mercoledì 19 dicembre 2012

Bono in senso lato e non

Pubblicato da Karen Broz a 11:20 0 commenti
Giovincello negli anni 80 bello come il sole

Guardando il video di "Do they know it's Christmas?" ho ritrovato un'icon degli anni 80 che non ho mai realmente preso in considerazione. BONO.
Allora, già per essere irlandese ha acquistato una cassa di punti, e inoltre era portatore sano del taglio di capelli a mio avviso più figo e trash di tutta la storia dell'umanità: il MULLET.

Certe somiglianze con Sean Penn ci sono o sono pazza?
Per capirci, il cosiddetto taglio a triglia, che ricorderete tutti per essere il classico taglio alla McGyver. Lo stile di Bono non è per niente ordinato come quello del caro Mc, dal momento che Bono ha una massa di capelli paurosa e quel taglio corto davanti sopra e ai lati di certo non gli è molto favorevole, ma inverosimilmente lo rende un figo da paura.
La cosa bella è che l'ha portato per anni, non solo mentre era un giovincello e mentre impazzava la moda per questo taglio (sia tra ragazzi che ragazze), ma anche sull'orlo della maturità trentenne ha continuato imperterrito con il mullet. Poi è un po' rinsavito e la fine degli anni 90 forse non è stata gentilissima con lui quindi lo ha abbandonato per un taglio lungo più normale.

Bono sarà sempre fighissimo e un grande cantante, ma ti cascano le palle quando vedi foto di questo tipo e non puoi pensare altro che a Vasco Rossi. Bono ti prego, ritorna in te.

Ecco quando internet fa davvero schifo

martedì 18 dicembre 2012

Amate e Comprate

Pubblicato da Karen Broz a 22:33 0 commenti


Il martedì pomeriggio tutti corrono all'impazzata per comprare gli ultimi regali. Non sono nemmeno le cinque che la gente è già carica di pacchetti. Ma a differenza della ribellione mainstream degli ultimi anni, io non penso affatto che il Natale sia diventata una festa consumistica. Ma chi volete prendere in giro?

Le feste sono consumistiche per natura e il Natale non lo è più delle altre. Insomma, i Re Magi non hanno portano in dono un bacio sulla fronte al bambinello; si sono procurati Oro. Alla faccia del consumismo.
San Valentino? Gli uomini (e le donne single soprattutto) si sono sempre lagnati che altro non è se non una festa consumistica. Il classico l'hanno inventata i fiorai e le fabbriche di cioccolatini ormai è talmente vecchia che pure Valentino nell'altro dei cieli si è rotto le palle di sentirla. 

Pasqua idem. E avanti così fino anche ai compleanni. Ora, a parte i pochi stramboidi che odiano i compleanni per il semplice fatto che non mi voglio ricordare di essere un anno più vecchio, a chi non piace festeggiare e ricevere qualche regalo? Mi domando cosa ci sia di male.

La verità è che se smettessimo di fare regali il mondo potrebbe collassare su se stesso. Inoltre crescendo le cose cambiano e si fanno regali solo a chi riteniamo davvero importante.
Io ho quasi smesso di fare regali in generale, ma per motivi di forza maggiore, quali Disoccupazione e Mancanza di soldi. Ma certamente non sono una di quelle persone anti-natalizie (e chi mi conosce lo sa), anti-consumismo e anti-felicitàfestiva. Personalmente preferisco vedere persone che comprano regali a chi amano piuttosto che vederli risparmiare per se stessi ogni singolo centesimo. E a quelli che Eh ma fare regali perchè si è obbligati perde il significato del gesto, io dico che non c'è alcun obbligo, è una possibilità, perchè siamo in tanti a dire non regalo nulla per Natale, preferisco farti regali a random durnte l'anno per dimostrare che ti penso e poi invece compriamo di tutto e di più, ma per noi.

Quindi uscite, comprate, regalate, dimostrate che ci siete e amate, perchè l'affetto non è negli oggetti ma è nei gesti, e sapere che qualcuno si è rintronato per cercare qualcosa che possa farti piacere commuove sempre.

Gli incontri di mercato

Pubblicato da Karen Broz a 21:01 0 commenti
Figaggini di questo tipo dovrebbero essere proibite

Al mercato l'altro giorno ho incrociato l'uomo della mia vita. Ma avete presente quelle scene da film, tutte a rallentatore, dove i due futuri amanti si vedono per la prima volta e tu sai perfettamente che tra loro nascerà qualcosa? Ecco, uguale, ma senza niente dopo gli sguardi.

Bello, alto, occhi scuri, riccioletti scatenaormoni, sportivamente elegante e sguardo profondo. È stata una di quelle occhiate lunghe, in cui tu tieni testa fino all'ultimo, ma appena te lo trovi di fronte abbassi gli occhi perchè lui è tipo un figo stellare e tu sei una ciospa in piedi da mezz'ora che pestola per il mercato di quartiere.



lunedì 17 dicembre 2012

Alla scoperta di un nuovo mondo, come Alice

Pubblicato da Karen Broz a 12:05 0 commenti

I giorni passano e io nemmeno mi sono resa conto di essere in vacanza. O meglio definito come periodo di disoccupazione. L'essere passata da intere giornate passate in salone a complete e infinite ore di nulla assoluto mi sta svuotando interamente. Non capisco come mai, per due mesi e mezzo mi sono lamentata di non avere tempo per niente, e ora che ho tempo per tutto mi lamento ancora. Pare sia vero, quindi, che l'insoddisfazione perpetua sia parte dell'essere umano.

La scuola è finita. Di nuovo. Questa volta però, sul serio. È una sensazione strna che ti prende lo stomaco, quella di arrivare alla fine di un percorso. Forse non è tanto l'arrivare in sè, quanto invece il fatto di aver portato a termine qualcosa. Io ne so qualcosa molto di progetti iniziati e poi lasciati a metà, ne potrei elencare almeno una decina, più o meno importanti (l'università tra i primi). Recentemente però mi è stato detto che se davvero avessi voluto proseguire gli studi niente mi avrebbe impedito di andare avanti. Io invece penso sia tutta questione di tempi. Allora, non faceva per me, e forse non ero adeguatamente motivata a proseguire. Qui invece, la pressione del non avere un lavoro, la mancanza di borse di studio, la certezza di non voler assolutamente tornare a casa e sicuramente la poca voglia di aggiungere un altro fallimento alla lista, mi hanno spinta a non mollare.

Senza dubbio non sarei arrivata in fondo senza mia mamma e mia sorella, che si sono sorbite ogni sorta di lamentela (taluna giustificata, altre no), che mi hanno ampiamente supportata economicamente, e per le quali ho stretto i denti e sono andata avanti.

Lo so, non ho certo compiuto chissà che impresa, ho solamente terminato un corso base di hairstyling, ma è stata un'esperienza nuova e decisamente spaventosa. Arrivare in un posto dove non conosci nessuno, non conosci la lingua, non hai idea di quello in cui ti stai imbarcando, e sperare che tutto vada bene, mettendoci il tuo 100% ogni giorno. Ci sono stati alti e bassi (molti più bassi), ma tra lacrime e sforzi ho superato tutto. Ed eccomi qui, con i miei tre diplomi che probabilmente non userò mai, ma che testimoniano il mio primo vero traguardo, e che mi dicono a pieni polmoni che posso fare quello che voglio.

Mi sono spesso sentita una fallita per non essermi laureata, quasi come se la laurea fosse quello che definisce la nostra intelligenza. Forse un tempo lo è stata, ma ora, che si laureano praticamente tutti e molti di loro sono i primi a sapere che non gli servirà a nulla (soprattutto per colpa della situazione mondiale attuale) e che in fondo non è stata una scelta azzeccata, la cosa non mi tocca più. Ho scelto qualcosa che mi piaceva, sono stata fortunatissima ad avere la possibilità di realizzarla all'estero, e l'ho portata a termine. Sì, forse non sarò mai l'hairstylist delle star, non lavorerò nè a teatro nè al cinema, ma non perchè non possa farlo, bensì perchè non so se farlo. Ci sono tante cose che mi piace fare, altre che voglio imparare a fare, che fosse per me passerei l'intera vita tra un corso di design e uno di cucina.

Ho 23 anni, non sono stata fortunata come alcuni miei amici che hanno sempre saputo cosa fare e passo dopo passo stanno raggiungendo il loro sogno. Io ho sempre avuto milioni di ambizioni, e forse il mio sogno è proprio questo, non passare la vita con una sola abilità, ma imparare il più possibile, da tutto e da tutti, destreggiarmi tra più mestieri e tra le più belle arti. Non ho idea di dove finirò e se combinerò qualcosa di buono nella mia vita. Questi sono i giorni più spaventosi che abbia mai vissuto, perchè ho tutte le porte aperte, ho libertà assoluta su me stessa, potrei fare qualunque cosa, dal trasferirmi in Australia a iniziare un nuovo blog di viaggi mentre fotografo l'Asia. È come essere davanti a un abisso pieno di possibilità, come Alice che cade nella tana del Bianconiglio, che sta per scoprire ogni singola meraviglia di questo strano mondo che è la realtà, e solamente mi basta una piccola spinta per cadere, volando, e ignorare lo Stregatto su quale via da prendere, perchè non importa visto che in fondo qui siamo tutti un po' matti.

giovedì 6 dicembre 2012

Ossessioni varie: I Miserabili

Pubblicato da Karen Broz a 15:11 0 commenti
TOMO I
Questa volta vorrei parlare di un libro. I Miserabili. È praticamente diventata un'ossessione. In questa settimana ho  abbandonato le serie tv per potermi dedicare a questa meraviglia della letteratura, che, sì, conoscevo, ma a cui non avevo mai dato una possibilità.

Dopotutto è risaputo, Hugo è un po' come Dostoevskij, milioni di pagine, fiumi di personaggi e descrizioni a gogo. Classici e spelndidi, per carità, ma un po' come tutte le cose, bisogna essere nel mood per queste letture, sono impegnative e, cosa di cui ti rendi conto dopo aver preso il via, non ti danno spazio per altro.

Il mood, e sopratuttto l'input, me l'ha dato il trailer del nuovo film "Les Miserables", adattamento del musical (ormai giunto al suo quasi vent'ottesimo anno).  Solo il trailer, con la voce della Hathaway (Fantine) in sottofondo, mi ha spaccato il cuore in due, e mi sono detta devoassolutamenteleggereillibro. E così è stato. Con il mio nuovo ebook reader mi sono addentrata nella Francia post-rivoluzionaria, di cui tra l'altro Hugo dipinge un quadro perfetto, per immedesimarmi nelle (dis)avventure del protagonista Jean Valjean, e il suo percorso verso la redenzione.

Perchè è di questo che parla I Miserabili, persone del popolo, del grado più basso della società che tramite queste pagine commettono atti orribili ma giustificati, fraintesi e cercano di redimersi. Ma la storia è molto articolata e troppo lunga per un solo post, quindi vi lascio i passi migliori del primo tomo: FANTINE.

Poichè v'è sempre più miseria in basso che fratellanza in alto, tutto era dato, per così dire, prima d'esser ricevuto.

Esser santo è un'ecceizione; esser giusto è la regola. Sbagliate, mancate, peccate, ma siate giusti.

A coloro che ignorano, insegnate più che potete. La società è colpevole di non dare gratuitamente l'istruzione ed è responsabile delle tenebre che produce. Se un'anima è piena d'ombra, il peccato vi si commette; ma il colpevole non è quegli che ha fatto il peccato, bensì colui che ha fatto l'ombra.

Il bello è altrettanto utile dell'utile stesso. Forse di più.

La scelta: o soffrire, o godere. Dove mi condurrà la sofferenza? Al nulla; ma avrò sofferto. Dove mi condurrà il godimento? Al nulla, ma avrò goduto.

La liberazione non è libertà, si esce dal carcere ma non dalla condanna.

La ghiottoneria punisce il ghiottone, Gula castiga Gulax e l'indigestione è incaricata dal buon Dio di far la morale agli stomaci. E tenete bene in mente: ognuna delle nostre passioni, anche l'amore, ha uno stomaco che non dev'essere riempito troppo.

Che cos'è in fondo questa storia di Fantine? È la società che compera una schiava. Da chi? Dalla miseria. Dalla fame, dal freddo, dall'isolamento, dall'abbandono, dallo squallore. Doloroso mercato! Un'anima per un pezzo di pane: la miseria offre, la società accetta.

Le violenze del destino han questo di particolare: che per quanto si possa essere adorni di perfezioni o indifferenti, esse ci strappano dal fondo delle viscere la natura umana e la costringono a riapparire all'esterno.

Fantine fu dunque sepolta in quell'angolo gratuito del cimitero che è di tutti e non è di nessuno, e nel quale vengono smarriti i poveri: fortunatamente, Dio sa dove ritrovare l'anima. Fantine fu sepolta di notte con le ossa del primo venuto, e subì la promiscuità delle ceneri. Nella fossa pubblica, la sua tomba assomigliò al suo letto.

Si tratta di una lettura estremamente moderna, è proprio vero che la storia, purtroppo, si ripete.

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