non lo sia io, a cercare di stabilire anche un minimo rapporto. Ma lo trovo difficile.
Ho un ostacolo che mi preclude ogni speranza, e questo sì che è un problema nella mia testa. Ma io non so veramente cosa farci, mi blocca, mi impedisce di essere più disinvolta e sicura. Io credo che fino a che tutto questo non sia finito, non avrò un pieno controllo di me stessa.
Quello che mi spaventa, e tanto, è che il problema possa non essere lì, ma altrove. Allora sì che sarebbero guai.
Se una volta terminata ogni cura, se quando sarò quella che sarei sempre dovuta essere senza dover intervenire sull'estetica, dovessi non cambiare atteggiamento o non aumentare le mie sicurezze, allora no, non avrei scampo. Allora diventerei la zitella che ho sempre pensato che sarei diventata.
Se una volta finito il dolore non riuscirò a rialzarmi, sarà veramente la fine.

E pensare che rivolgere la parola agli estranei non è poi così difficile. Eppure con te mi sembra una missione impossibile.

1 commenti:

Valentina on 5 febbraio 2011 10:36 ha detto...

Nooooooooooooi due dobbiamo parlare, assolutamente! Perché in certi punti rivedo me stessa.. Forse il fatto che mi sento una specie di orso, o forse appaio tale, alle persone che non conosco... Però ti consiglio di non precluderti il fatto di conoscere nuova gente, soprattutto se ti interessa, o pensi di nutrire interesse. Perché sul campo di innamoramenti&co. la certezza che c'è un qualcosa la si ha solamente approcciandosi a quel qualcuno.
Ciao tessò!

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