sabato 30 giugno 2012

«L'Oréal e Pelegrin di nuovo insieme

Pubblicato da Karen Broz a 01:37 0 commenti

per insegnarci che sapere anche di moda, a noi, conviene»

Fantastica giornata quella di ieri per noi Pelegrineros. Un corso di taglio e colore nel centro tecnico L'Oréal di Valencia. Ho visto quell'accademia così chiccosa (sciccosa) e mi sono chiesta perchè con quello che paghiamo Pelegrin sembri invece così smorta. Poi mi hanno risposto. I corsi da L'Oréal valgono una cosa tipo millemila euro per tre mesi. In fondo Pelegrin, non è poi così male.

La mattinata è stata divertente, un gran bel ripasso di colore, poi quegli stupidi giochi di ruolo che odiavo tanto quando studiavo lingue. Bleah! Fortunatamente io e Cris l'abbiamo scampata, e ci siamo risparmiate troppi imbarazzi.

Un pranzo che è stato più un parto che un pranzo. McDonald's. Panino superimbottito di maionese (che già non mi fa impazzire). In tre siamo state male. Povere sfigate. Potere a Burger King, ecco perchè avevo abbandonato il pagliaccio inquietante. Mah. Mi si rivolta ancora lo stomaco a pensare al panino.

Pomeriggio all'insegna del dubbio. Fino alle 15:00 non ci hanno voluto rivelare cos'avremmo fatto, fino a che...

SFILATA

Che meraviglia. Cinque gruppi. Cinque modelle. Cinque stili (purtroppo molto simili tra loro). Mi è dispiaciuto non essere stata insieme agli altri, ma in fondo anche il nostro gruppo è stato fenomenale, non per niente abbiamo vinto :)

Di mio, a livello di capelli/moda/trucco non ho dato molto, se non l'idea di creare fiamme sui capelli usando il mio rossetto! Ho dato del mio meglio nell'ambito fotografico però. Non ho ancora sistemato tutti gli scatti, ma ce ne sono alcuni (come quelli che ho postato qui) che sono veramente sorprendenti. Non è vanità, è la verità. Sono la prima ad esserne stupita.

È stata una bella giornata, peccato non aver propriamente appreso più cose (come ci era stato promesso), ma sono comunque felice di aver trascorso del tempo con persone che nonostante tutto, sono la cosa più simile a degli amici che ho :)


30 giugno 2012

mercoledì 27 giugno 2012

«Rosso!

Pubblicato da Karen Broz a 21:29 8 commenti

Un amore che IO POSSO!»

Ultimamente mi hanno chiesto spesso qualche trucco per avere dei bei capelli rossi luminosi e scintillanti. Come i miei. Ecco quindi, come primo post della nuova sezione "Consigli e Saggezza", come mantenere il rosso più rosso che c'è.

È doverosa una premessa. Mi piacerebbe davvero molto dirvi che si tratta di un procedimento semplice, economico e rapido. Non lo è. Quindi non ve lo dirò. Non vi voglio illudere, come mi sono illusa io anni fa. Il rosso, come dico sempre, è come un bambino: se non lo curi muore. Drastico, ma vero. Ci sono persone (povere sciocche) che sono convinte che essere bionde sia come un secondo lavoro, perchè la ricrescita si vede subito e per avere una testa perfetta la tinta andrebbe fatta ogni quindici giorni. È vero, però, piccole mie pagliuzze di fieno, ingenue chiome auree, il vostro secondo lavoro non è nulla, confronto allo stile di vita che è il rosso.
Andiamo però con ordine.

Per prima cosa, bisogna porsi una domanda molto importante: Sono pronta a diventare una Definitiva? (vedi Doctor Who 5x10)

1. Sono disposta prendermi cura dei miei capelli quasi giornalmente?
2. Sono disposta a spendere il necessario in tempo e denario per mantenere il mio colore superguay?
3. Sono in grado di sopportare quei giorni in cui il mio colore farà schifo in attesa del refill?

Se la tua risposta è ad almeno due delle domande, allora sei pronta per intraprendere questa avventura!

La prima cosa da sapere è che il grado di bastardaggine del rosso è direttamente proporzionale alla sua bellezza. Vuoi un bel rosso-rame naturale? Bene! Quando scaricherà sarà un giallino marcio terribile. Ti piace il rosso fuoco? Rimarrai arancione se non corri ai ripari. Troppe volte sono stata scoraggiata nel vedere chiome fulve ambigue per strada, domandandomi se esistesse un modo per avere una testa quantomeno decente, invece di dover andare in giro in certe condizioni. Il rosso della Kidman in Moulin Rouge l'ho sempre visto come un miraggio. Non disperate, non tutto è perduto! Sapendo il tipo di rosso che volete, saprete come diventerà con il passare dei lavaggi (perchè purtroppo per noi il rosso e il nero non sono solo un mattone di Stendhal, bensì i due colori più stronzi tra tutti, che scaricano in fretta).
Ci sono basicamente tre tipi di rosso, con tonalità base differenti, le quali sono la chiave dello scaricamento.

1.ROSSO PORPORA: ha come base il rosa, quindi si tratta di un rosso freddo e abbastanza scuro, adatto (insieme ai violini) alle carnagioni olivastre e mediterranee. Scarica lasciando un rosellino scuro.

2.ROSSO FUOCO: (IL MIO!) ha come base un rosso-aranciato, quindi è un rosso intenso e caldo, perfetto per le carnagioni medio-chiare. Scarica lasciando un arancione abbastanza acceso.

3.ROSSO RAME: ha come base un arancione-giallo, è il più naturale di tutti, ma personalmente il peggiore da portare nei momenti di perdita. Perfetto per pelli chiare. Scarica lasciando un giallino paglierino.

Una volta scelto il vostro rosso preferito, non dovrete fare altro che rispettare questi cinque semplici passi per sfoggiare una chioma semprerossa favolosa!

#5 LAVARE I CAPELLI MENO FREQUENTEMENTE POSSIBILE

Sembra una cosa da barboni, specialmente in estate, con il caldo, ma non lo è. Io ero abituata a lavare i capelli un giorno sì e uno no, poi però mi sono stufata di vedere il colore perdere vivacità dopo una settimana. Ho iniziato quindi a sopportare e a lavare i capelli solo al terzo giorno. Ho imparato a toccarli il meno possibile per evitare di sporcarli troppo e ora che sono un po' più lunghi ho dato il via a code e trecce per mascherare il tutto. Se vi fa schifo il sebo, ricordate che è un olio naturale prodotto dal corpo per proteggere il cuoio capelluto, e i lavaggi frequenti non fanno altro che causare il cosiddetto effetto "rebote", ovvero il vostro corpo si rende conto che il cuoio capelluto è troppo secco quindi comanderà alle ghiandole sebacee di produrne di più, lasciandovi quindi con la testa ancora più oleosa.

#4 LAVARE I CAPELLI CON ACQUA FREDDA

È dura lo so, specialmente in inverno. Ma non deve essere gelata, basta che non sia troppo calda. Io mi sono abituata a lavare prima i capelli con acqua fredda e poi a fare una doccia calda (senza bagnare di nuovo i capelli!). Questo perchè? Perchè il calore fa aprire la cuticola del capello e aprendosi i pigmenti prezioni del nostro rosso se ne vanno con l'acqua calda. Quella fredda permette invece di disperdere meno pigmenti.

#3 USARE SHAMPOO E MASCHERE PROTETTORI DEL COLORE

Noi vogliamo mantenere i l nostro colore, giusto? Quindi i capelli vanno lavati con prodotti appositi. Io lavorando con L'Oreal, vi consiglio i prodotti che conosco personalmente, in questo caso la linea VITAMINO COLOR (quella rosa ^^). Sono cari (e qui si torna alla domanda numero due) ma perlomeno funzionano! Bastano piccole dosi. NO alle noci giganti di shampoo per fare la schiuma. Piccole dosi e se serve, piuttosto, un doppio shampoo. Anche per me sono una spesa, ma se usati con saggezza i prodotti durano! La maschera, dopo lo shampoo, solo su lunghezze e punte. Dimenticatevi del cuoio capelluto, a meno che non vogliate ingrassarlo più del naturale!

#2  MASCHERA PER CAPELLI TRATTATI

Una volta a settimana, mettete sui capelli una maschera ristrutturante per ridare corpo ai capelli. Qui, sì, posso dirvi spendete quanto vi pare! La migliore che ho provato è stata la SPLEND'OR al cocco (che purtroppo qui non c'è), quindi con quella andate sul sicuro. Costa tipo 2€ ed è un megabarattolone! Lavate i capelli, la applicate sempre su lunghezze e punte e lasciate in posa per tutto il tempo che vi va. È un vero toccasana.

#1 MASCHERA DEPOSITA PIGMENTI

Ne ho provate tante prima di trovare quella perfetta. È u po' cara, ma ne basta davvero poca, per un colore duraturo! REVLON COLOR CREME. La applicate dopo la shampoo (e non dimenticatevi i guanti!!) e dopo aver tolto un po' l'umidità. Bastano tre minuti, lo potete fare anche in doccia! La scelta dei colori non è vastissima, ma per i rossi, c'è sempre quello che fa per noi. 400 rosso rame. 500 rosso porpora. 600 rosso fuoco. Queste maschere con pigmenti attivi sono perfette tra una tinta e l'altra per non andare in giro con colori sbiaditi e piatti.

Queste sono le regole che seguo io per mantenere sempre vivo il mio colore e per mantenere sani i capelli. Ormai è una routine. Sembra brigoso, lo so, ma una volta che ci avrete preso il callo, sarà come lavarvi i denti prima di andare a dormire! Come dicevo prima, diventa uno stile di vita.

Nel prossimo post chiarirò meglio il concetto di tinte, i vari tipi, i vari metodi di applicazione e secondo i casi in particolare.

E ricordate: ROSSO DI SERA ..se avete i capelli bagnati mettete un asciugamano sul cuscino!

27 giugno 2012

domenica 10 giugno 2012

«È ora di mettere la parola fine

Pubblicato da Karen Broz a 15:51 1 commenti

è doloroso. Eravate così belline»

È arrivata l'estate. Per molte persone significa passeggiate in spiaggia, bagni in piscina e aperitivi all'aria aperta con una fresca brezza che scompiglia i capelli. Per me invece, non fa alcuna differenza. Estate. Inverno. Le cose che devo fare le devo fare in qualunque stagione, e non mi piace molto cambiare le mie routine in favore del tempo. L'unica cosa che mi succede ogni cambio di stagione, è la voglia di rinnovarmi. Piantare un paletto e dirmi da qui in avanti si cambia. Lo faccio talmente spesso che ormai, non so più come cambiare (e probabilmente non sono mai cambiata).

Questa nuova stagione ha portato con il suo sole la voglia di organizzarmi. Di nuovo. Da zero. E per questo, dopo l'innovazione delle millemila agende che stanno comode e organizzate alla mia sinistra sulla scrivania, ecco che arriva un nuovo progetto visivo.

Nel mese di dicembre mi sono cimentata in una cosa nuova, e mi è piaciuta a tal punto che già da tempo pensavo di ripetere l'esperienza. Il mio Xmas Project è stato meraviglioso. Ogni giorno un film di Natale, per tutto il mese. Accuratamente programmato, in modo da alternare classici e novità, film da me sempre scartati e storie che conosco ormai a memoria. Ammetto che verso la fine si è fatta un po' pesante la cosa, ma nel complesso è stata un successo.

Ora, voglio ripetere il progetto. Da un pezzo ci pensavo, e Alice mi ha dato la spinta. Ed eccolo qui, pronto, per iniziare domani.

THE END OF AN ERA PROJECT

Di che si tratta? Per spiegarlo a dovere devo fare una premessa.
Io ho seri problemi di abbandono. Odio gli addii. Odio le cose che finiscono. Non voglio che finiscano. Questo disturbo mi ha portato nel corso degli anni a seguire serie televisive con interesse maniacale, lasciando però di botto agli inizi dell'ultima stagione. Di quella che sapevo essere la stagione conclusiva, che una volta finita, sarebbe finita per sempre.
Il concludersi di Buffy, serie nella mia top 5, mi ha lasciato un segno, la consapevolezza che non avrei più visto niente di nuovo, che era tutto finito, ha creato un vuoto. Lo stesso mi successe con Il signore degli anelli. Al cinema, vedere sullo schermo la scritta "the end" è stato un colpo al cuore. Lost? Idem con patate.
Per questo, spesso mi lascio un piccolo spiraglio di speranza, sapendo che avrò sempre qualcosa da vedere, che non sarà mai finita.
Ho capito però che non può essere così per sempre, perchè dall'altro lato del mio cervello c'è un'infinita curiosità, una voglia di sapere che spesso batte questa paura della fine. E mi sono resa conto che ormai, è giunto il momento.
Le quattro serie, le uniche, che ho abbandonato proprio all'ultima stagione, stanno per riprendere vita sullo schermo del mio computer.

11 giugno - 17 giugno = Streghe. Ottava stagione
18 giugno - 24 giugno = Una mamma per amica. Settima stagione
25 giugno - 1 luglio = Twin Peaks. Seconda stagione
2 luglio - 8 luglio = Sailor Moon Star. Quinta stagione

Un nuovo progetto. Nuovi episodi. Perchè c'è ancora tanto da vedere là fuori, e non posso permettermi di lasciare ancora delle cose in sospeso.

10 giugno 2012

«Comprendere il proprio ruolo dannato

Pubblicato da Karen Broz a 11:31 0 commenti


e dopo otto mesi nulla ancora è cambiato»


Un sogno. Scappavo. Velocissima come se il vento mi portasse sulle sue ali. Era Dracula il mio inseguitore. Mi voleva. Io correvo. Il cuore mi batteva a mille, i polmoni non sostenevano il mio respiro, ma dovevo fuggire. Non voleva prendermi. Voleva uccidermi. E ancora non smettevo di correre, fino a quando, sul ciglio di un dirupo, mi prese. Le sue gelide mani mi avvolgevano le spalle e ad occhi chiusi le sue labbra mi sfiorarono il collo. Sapevo che aveva bisogno di me, sapevo che voleva uccidermi. La mia vita per salvare la sua. Gli anni che mi rimanevano per altrettanto tempo di oscura esistenza.
Io rimasi immobile, ma non pietrificata dalla paura, bensì volenterosa di offrirmi a lui. In dono.
La mia volontà gli rese più facile la missione e mi strinse forte a sè, portando la sua mano sul mio collo, accarezzandolo. Una cascata di brividi mi scorreva lungo la schiena, e il suo tocco gentile si trasformò in un morso di morte. La pressione insopportabile dei suoi denti su di me mi faceva battere il cuore sempre più forte. Il sangue rubato impunemente dalle mie vene gli stava dando una nuova vita, abbandonando per sempre la mia.
 Poco prima di morire, uscii dal mio corpo e mi fissai con i suoi occhi. Un esile e inutile corpicino senza vita, spolpato della sua stessa carne. Quegli occhi cavi e spenti faticavo a credere fossero gli stessi che un tempo avevano amati il loro carnefice. Amore, chissà, ricambiato un tempo, lontano, forse troppo dalla mia morte.
 Tornata in me lo vidi compiacersi, orgoglioso della preda appena vinta, estasiato dal premio che lo attendeva. Non ero una preda, non ero sconfitta. Non vedeva che mi ero fermata per toccarlo ancora una volta.



- Ti stai ossessionando troppo. Prova a lasciare che le cose scorrano, e tutto andrà a posto, le cose miglioreranno.
- Non basta sperare che cose cambino, bisogna impegnarsi nel cambiamento.
- Ok, allora "sii il cambiamento".
- Ci sto provando! Ogni volta che vedo l'occasione mi butto. Non voglio mai lasciare le cose dette a metà. Odio non capire che tipo di rapporto mi lega a un'altra persona. Devo ottimizzare il tempo, e per farlo mi devo esporre.
- Non so, forse ti esponi troppo, lascia che siano loro a venire da te. Fatti trovare.
- Ci risiamo con le banalità. Non mi sei di nessun aiuto finchè ricicli frasi fatte.
- Beh io non so più cosa dirti! Ci provo, te lo giuro, ogni santa volta, tu hai sempre bisogno. Lo so che è un momento difficile per te, ma lo devi superare. Io quando hai bisogno ci sono sempre e faccio il possibile per aiutarti. Ma il mondo non gira attorno a te. Per nessuno la vita è rosa e fiori. E io non posso essere sempre al tuo fianco a tenerti la testa fuori dall'acqua. Tutti noi abbiamo le nostre vite, i nostri problemi, ma tu ormai sguazzi nella tua sofferenza e vuoi essere sempre il nostro mondo. Ti voglio un bene dell'anima e farei di tutto per vederti felice, ma sono stanca di rinunciare alla mia vita per la tua. Sei come un vampiro, mi estirpi ogni goccia di ottimismo per nutrirtene, ma non ne hai mai abbastanza, hai sempre fame. Non vorrei abbandonarti, ma la parte più dolorosa l'hai superata. Ora devi alzarti dalla mia spalla e andare avanti.


Io sono Dracula. Ho visto il sogno dalla prospettiva sbagliata. Sono io che mi nutro degli altri, che rubo la loro forza vitale, con i miei lamenti, il mio bisogno di attenzioni e il mio egoismo. I miei amici sono le vittime che si donano a me per farmi vivere, sacrificano la loro felicità per darla a me. Ma come il sangue per un vampiro non è mai abbastanza, allo stesso modo, ho sempre fame. Fame di attenzioni e di solidarietà, che brucia rapida come la luce di un fiammifero, e che con la stessa forza mi scalda.
 Credevo che fossero felici, il loro enorme riguardo nei miei confronti era puro e sincero, ma mi hanno offerto una mano e mi sono presa il braccio. Tutto il mio dolore mi ha reso tanto cieca che non so vedere quando le persone che mi aiutano soffrono per causa mia.
 Loro sono i peggiori egoisti che conosca, mentre io sono il miglior carnefice che esista.

Ottobre 2011

10 giugno 2012

lunedì 4 giugno 2012

«Perdiamo troppo tempo con questi stupidi giochi

Pubblicato da Karen Broz a 15:00 0 commenti
 e i momenti che ci emozionano diventano pochi»


Fatti desiderare. Così dicono. Ma fatti desiderare un paio di palle. Ci sono già abbastanza cose complicate nella vita, perchè le relazioni devono essere tra queste? Ah, no. Non le relazioni. Il loro inizio. Quei fantastici momenti in cui devi cercare di capire dalla gestualità se gli piaci, leggere in ogni parola se naconde qualche piccolo segnale. E, naturalmente, ricambiare il favore, chiaro, perchè essere semplici e diretti sembra diventato un crimine.

Sono sempre stata partitaria dell'ottimizzazione del tempo. Certo, toglie un po' di magia, ma perchè perdere tempo in due, quando si potrebbe impiegarlo in maniera molto più proficua? Tipo mangiando.
No ai sorrisini ambigui, ai discorsi intrisi di fanfalucche. Ti piaccio? Sono qui. Non ti piaccio? Ecco, ciao.
Basta con i giochini oggi ci sono e domani chissà, giusto per farmi desiderare. No. Io sono stata parte di queste pagliacciate a lungo e finalmente ne riconosco la ridicolaggine, perchè tanto, dall'altra parte, i messaggi non arrivano.

Tu, ragazza, nella tua testa hai già il film finito, ma dimentichi che il tuo principino non ha il copione. Gli hai lanciato uno sguardo inequivocabile da cui traspare tutta la tua passione? La sua faccia non cambierà. Lo eviterai per fargli venire voglia di te? Lui non si farà avanti. E mentre tu ti contorcerai le mutande perchè sei sicura che lui ti odi, che tu abbia azzardato troppo, lui sarà sempre lì, con la sua faccia da ebete, immutata. Ignaro. Perchè la verità è che non hai azzardato abbastanza, per il suo livello di intuizione, non hai fatto proprio nulla.

Oltre il danno, la beffa. Sì, perchè nemmeno quello che fa lui significa qualcosa. A meno che non se ne esca con un improbabile mipiacidaimpazzire, che allora, lì, non c'è equivoco che tenga.
Ma queste, si sa, sono leggende metropolitane, come i coccodrilli nelle fogne e le piastre che non danneggiano i capelli.

L'uomo in fondo è un essere molto semplice. Se vuole qualcosa, lo dice. Poi non la ottiene, perchè semplice sì, ma furbo, per niente.
Uomini e donne siamo totalmente diversi, e il bello è proprio questo, il non capirsi. Ma dobbiamo renderci conto, ragazze, che anche se, in parte, il gioco è bello, non significa che dobbiamo sprecare in esso tutte queste energie. Soprattutto perchè (ripetiamolo in coro), stiamo giocando da sole.

Certo, è divertente, ma spesso e volentieri siamo troppo complicate. Meravigliose. Ma complicate. È per risparmiare ansie e sofferenze che dovremmo essere più dirette. Imparare un po' dai maschi, che di mistero e ambiguità non capiscono poi molto.

Un appello però va fatto anche ai nostri amici dall'ormone prorompente. Se proprio volete giocare, almeno prima, imparate le regole, perchè siamo stufe di atteggiamenti contraddittori senza senso. Il nostro gioco, per quanto ambiguo, ha uno scopo di fondo.

Tu, maschio, non puoi far capire a una ragazza che ti piace, poi farti vedere in giro con una possibile fidanzata e cheiedere alla precedente sventurata di uscire. Non puoi. È scorretto. Questo non è giocare. Questo si chiama CAZZEGGIARE IN LIBERTÀ. Sei un donnaiolo? Fatti un'amante. Fattene anche tre se preferisci. Ma non abbindolare le persone come un single, mostrando allo stesso tempo la tua bionda trofeo. Non mescolare i giochi, o cerchi un'amante o una fidanzata. Così, stai incasinando tutto.

Maschi, giocare a carte coperte va bene, ma siete pregati di lasciare i bluff al tavolo del poker, grazie.


4 giugno 2012

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