martedì 6 settembre 2011

E' come se l'unica cosa di cui avessi bisogno fosse un dottore..

Pubblicato da Karen Broz a 11:43 0 commenti
..uno qualunque andrebbe bene, ma un Signore del Tempo sarebbe la scelta migliore

Basta sono stufa di stare male.. ho la febbre da venerdì e un mal di gola che non ha la minima intenzione di levarsi di torno nemmeno a scarpate. L'unica via di fuga da questo mio delirio da influenza è proprio il Dottore. Me ne servirebbe solo uno, anche di quelli normali, purchè sappia rimettermi in sesto. Ormai i suoi discorsi mi escono dalle orecchie, ammetto che è un ossessione da più di due anni, però solo in questi giorni mi sto preoccupando seriamente.

Un fattore positivo è che un concorso su una pagina dedicata proprio a lui mi ha permesso di ricominciare a scrivere, e ho dato inizio a una fan fiction su Donna e Eleven. Strana coppia, ma sembrano funzionare :)

Ho appena ripreso a scrivere su questo blog e già mi gira la testa..meglio mettersi un po' a dormire. Chissà che in sogno non arrivi una bella cabina blu :)

sabato 28 maggio 2011

Non la devo spaventare con questo cuore rammendato

Pubblicato da Karen Broz a 23:47 0 commenti

«Da quel giorno non ho smesso di sognare di incontrarti di nuovo. Supplicai Madeleine di iscrivermi a scuola quando venni a sapere che anche tu ci andavi, aspettai molto tempo, almeno due anni, ma al tuo posto incotrai Joe. Joe e il suo coro di burloni. Il mio primo giorno di scuola ebbi la sfortuna di chiedere se qualcuno conocesse una "piccola cantante sublime che va in giro scontrandosi con ogni cosa". Fu come se con questo avessi firmato la mia condanna a morte. Joe non sopportava l'idea che tu non fossi più al suo fianco, e cristallizzava la sua frustrazione su di me. Percepiva come vibravo per te, e questo raddoppiava la sua gelosia. Ogni mattina, attraversavo il cancello della scuola con una sfera di angoscia que non abbandonava il mio stomaco per tutto il resto del giorno. Soffersi i suoi attacchi per tre anni scolastici. Fino al giorno in cui decise di strapparmi la camicia per lasciarmi a torso nudo davanti a tutta la scuola. Ha voluto aprire il mio orologio per umiliarmi ancora di più, però, per la prima volta, resistetti. Lottammo, e la cosa finì male, molto male, come sai.
Quindi lasciai Edimburgo in piena notte, diretto in Andalusia. Attraversai mezza Europa per incontrarti. Non è stato facile. Mi mancavano Madeleine, Arthur, Anna e Luna, e di fatto mi mancano ancora. Però volevo rivederti, era il mio sogno più grande. So che Joe è tornato per portarmelo via. Farà tutto ciò che gli è possibile per allontanarti da me. Ha già cominciato, non te ne sei accorta?»

«Davvero credi che potrei tornare con lui?»

«Non sei tu quella che mi fa dubitare, ma la sua capacità di far vacillare la fiducia che cerchiamo di stabilire passo dopo passo. Non ti riconosco più da quando è arrivato. Mi ha portato via il lavoro nel treno fantasma, dorme nel nostro letto, l'unico posto dove stavamo al riparo dal mondo esterno. Appena mi giro, ti racconta merda del mio passato... ho l'impressione che mi abbiano espropriato di tutto»

-Little Jack, Miss Acacia- La mechanique du coeur.

lunedì 21 febbraio 2011

Riportami indietro nel tempo dov'ero

Pubblicato da Karen Broz a 19:48 0 commenti
 «ricordami chi sono, chi sono davvero»

Ti sciolgo da ogni impegno
e ti lascio solo a contemplare questo
enorme silenzio che ci divide.
Un silenzio fatto di parole non dette,
intrappolate tra i denti per la paura.
La paura di non essere capiti
e quella di non capire.
E' lì che stanno quei momenti,
nel silenzio
dove tutte le cose che lottano per uscire
trovano la via e  inascoltate gridano 
a gran voce la loro verità ignota.
E' nel silenzio che comincia la fine
e nell'urlo soffocato delle 
confessioni
è lì che finisce
tutto ciò che è nostro.

Questi miei soliti schizzi in versi stanno perdendo la loro efficacia, credo. So però che è colpa di Bridget se sto ripensando a ciò che ho passato, a quello che mi sta capitando ora e a come supererò tutti gli ostacoli.
Rileggere questo bellissimo libro, seppure romanzo rosa ma con qualche punta amara e cinica, mi sta riaprendo la mente.
Mi ricordo che anche la prima volta che lo lessi mi ritrovai molto in Bridget. E così ogni volta che rivedo il film. E' come se con le sue azioni, le sue paranoie e le sue paure, ma anche con tutta la volontà che ci mette in ogni cosa che fa, mi ricordasse chi sono davvero. Senza finzioni.
E ogni volta che succede, vorrei veramente esistesse un Mark Darcy anche per me, che abbia il fascino di Colin Firth e l'anima un po' antica, che sia impacciato nelle cose che fa, soprattutto di fronte a me..
Ma sì, per elencare le qualità del mio tipo ideale userò un altro post..

lunedì 7 febbraio 2011

Lasciami andare mi disse il mio cuore

Pubblicato da Karen Broz a 21:43 0 commenti

 «ma io lo trattenni perchè non volevo vederlo soffrire»

L’amore e la passione sono come un fiume che ti allaga da dentro. Il cuore, una spugna capace di assorbire ogni singola goccia di questo lago caldo.
Quando il cuore avverte l’amore, rilascia il tutto piano piano, dolcemente, geloso di ciò che pian piano sta perdendo, lasciandoti con quella sensazione di appagamento duraturo che solo l’amore sa dare.
La passione invece si consuma rapida, il cuore si stringe così forte da farti perdere il fiato, liberando velocemente l’acqua che ti aveva sommerso.
Il mio cuore, come una vecchia e logora spugna, usata e maltrattata, ha perso la capacità di assorbire. Quando una tempesta lo inonda non riesce a trattenere che poche gocce di emozioni, e tutto scorre via in pochi istanti.
Se solo fosse stato usato con più riguardo, evitando di lasciar disperdere sempre troppo rapidamente le passioni, ora riuscirebbe a trattenere l’amore.
Ora non sarebbe impossibile fermarsi e sentire la pesantezza dell’acqua che riscalda il cuore.
La sensazione di vuoto, come se nemmeno ci fosse una spugna pronta ad assorbire l’amore, fa cristallizzare di ghiaccio le gocce incastrate tra le crepe del cuore.
Perchè non siamo dotati di un cuore di riserva?
Perchè ci lasciamo sopraffare dalle passioni, sprecando le emozioni che l’amore invece può trattenere più a lungo?

sabato 5 febbraio 2011

A me che cambio un po' ogni giorno

Pubblicato da Karen Broz a 03:56 1 commenti
« e resto sempre la stessa»

Purtroppo è vero. Rimango sempre la stessa. Anche se il mio aspetto può cambiare, sotto qualunque forma, io resto sempre la stessa.
E non sono sicura che questo sia un bene. Al momento proprio non lo è.
Sono insicura, fino a che non ho un po' di alcool in corpo che mi sciolga (un po' come Raj), e quando l'alcool se ne è andato, rimane solo la mia coscienza a dirmi che avrei potuto tenere la bocca chiusa per le cavolate che ho detto.
Non vado per niente bene. Sono una continua contraddizione. Di solito la trovo una cosa bella, ma al momento, alle 03:50 del mattino, con le coinquiline che nel letto sono scaldate dai loro fidanzati, mentre io per scaldarmi posso solo accendere una stufa, mi chiedo cosa non funzioni.
Non propriamente nella mia persona. In generale. Sono stufa di darmi la colpa di quello che mi succede, e di darla agli altri per quello che non mi succede.
So che c'è qualche cosa di sbagliato, ma non so definire che cosa sia.
Se solo fossi anche leggermente più fiduciosa, potrei parlare a Pablo. Nonostante non tenga la minima idea di cosa potrei dirgli, almeno sarebbe un passo avanti. E invece mi ritrovo a (forse) perder tempo con un ragazzo che è più introverso di quanto non lo sia io, a cercare di stabilire anche un minimo rapporto. Ma lo trovo difficile.
Ho un ostacolo che mi preclude ogni speranza, e questo sì che è un problema nella mia testa. Ma io non so veramente cosa farci, mi blocca, mi impedisce di essere più disinvolta e sicura. Io credo che fino a che tutto questo non sia finito, non avrò un pieno controllo di me stessa.
Quello che mi spaventa, e tanto, è che il problema possa non essere lì, ma altrove. Allora sì che sarebbero guai.
Se una volta terminata ogni cura, se quando sarò quella che sarei sempre dovuta essere senza dover intervenire sull'estetica, dovessi non cambiare atteggiamento o non aumentare le mie sicurezze, allora no, non avrei scampo. Allora diventerei la zitella che ho sempre pensato che sarei diventata.
Se una volta finito il dolore non riuscirò a rialzarmi, sarà veramente la fine.

E pensare che rivolgere la parola agli estranei non è poi così difficile. Eppure con te mi sembra una missione impossibile.

domenica 30 gennaio 2011

Tutto ciò che cerco

Pubblicato da Karen Broz a 02:38 0 commenti


Tu sei tutto ciò che cerco.
Ma non esisti.
Ti vedo ogni notte aprire quella porta.
Ti sento accarezzare i miei capelli mentre dormo.
Il tuo calore accanto al mio scalda le notti più fredde.
Mi solletichi le guance con le dita sottili
e il tuo respiro mi sussurra echi di luoghi lontani.
Ogni notte ti sento.
Ogni notte ti desidero con me.
Ma dove sei tu che con le parole hai superato ogni mio muro?
Tu che hai messo le ali al mio cuore
liberandolo da una solitudine stagnante?
Sei tutto ciò che voglio.
Sei tutto ciò che cerco.
Ma dovrò cercare ancora a lungo
o, forse, devo solo lasciarmi trovare.

mercoledì 26 gennaio 2011

Lascia che la noia ti avvolga nel suo manto

Pubblicato da Karen Broz a 14:57 2 commenti
«poi squarciala da dentro e fattene buon vanto»

Eccomi di nuovo qui ragazzi miei. Dopo mesi di assenza sono tornata al lavoro. Con tutta la mia voglia di scrivere e le mie stupidate pronte per essere scritte.
Per chi non ne fosse al corrente, il 15 dicembre 2010 ho subito l'ultima catastrofica (si fa per dire) operazione e dopo quella, basta. Per un bel po' non ne voglio più sapere (anche se la prospettiva di naso e zigomi aggratis un pochino mi alletta^^).
In ogni caso, dopo un mese e mezzo quasi passato nella mia cara amata Busa, il giorno 15 gennaio 2011 ho fatto il mio ritorno in terra straniera (restando pure quasi chiusa fuori casa).

La cosa super mega iper triste però, è che da quando sono tornata, le cose non sono per niente andate come speravo.
Pensavo di tornare e spaccare tutto, come sempre. E come sempre, invece, non è successo nulla.
Anzi.
Peggio.
Sono diventata apatica.
Non credo di esserlo mai stata. Ho sempre trovato cose da fare, e anche se la voglia non era a mille, le ho sempre fatte. Sarà l'abitudine ad avere il fiato sul collo (la scuola, allenamento, MADRE) e ora che posso decidere io per me, non ne sono capace e il mio periodo di ma.si.dai.mi.rilasso.un.po' è diventato apatia totale. Noia. Leopardi e Moravia sarebbero fieri di me.
E proprio quando mi ero decisa a reagire, a trovare qualcosa da fare al di fuori dell'accademia (visto che mi porta via solo 4 ore al mattino, e poi a casa non è che ho molto da fare).. boom..influenza..
Forse è il cosmo che cerca di dirmi che devo rintanarmi in casa mia per sempre e che non sono utile al mondo =)

In ogni caso. Ora che sono diciamo, guarita, ho proprio voglia di muovermi e di fare qualcosa. Naturalmente oggi sta piovendo (ma cosmo mi odi proprio!!) quindi di uscire non se ne parla proprio, ma posso sempre rimettermi a scrivere.. e sto anche pensando di fare un nuovo video di aggiornamento, oppure uno stop motion.. visto che ora...HO IL CAVALLETTO!!! yeah!

Ordunque baldi temerari che di quando in quando seguite i miei deliri, vi lascio e vedo di trovare un altro modo per aggiornarvi^^

Un bacione grande grande.

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