mercoledì 19 dicembre 2012

Bono in senso lato e non

Pubblicato da Karen Broz a 11:20 0 commenti
Giovincello negli anni 80 bello come il sole

Guardando il video di "Do they know it's Christmas?" ho ritrovato un'icon degli anni 80 che non ho mai realmente preso in considerazione. BONO.
Allora, già per essere irlandese ha acquistato una cassa di punti, e inoltre era portatore sano del taglio di capelli a mio avviso più figo e trash di tutta la storia dell'umanità: il MULLET.

Certe somiglianze con Sean Penn ci sono o sono pazza?
Per capirci, il cosiddetto taglio a triglia, che ricorderete tutti per essere il classico taglio alla McGyver. Lo stile di Bono non è per niente ordinato come quello del caro Mc, dal momento che Bono ha una massa di capelli paurosa e quel taglio corto davanti sopra e ai lati di certo non gli è molto favorevole, ma inverosimilmente lo rende un figo da paura.
La cosa bella è che l'ha portato per anni, non solo mentre era un giovincello e mentre impazzava la moda per questo taglio (sia tra ragazzi che ragazze), ma anche sull'orlo della maturità trentenne ha continuato imperterrito con il mullet. Poi è un po' rinsavito e la fine degli anni 90 forse non è stata gentilissima con lui quindi lo ha abbandonato per un taglio lungo più normale.

Bono sarà sempre fighissimo e un grande cantante, ma ti cascano le palle quando vedi foto di questo tipo e non puoi pensare altro che a Vasco Rossi. Bono ti prego, ritorna in te.

Ecco quando internet fa davvero schifo

martedì 18 dicembre 2012

Amate e Comprate

Pubblicato da Karen Broz a 22:33 0 commenti


Il martedì pomeriggio tutti corrono all'impazzata per comprare gli ultimi regali. Non sono nemmeno le cinque che la gente è già carica di pacchetti. Ma a differenza della ribellione mainstream degli ultimi anni, io non penso affatto che il Natale sia diventata una festa consumistica. Ma chi volete prendere in giro?

Le feste sono consumistiche per natura e il Natale non lo è più delle altre. Insomma, i Re Magi non hanno portano in dono un bacio sulla fronte al bambinello; si sono procurati Oro. Alla faccia del consumismo.
San Valentino? Gli uomini (e le donne single soprattutto) si sono sempre lagnati che altro non è se non una festa consumistica. Il classico l'hanno inventata i fiorai e le fabbriche di cioccolatini ormai è talmente vecchia che pure Valentino nell'altro dei cieli si è rotto le palle di sentirla. 

Pasqua idem. E avanti così fino anche ai compleanni. Ora, a parte i pochi stramboidi che odiano i compleanni per il semplice fatto che non mi voglio ricordare di essere un anno più vecchio, a chi non piace festeggiare e ricevere qualche regalo? Mi domando cosa ci sia di male.

La verità è che se smettessimo di fare regali il mondo potrebbe collassare su se stesso. Inoltre crescendo le cose cambiano e si fanno regali solo a chi riteniamo davvero importante.
Io ho quasi smesso di fare regali in generale, ma per motivi di forza maggiore, quali Disoccupazione e Mancanza di soldi. Ma certamente non sono una di quelle persone anti-natalizie (e chi mi conosce lo sa), anti-consumismo e anti-felicitàfestiva. Personalmente preferisco vedere persone che comprano regali a chi amano piuttosto che vederli risparmiare per se stessi ogni singolo centesimo. E a quelli che Eh ma fare regali perchè si è obbligati perde il significato del gesto, io dico che non c'è alcun obbligo, è una possibilità, perchè siamo in tanti a dire non regalo nulla per Natale, preferisco farti regali a random durnte l'anno per dimostrare che ti penso e poi invece compriamo di tutto e di più, ma per noi.

Quindi uscite, comprate, regalate, dimostrate che ci siete e amate, perchè l'affetto non è negli oggetti ma è nei gesti, e sapere che qualcuno si è rintronato per cercare qualcosa che possa farti piacere commuove sempre.

Gli incontri di mercato

Pubblicato da Karen Broz a 21:01 0 commenti
Figaggini di questo tipo dovrebbero essere proibite

Al mercato l'altro giorno ho incrociato l'uomo della mia vita. Ma avete presente quelle scene da film, tutte a rallentatore, dove i due futuri amanti si vedono per la prima volta e tu sai perfettamente che tra loro nascerà qualcosa? Ecco, uguale, ma senza niente dopo gli sguardi.

Bello, alto, occhi scuri, riccioletti scatenaormoni, sportivamente elegante e sguardo profondo. È stata una di quelle occhiate lunghe, in cui tu tieni testa fino all'ultimo, ma appena te lo trovi di fronte abbassi gli occhi perchè lui è tipo un figo stellare e tu sei una ciospa in piedi da mezz'ora che pestola per il mercato di quartiere.



lunedì 17 dicembre 2012

Alla scoperta di un nuovo mondo, come Alice

Pubblicato da Karen Broz a 12:05 0 commenti

I giorni passano e io nemmeno mi sono resa conto di essere in vacanza. O meglio definito come periodo di disoccupazione. L'essere passata da intere giornate passate in salone a complete e infinite ore di nulla assoluto mi sta svuotando interamente. Non capisco come mai, per due mesi e mezzo mi sono lamentata di non avere tempo per niente, e ora che ho tempo per tutto mi lamento ancora. Pare sia vero, quindi, che l'insoddisfazione perpetua sia parte dell'essere umano.

La scuola è finita. Di nuovo. Questa volta però, sul serio. È una sensazione strna che ti prende lo stomaco, quella di arrivare alla fine di un percorso. Forse non è tanto l'arrivare in sè, quanto invece il fatto di aver portato a termine qualcosa. Io ne so qualcosa molto di progetti iniziati e poi lasciati a metà, ne potrei elencare almeno una decina, più o meno importanti (l'università tra i primi). Recentemente però mi è stato detto che se davvero avessi voluto proseguire gli studi niente mi avrebbe impedito di andare avanti. Io invece penso sia tutta questione di tempi. Allora, non faceva per me, e forse non ero adeguatamente motivata a proseguire. Qui invece, la pressione del non avere un lavoro, la mancanza di borse di studio, la certezza di non voler assolutamente tornare a casa e sicuramente la poca voglia di aggiungere un altro fallimento alla lista, mi hanno spinta a non mollare.

Senza dubbio non sarei arrivata in fondo senza mia mamma e mia sorella, che si sono sorbite ogni sorta di lamentela (taluna giustificata, altre no), che mi hanno ampiamente supportata economicamente, e per le quali ho stretto i denti e sono andata avanti.

Lo so, non ho certo compiuto chissà che impresa, ho solamente terminato un corso base di hairstyling, ma è stata un'esperienza nuova e decisamente spaventosa. Arrivare in un posto dove non conosci nessuno, non conosci la lingua, non hai idea di quello in cui ti stai imbarcando, e sperare che tutto vada bene, mettendoci il tuo 100% ogni giorno. Ci sono stati alti e bassi (molti più bassi), ma tra lacrime e sforzi ho superato tutto. Ed eccomi qui, con i miei tre diplomi che probabilmente non userò mai, ma che testimoniano il mio primo vero traguardo, e che mi dicono a pieni polmoni che posso fare quello che voglio.

Mi sono spesso sentita una fallita per non essermi laureata, quasi come se la laurea fosse quello che definisce la nostra intelligenza. Forse un tempo lo è stata, ma ora, che si laureano praticamente tutti e molti di loro sono i primi a sapere che non gli servirà a nulla (soprattutto per colpa della situazione mondiale attuale) e che in fondo non è stata una scelta azzeccata, la cosa non mi tocca più. Ho scelto qualcosa che mi piaceva, sono stata fortunatissima ad avere la possibilità di realizzarla all'estero, e l'ho portata a termine. Sì, forse non sarò mai l'hairstylist delle star, non lavorerò nè a teatro nè al cinema, ma non perchè non possa farlo, bensì perchè non so se farlo. Ci sono tante cose che mi piace fare, altre che voglio imparare a fare, che fosse per me passerei l'intera vita tra un corso di design e uno di cucina.

Ho 23 anni, non sono stata fortunata come alcuni miei amici che hanno sempre saputo cosa fare e passo dopo passo stanno raggiungendo il loro sogno. Io ho sempre avuto milioni di ambizioni, e forse il mio sogno è proprio questo, non passare la vita con una sola abilità, ma imparare il più possibile, da tutto e da tutti, destreggiarmi tra più mestieri e tra le più belle arti. Non ho idea di dove finirò e se combinerò qualcosa di buono nella mia vita. Questi sono i giorni più spaventosi che abbia mai vissuto, perchè ho tutte le porte aperte, ho libertà assoluta su me stessa, potrei fare qualunque cosa, dal trasferirmi in Australia a iniziare un nuovo blog di viaggi mentre fotografo l'Asia. È come essere davanti a un abisso pieno di possibilità, come Alice che cade nella tana del Bianconiglio, che sta per scoprire ogni singola meraviglia di questo strano mondo che è la realtà, e solamente mi basta una piccola spinta per cadere, volando, e ignorare lo Stregatto su quale via da prendere, perchè non importa visto che in fondo qui siamo tutti un po' matti.

giovedì 6 dicembre 2012

Ossessioni varie: I Miserabili

Pubblicato da Karen Broz a 15:11 0 commenti
TOMO I
Questa volta vorrei parlare di un libro. I Miserabili. È praticamente diventata un'ossessione. In questa settimana ho  abbandonato le serie tv per potermi dedicare a questa meraviglia della letteratura, che, sì, conoscevo, ma a cui non avevo mai dato una possibilità.

Dopotutto è risaputo, Hugo è un po' come Dostoevskij, milioni di pagine, fiumi di personaggi e descrizioni a gogo. Classici e spelndidi, per carità, ma un po' come tutte le cose, bisogna essere nel mood per queste letture, sono impegnative e, cosa di cui ti rendi conto dopo aver preso il via, non ti danno spazio per altro.

Il mood, e sopratuttto l'input, me l'ha dato il trailer del nuovo film "Les Miserables", adattamento del musical (ormai giunto al suo quasi vent'ottesimo anno).  Solo il trailer, con la voce della Hathaway (Fantine) in sottofondo, mi ha spaccato il cuore in due, e mi sono detta devoassolutamenteleggereillibro. E così è stato. Con il mio nuovo ebook reader mi sono addentrata nella Francia post-rivoluzionaria, di cui tra l'altro Hugo dipinge un quadro perfetto, per immedesimarmi nelle (dis)avventure del protagonista Jean Valjean, e il suo percorso verso la redenzione.

Perchè è di questo che parla I Miserabili, persone del popolo, del grado più basso della società che tramite queste pagine commettono atti orribili ma giustificati, fraintesi e cercano di redimersi. Ma la storia è molto articolata e troppo lunga per un solo post, quindi vi lascio i passi migliori del primo tomo: FANTINE.

Poichè v'è sempre più miseria in basso che fratellanza in alto, tutto era dato, per così dire, prima d'esser ricevuto.

Esser santo è un'ecceizione; esser giusto è la regola. Sbagliate, mancate, peccate, ma siate giusti.

A coloro che ignorano, insegnate più che potete. La società è colpevole di non dare gratuitamente l'istruzione ed è responsabile delle tenebre che produce. Se un'anima è piena d'ombra, il peccato vi si commette; ma il colpevole non è quegli che ha fatto il peccato, bensì colui che ha fatto l'ombra.

Il bello è altrettanto utile dell'utile stesso. Forse di più.

La scelta: o soffrire, o godere. Dove mi condurrà la sofferenza? Al nulla; ma avrò sofferto. Dove mi condurrà il godimento? Al nulla, ma avrò goduto.

La liberazione non è libertà, si esce dal carcere ma non dalla condanna.

La ghiottoneria punisce il ghiottone, Gula castiga Gulax e l'indigestione è incaricata dal buon Dio di far la morale agli stomaci. E tenete bene in mente: ognuna delle nostre passioni, anche l'amore, ha uno stomaco che non dev'essere riempito troppo.

Che cos'è in fondo questa storia di Fantine? È la società che compera una schiava. Da chi? Dalla miseria. Dalla fame, dal freddo, dall'isolamento, dall'abbandono, dallo squallore. Doloroso mercato! Un'anima per un pezzo di pane: la miseria offre, la società accetta.

Le violenze del destino han questo di particolare: che per quanto si possa essere adorni di perfezioni o indifferenti, esse ci strappano dal fondo delle viscere la natura umana e la costringono a riapparire all'esterno.

Fantine fu dunque sepolta in quell'angolo gratuito del cimitero che è di tutti e non è di nessuno, e nel quale vengono smarriti i poveri: fortunatamente, Dio sa dove ritrovare l'anima. Fantine fu sepolta di notte con le ossa del primo venuto, e subì la promiscuità delle ceneri. Nella fossa pubblica, la sua tomba assomigliò al suo letto.

Si tratta di una lettura estremamente moderna, è proprio vero che la storia, purtroppo, si ripete.

domenica 25 novembre 2012

Pensarti non fa più male ormai

Pubblicato da Karen Broz a 20:30 0 commenti


Ti sto vedendo dappertutto. Ti vedo in chi ti somiglia e in chi non ha nulla che ti ricordi. Ho un tuffo al cuore ogni volta, perchè in un modo o nell'altro eri parte di me. Lo sei ancora.

A volte penso che se fosse possibile cancellare qualcuno dalla propria memoria, ti cancellerei. E con te se ne andrebbero questi anni di sofferenze, di insicurezze, di debolezze che la tua vigliaccheria mi ha portato. Poi però rifletto, e la verità è che non sono una tua creazione. Altre vite, altri eventi mi hanno resa ciò che sono. Anche senza di te sarei riuscita a diventare il casino di nevrosi che sono oggi.

E ciò che in tutti questi anni mi ha divorata, ormai non fa più male.

Ti ho usato, ho consumato decine di penne scrivendo di te, e ogni gettata d'inchiostro è stata come il veleno dell'odio che provavo che mi abbandonava. Scrivo ancora di te, mi piace pensarti, per far uscire dalle mie viscere ogni sentimento, ma mentre all'inizio si trattava di puro dolore, tanto dolore da farmi sanguinare le mani premendo di risentimento la penna sulla carta, ora pensarti non fa più male.

Sei diventato un ricordo. Uno di quei ricordi vividi ma inconsistenti, come i fantasmi: li vedi, ci parli, ma non possono toccarti, non possono più ferirti. Finalmente sei qualcosa che ho sempre desiderato tu fossi. Morto.

martedì 13 novembre 2012

Willy Wonka e la fabbrica di pazzi innamorati

Pubblicato da Karen Broz a 23:10 0 commenti
Sarò una folle Wonka innamorata

Penso che finirò con sposare il primo che mi vorrà.
Probabilmente le mie anomalie affettive sono dovute al rapporto padre-figlia pressoché inesistente o comunque una di queste ragioni infantili che tanto piacciono agli psicologi, ma mi sono resa conto che ormai mi innamoro ogni giorno di coloro che mi dedicano attenzioni. Si parla di amore infantile e stupido, non l'Amore vero, quello chi lo conosce? È voglia di avere qualcuno accanto, qualcuno che ti faccia sentire importante e che si prenda cura di te.

È un po' come la storia di Willy Wonka la mia. Per tutta la vita gli è stato negato ogni singolo dolcetto, ogni caramella, ogni cioccolatino, ogni orsetto gommoso. Una disgrazia insomma, per un bambino. Lui aveva voglia di provare, ma era intimorito, la vita gli diceva che non poteva toccarli. Quindi sì, ne sentiva la mancanza, ma era quasi più il gusto del proibito, però poteva vivere tranquillamente senza, poiché non ne conosceva il sapore.
Arrivò però il giorno in cui si fece coraggio, scartò un cioccolatino alle nocciole e lentamente gli diede un morso. Quel giorno tutto cambiò. Il proibito, divenne la sua ragione d'essere. Ci costruì intorno tutta la sua vita. Cominciò a dipendere da quel piccolo assaggio.

È questo che succederà a me. La vita, per divertimento o per punizione non mi ha mai concesso l'amore romantico, e come Willy con il cioccolato, lo voglio, ma anche senza continuo a respirare. Ma dentro di me so che arriverà quel giorno in cui ogni mia barriera verrà abbattuta da qualcuno che sarà tanto folle da vedermi come sono, da volermi come sono. E quel giorno io sparirò. Proverò quello che ho sempre voluto, che ho sempre disperatamente cercato e non ci sarà niente al mondo che me lo potrà togliere, perchè per me diventerà la mia ragione d'essere. Probabilmente mi eclisserò in lui come quelle stupide di Bella e Anastasia che in quei libri non vivono nemmeno di vita propria.
Ogni piccolo morso a quel cioccolatino sarà un passo verso la dipendenza. Se ora mi basta un abbraccio per farmi sprofondare il cuore, quest'uomo pazzo che mi prenderà non riuscirò a farlo andare via.

È come quando trovi un libro meraviglioso dopo decine di libri noiosi e prevedibili. Lui sarà il mio libro che non sarò mai in grado di chiudere.

lunedì 15 ottobre 2012

Introspezione al Museo

Pubblicato da Karen Broz a 20:29 0 commenti
Non mi piace l'arte contemporanea, ma George Brecht è una delle eccezioni

Momenti di pausa nel museo Reina Sofia. I musei mi hanno sempre emozionata, di quell'emozione triste che caratterizza gli artisti.


"Ci sono talmente tante cose sbagliate e difficili a questo mondo. Perchè l'amore deve essere una di queste? Dovrebbe essere tutto semplice, e senza sfide. Ma se fosse così, il nostro spiriro umano non sarebbe appagato. Ci trasciniamo impunemente verso quello che non abbiamo, che non possiamo e non dobbiamo avere, scalciamo, pestiamo i piedi quando non lo otteniamo.
È questo che ci rende splendidi. Il non abbandonare mai, nemmeno di fronte alle cause perse. Splendidi, sì, ma infelici.
E siamo noi. Che reduci da molteplici abbandoni impazziamo quando ci regalano affetto. E vorremmo legare i nostri cuori con del filo spinato, affinchè anche quando lo stare vicini fa male, il solo tentare di allontanarci ci faccia soffrire di più.
Abbiamo i batti del cuore più forti del mondo, che ci scuotono il corpo intero, e balliamo al loro ritmo. Abbiamo occhi pieni di questa infelicità che ci nuota nelle iridi. Fa capolino, ma si nasconde quando qualcuno vuole sbirciare. Sulle labbra abbiamo il sapore degli scogli contro cui ci hanno lanciati, e in gola la sabbia che ci soffoca ancora mentre cerchiamo di tornare a riva. 
Abbiamo mani di carta che bruciano al tatto e vene che pulsano di voglie proibite.
Splendidi e infelici. Con anni di amore negato da donare, ma nessuno coraggioso abbastanza da prendere il male con il bene."

A prestissimo, il resoconto di questo weekend madrileño :)

domenica 7 ottobre 2012

666 Park Avenue pfffff

Pubblicato da Karen Broz a 22:39 0 commenti


Altra new entry per l'autunno 2012! 666 PARK AVENUE (sì lo so, stasera mandano il secondo episodio e io come sempre sono indietro di una settimana).

Ho deciso per le nuove serie di quest'anno di continuare ad utilizzare il metodo pro/contro, per comodità e soprattutto per non perdermi sbrodolando giudizi a caso senza un senso logico.

PRO

Sarà sempre Locke
-TERRY O'QUINN. Che la gente dica quello che vuole, ma l'ambiguità di quest'uomo è sovrannaturale. Dai primi minuti del pilot già sappiamo di chi si tratta, vero, ma la sua capacità di mantenere il controllo in ogni situazione, di dare le impressioni che vuole a chi vuole, questo è quello che io definisco un attore. Inoltre io amavo John Locke, e da uomo di fede qui si trasforma in demonio. Parallelismi che io vedo forzatamente, forse per il troppo amore che nutro per Lost.

-LOCATION. Il Drake è figo. Un condominio di gente normale (o no) che apparentemente vive lì potendosi pagare l'affitto (perchè giustamente una fotografa che è appena stata assunta da vogue e suo marito scrittore fallito possono permettersi un appartamento in questo palazzo di lusso nell'upper east side). Ma per ora sappiamo poco di tutti i personaggi (di cui comunque parlerò dopo)

-MISTERY/HORROR. Ecco questo non so come definirlo. Nel senso, di misteri ha poco e un cavolo perché, ripeto, si sa già dove va a parare il tutto ( o forse no?), e di horror manco a parlarne, l'unica cosa pseudo angosciante è la rivolta dell'ascensore, che però, avendone paura già di mio, sono troppo di parte per commentare. In ogni caso, le varie atmosfere mi piacciono, per quanto indefinite, ma vorrei vedere poi qualcosa di più, vorrei si spingessero un po' più oltre.

-LOST SON. Nella scena a teatro, l'orchestra suona "Figlio Perduto" di Beethoven. Io amo ogni film o serie che lo inserisca, mi dà l'idea di uno sceneggiatore colto.

CONTRO


-QUESTI DUE IDIOTI. Allora. Io non so che problemi abbiano i direttori dei vari casting in questo periodo. Devono aver fatto le loro scelte in base al metodo dell'agente Cooper di Twin Peaks, tirando sassi. Tra le scelte pessime per Revolution, e queste qui, non so davvero cosa pensare. Partiamo con HENRY, ovvero Dave Annabele. Era già poco credibile e sicuramente spaccacoglioni in Brother's and Sisters, perchè ce lo dobbiamo ritrovare qui? Inoltre gli hanno costruito un personaggio ritardato, che vede tutto rose e fiori e non si accorge di quello che si trova davanti. Poi gli dicono che c'è stato un megaincidente in ascensore, e lui, essendo il responsabile del condominio (o che razza di lavoro fanno sti due lì dentro ancora non l'ho capito. Riparano lampadine e lavatrici?), si interessa meno di niente.
Lei, JANE, ossia Rachael Taylor che sì, tra cinema e tv ha lavorato ma io non mi sono mai accorta di lei. Altro personaggio che mi fa venire voglia di mangiarmi le mani per quanto stereotipato, trito e riscaldato. Architetto che vuole a tutti costi mettere le mani sul progetto di ristrutturazione del Drake e guarda caso ci riesce. Si mette nei casini come un'idiota e se dovesse morire se la meriterebbe tutta quanta.

-LA SOLITA MINESTRA. Premetto, che sì, qualcosa promette, ma ha perso un sacco nell'ultimo quarto d'ora. Io questa storia l'ho già vista. A parte le pessime riprese di American Horror Story, tutte le inquadrature della casa e gli avvertimenti di gente viva o morta ad andarsene, ha proprio troppo di già visto. Lui, che nella coppia è proprio un cretino patentato, buono solo a farsi lei contro il muro, ma per le cose importanti non capisce una sega. Lei, che vede cose/spiriti/scritte/baggianate, passa per pazza perchè lui non le crede, e nei prossimi episodi chissà, darà la colpa alla casa. Non vi suona? Non avete visto, ripeto American Horror Story? O Insidous? E ce ne sono anche altri, ma tanto, per star qui a fare elenchi facciamo notte. Chissà, forse poi lei sarà inutile e tutto dipenderà da lui, che in un momento di epifania (probabilmente quando tutti quelli che conosce saranno morti) si renderà conto di cosa sta succedendo. Non voglio sia così prevedibile, mi aspetto molto ma molto di più.

Meh, spero si svegli un po' fuori. Almeno come pilot dovrebbe invogliarti a seguirlo di più, ma come per Revolution, c'è tanta curiosità ma poca voglia di vederlo.

sabato 6 ottobre 2012

Revolution: un'altra perla di Abrams o un guscio vuoto?

Pubblicato da Karen Broz a 13:14 0 commenti


Ecco il primo post sulle novità dell'autunno 2012: REVOLUTION.
Giunta al terzo episodio, è stata pubblicizzata soprattutto per essere il nuovo tocca da Re Mida di JJ Abrams (e infatti si vede dalla copertina, manco fosse tutta farina del suo sacco).
In verità mi ha incuriosita perchè qui a Valencia c'erano poster un po' ovunque che promuovevano questa nuova serie, ma per un paio di mesi ho fatto come nulla fosse e me ne sono dimenticata. E infine l'ho cominciata.

Non so come distribuire bene le idee riguardo a questa news, quindi ne parlerò in PRO  e CONTRO, tanto per essere banale.

PRO

- Il primo pro com'è giusto che sia, è questa meraviglia di uomo/attore. BILLY BURKE (purtroppo noto per rivestire i panni dello sceriffo Swan di Twilight) è un Actorazo, come si dice qui in Spagna. No ghe n'è banane (come si dice a casa mia). È un BADASS di quelli fighi, fatti bene, pieno di misteri (ma mica come Mr. Grey), lupo solitario, fuggitivo, traditore, zio, bello, maledetto e chipiùnehapiùnemetta.

- LA FOTOGRAFIA. Ecco, è qualcosa di spettacolare. Già dal pilot si nota, ma ci sono le scene delle esplosioni nel terzo episodio che mi hanno inflitto un piacere assoluto. Il fumo, le luci, le ombre. Indescrivibile.

-LOST MEMORIES. Com'era prevedibile, ci sono alcuni richiami (volontari o no) a Lost, l'altra grande perla di Abrams. Diciamo che i protagonisti sono un po' come i sopravvissuti dell'isola, costretti ad arrangiarsi con quello che c'è, forzati a dimenticarsi cosa significhino tutte le comodità che l'energia elettrica ci fornisce. Inoltre il villaggio dove vive Charlie nel Pilot, soprattutto nelle riprese aeree mi ha ricordato il villaggio Dharma.
A questo pseudo-parallelismo si aggiungono anche facce già viste. Infatti abbiamo Juliet e Jacob (finora, chissà che non ci arrivi un Hurley, che Abrams piace tanto mettere un po' qua e un po' là. Come il prezzemolo)

-L'IDEA. Inizialmente non mi convinceva tantissimo, ma già dopo il pilot si inizia ad apprezzare la gravità della cosa. Probabilmente pensandoci in maniera fugace e superficiale, l'idea di non avere più elettricità non ci sconvolge più di tanto. Ma poi si vedono sullo schermo le reali conseguenze. Un mondo, per così dire, post-apocalittico. Dove tutti sono ritornati nelle campagne a zappare la terra e a cacciare, le città sono semi abbandonate e i grattacieli, i treni, le auto sono ormai ricoperti di piante rampicanti (tra l'altro paesaggi bellissimi). Abbiamo tra i protagonisti, la Milizia, che impone, per l'appunto, la legge marziale, e condanna a morte i cittadini per ogni minimo crimine.


CONTRO


- Come nei pro abbiamo un attorone, nei contro abbiamo una modella di Bershka fuggita dallo studio fotografico e capitata per caso sul set di Revolution. TRACY SPIRIDAKOS. Credibile come una ciabatta a cui è stato dato il dono della parola (e che sicuramente reciterebbe meglio), penso sia una delle peggiori scelte che un direttore del casting possa aver mai preso. Non che sia uno schifo di attrice, ma in questo ruolo non ci azzecca una cippa. In più il personaggio è piatto, noioso e francamente mi ha già stufata. Per fortuna è affiancata da Miles che almeno dà un po' di brio alle sue scene.

- INFORMAZIONI. Ho l'impressione ci siano troppo poche informazioni. In tre episodi abbiamo saputo poco e niente del blackout. Io capisco che non si può rivelare tutto subito, ma porca miseria non può nemmeno essere solamente un nascondino tra zio/nipote e la Milizia.

-CAMBIAMENTI DI STILE. Se nel giro di tre episodi non ci hanno mostrato abbastanza, si sono invece preoccupati di cambiare stile a un personaggio. Charlie. Santarellina che non vuole uccidere nemmeno una mosca, diventa d'un tratto una serial killer professionista che a distanza di 300 metri riesce pure a colpire con una freccia infuocata il suo zaino pieno di esplosivi. Allora, il personaggio può crescere, ma le cose fatte a cazzo tienitele nella tua testa, cortesemente. 

Nel complesso mi piace (anche se la cosa più bella degli episodi sono forse i cliffhanger), ma proprio per la mancanza di informazioni non è che mi intrighi più di tanto. Voglio continuare a vederlo nella speranza che sia un buon prodotto a tutto tondo (prima o poi), sperando di non perdere solamente tempo (vedi THE WALKING DEAD).

martedì 2 ottobre 2012

Tesoro...ritornano gli anni 90!

Pubblicato da Karen Broz a 20:55 0 commenti
Oggi voglio parlarvi di un film. Sono sempre stata legata agli anni 90, anche quando sono finiti, ma ci sono alcune cose che ti fanno tornare indietro nel tempo un sacco. Questa è una di quelle.

Tesoro..mi si sono ristretti i ragazzi (e sarà per quello che non ci sono più in tv)

Diciamo che se ora il mio innamoramento è rapido, è dovuto anche a gentaccia come Thomas Wilson Brown ovvero Russell Junior, che con la sua stupidità epica e le sue figure di merda per impressionare Amy ha creato un senso d'amore nel mio cuore già a sei anni. Di personcine di questo tipo gli anni 90 ne sono colmi, poi il bello era che li vedevi una volta e poi scomparivano dalle scene (quasi tutti gli attori di questo film infatti non sono andati molto oltre). Ma era la cosa figa del tutto, li vedevi, ti innamoravi e poi non dovevi sorbirti le loro storie gossippose o i disastri che sono diventati crescendo (Macaualay, Lindsey, Olsen e compagnia bella).

Per non parlare poi del grandioso Szalinski (che solo il nome è una meraviglia da pronunciare). Io ho sempre voluto un padre così. Fuori di testa e innovativo. Geniaccio del male che però è dolcissimo quando ti deve cercare nel prato e prova a non calpestarti.

Rivedendolo ieri mi sono sentita di nuovo una bimbetta stupida che si esalta per le corse sulle formiche, per la crema del biscottone megagigante e per la respirazione bocca a bocca appresa (giustamente) a lezione di francese.
Poi ci sono i piccoli romance (Amy e Russ) che erano tanto frequenti all'epoca. Vedi i Goonies.
Splendidi gli anni 90, questi film ne racchiudono tutta la bellezza.

Ho deciso che da oggi mi (ri)faccio una cultura di cinema di quei tempi, commedie romantiche, adolescenziali, stupide, e chi più ne ha più ne metta. Ci serve un po' di quell'ingenuità e quello splendore.


sabato 29 settembre 2012

«Buongiorno!» «Vaffanculo»

Pubblicato da Karen Broz a 18:00 0 commenti
Bisogna trovare sempre un modo per ridere

Certo che se il buongiorno si vede dal mattino alcune persone hanno la vita costellata da giornate di merda.

Io in primis spesso non mi sveglio di ottimo umore (ma la laggior parte delle volte è solo trauma da abbandono del letto), ma io sono lunatica, il buonumore e il giramento di ovaie mi a e mi viene tipo dieci volte al giorno. Io non faccio testo.

C'è chi, invece, si alza, vede qualcosa che non va e boom, giornata di merda.
Era da un po' che volevo parlare di questo, perchè è un appello a tutti gli incazzati mattutini: NON PRENDETEVELA CON CHI VI STA INTORNO! È scorretto e ampiamente fastidioso. Sei a lezione per i fatti tuoi, ti imbatti del soggetto dai coglioni girati e tu, povero cristo, resti imprigionato nella sua scia di malumore, senza aver fatto nulla di male.
E se in più sei sfigato perchè sei paranoico, passerai del tempo (poco o tanto, è comunque troppo) a domandarti Maperchècel'haconme??? pensando che sia colpa tua, quando invece la colpa è del beota che non sa gestire i propri umori.

Ricordatevi che il malumore, così come il buonumore, è contagioso. Provate a insultare qualcuno, così a cazzo, e state certi che gli avrete rovinato la giornata. Poi lui/lei attaccherà qualcun'altro e così via. Non predico l'amore assoluto, parlo di educazione.

Quando siete nervosi per i vostri cazzo di motivi prendete provvedimenti. Io, personalmente, mi astengo dai rapporti sociali (il classico stopericazzimiei) ma come ho già detto sono affetta da lunatismo estremo, quindi il mio isolamento dura ben poco.

Ultimamente ho iniziato a mettere in pratica quello che mi diceva sempre mia nonna Seicosìbellaquandosorridi. Beh, si sa, ogniuaglioèbellamammasua ma le nonne lo pensano davvero.
Quindi ora quando sono incazzata mi piazzo davanti allo specchio e sorrido (c'è dietro anche un velo di vanità latente -maneanchetanto-). Se non ci riesco penso a qualcosa di divertente o faccio una faccia idiota, o riguardo i miei video, perchè siamo veramente belli quando ridiamo.

giovedì 27 settembre 2012

New Girl 2x01 Good Romance

Pubblicato da Karen Broz a 18:02 1 commenti
Dividerei il bagno con Nick molto più che volentieri

Finalmente eccolo che è ricominciato. L'anno scorso mi ha semplicemente sorpresa questo telefilm. Di mio *adoro* Zooey Deschanel, ma proprio da tempo immemore. Ha una bellezza tutta sua, un qualcosa di parigino che mi ha sempre affascinato (e che ho sempre invidiato). Quando Alice mi ha parlato di questa serie non avevo idea di che cosa fosse, ma mi sono bastati i primi dieci minuti e il famoso "Schimdt! Jar!" per perderci la testa.

Non si tratta di niente di trascendentale, è una commedia, è divertente, e probabilmente non passerà alla storia come invece hanno fatto Friends, How I met your mother e altri, ma ha un suo bel potenziale.
Peccato sì che la prima stagione verso la metà abbia perso un po' di verve, ma si è ripresa benissimo nel finale.

Finale, che, porca la miseria, mi ha lasciata lì desiderosa di loro. Di Jess e Nick. Allora, premetto che sono una shippatrice professionista per quanto riguarda gli show televisivi (e vorrei ben dire, quando le relazioni sono orchestrate a dovere non puoi non sperare nel meglio per i protagonisti), ma quando mi capitano tra le mani coppie come questi due, impazzisco veramente.

Impossibile non shipparli

Partiamo da Jess. Ripeto, la Deschanel quasi sempre interpreta personaggi che rispecchiano il suo carattere, il suo stile e il suo modo di fare, quindi anche in New Girl è una ragazza un po' svampita, persa nel suo mondo, apparentemente ingenua, ma solo perchè piena di buoni sentimenti verso gli altri.
Nick. Per innamorarmi di Nick mi è bastata un'occhiata. Non è il piacione di turno (e io sono famosa per amare le cause perse infatti), è piuttosto normale, cinico e pessimista, un uomo che ha abbandonato la facoltà di legge per lavorare in un bar.
Sono personaggi diametralmente opposti, e sarà per questo che c'è tutta questa carica tra di loro. Io li adoro, in ogni scena, in ogni episodio. O uno o l'altra sono sempre lì per sostenersi, aiutarsi e consolarsi.

In questo primo episodio della seconda stagione infatti è il turno di Jess di crollare, e Nick ne raccatta i pezzi. Li vedi che sono sempre lì lì per.. eppure..mai niente. Tutta questa attesa è lacerante. Sappiamo che prima o poi qualcosa succederà, ma da una parte spero che sia più poi che prima, proprio per il rapporto che hanno, tutta quest'amicizia così ambigua a volte è forse il bello di questi due personaggi.

La serie ha ripreso la freschezza della prima parte della precedente stagione, speriamo che la mantengano e che ci siano tanti piccoli colpi di scena.

Mi spiace non parlare di altri personaggi, ma sinceramente per quanto io ci provi, vedo risaltare solamente loro due.

Mi spieghi com'è che hai avuto tempo di raderti il petto ma non la faccia?

 Ok, Schmidt è qualcosa di magnifico, ma da quando è venuta allo scoperto la storia con Cece, boh, si è perso qualcosa. E anche lei, prima così austera, capello liscio modello Naomi Campbell, e ora troppo spesso in tuta e arruffata. Non ci hanno messo niente a cambiare lo stile del personaggio, e senza troppe spiegazioni.
Wilson invece è quello che mi piace definire ragazzo da parete. Pressapoco inutile e caratterialmente stropicciato. La trama andrebbe avanti anche senza di lui, a parte qualche piccolo scambio di battute con Nick e Schmidt, e io i personaggi così vuoti non li sopporto.

Nell'attesa di un Good Romance tra Nick e Jess, passo e chiudo.

I WILL GO DOWN WITH THIS SHIP

martedì 25 settembre 2012

Glee 4x01 + 4x02 Possiamo fare molto meglio

Pubblicato da Karen Broz a 17:34 2 commenti


Senza contare che Kate Hudson canta meglio della Gaga.

Eh sì, lo ammetto, sono spudoratamente di parte. Kate Hudson è l'unica cosa salvabile di questa nuova stagione di Glee (finora).
Ma andiamo con ordine.

Li avevamo lasciati mezzi sparpagliati tra Lima, Los Angeles e New York (almeno queste sono le mete più citate, poi c'è chi si è proprio levato di torno, purtroppo, tipo Santana). Io con tutta la felicità di questo mondo ho visto finire (spero) la relazione tra Rachel e Finn (che poi Finchel nun ze po' sentì), una relazione che per quanto mi riguarda non ha mai avuto un senso, nata così a cazzo e finita, pure.

Il Glee Club ora dovrebbe chiamarsi Nuove Distrazioni, perchè dei poveri cristi che amiamo tanto e che ancora non si sono diplomati, non ce ne parlano mai. Le loro storie sembrano essersi bloccate lì dov'erano finite. In questi due episodi (beh dai a parte il secondo che è pseudo incentrato su Brit) sono lì a fare da sfondo.
Abbiamo, dicevo,gente nuova a caso (i nomi non li so ancora e francamente non è che mi freghi molto), che finora non mi piace per niente, specialmente il fratellastro di Puck che mi sa troppo da rimestiamo la solita minestra che tanto alle giovincelle il bad boy piace sempre.
C'è la figlia della donna della mensa, che tra l'altro sembra aver rimpiazzato la Beaste, che sa di poco e sinceramente non dice nulla. C'è il grande (mah) ritorno del tizio che si veste da donna e ne va superfiero, insomma, un Kurt un po' meno nobile e più esibizionista. Poi chi manca? Non so, già me li sono dimenticati tutti.

A Los Angeles nobody knows what's going on. C'è un piccolo cameo di Puck nel secondo episodio ma dio solo sa che cosa stia facendo là via.

Ed arriviamo finalmente a New York. L'unica location in cui accadono cose un po' più sensate (ma neanche poi così tanto), o per lo meno interessanti. Abbiamo la favolosa Rachel che si scontra con la sua insegnante di danza, che, di nuovo, il nome chissene, per me sarà sempre Kate, una gelida stronza che la prende di mira chiamandola Schwimmer (altra cosa di cui mi è sfuggito il senso, ma sono certa ci sia, quindi se qualcuno mi potesse illuminare gliene sarei grata). Rachel che si sente il mondo addosso, come qualunque diciannovenne sperduta nella grandissima mela, un mini star di Lima che si ritrova ad essere un niente totale nel mondo vero. Anche qui, storia già sentita, ripassata e finita, ma concediamoglielo, visto che non sarebbe potuto essere rose e fiori per la nostra amata Berry. Sarebbe stato troppo semplice (e surreale).

Io, che aspettavo con ANSIA l'arrivo di Jesse a New York (e no, non chiedetemi cosa ci andrebbe a fare, perchè tanto i personaggi secondari vanno e vengono inspiegabilmente dalla prima stagione, così come nascono e finiscono gli amori nel giro di mezzo episodio e tu passi un'ora a chiederti cosa sia successo), me ne resto con il mio desiderio ancora inappagato, ma continuo imperterrita a sperare in un ritorno di St.Berry, l'unica coppia decente, vera e credibile di tutto lo show (e tra l'altro questa mia sensazione di ritorno è dovuta al comportamento di Jesse alle nazionali. Dai è un coglione, specialmente nella seconda stagione, ma è un figo e si amano).

Tornando a Kate Hudson, ripeto, penso che il suo rapporo con Rachel, nonostante già dopo due puntate inizi a diventare un po' ripetitivo, è forse l'unica cosa che tiene intelligentemente in piedi lo show, per ora. D'altro canto io sono una fan della Hudson da anni, e non potrei essere più di parte di così :)

Per concludere, questi due primi episodi non mi hanno entusiasmata, io mi aspetto da questa stagione qualcosa di più fresco rispetto alla precedente, che con tutto l'ambaradam scassapalle del matrimonio Finchel ha veramente reso tutto pesante e noioso. Speravo in una soluzione stile Skins, dove sarebbero cambiati quasi tutti i personaggi, invece hanno mantenuto metà lì e metà là, con aggiunte nuove, e si sono ritrovati con dei doppioni. Spero veramente che migliori con il tempo, e che migliorino anche le scelte musicali, perchè, sul serio, avevamo bisogno di un altro tributo a Britney Spears? Ormai le canzoni sembrano buttate dentro a forza nel senso della storia, piuttosto mettetene di meno ma con un senso logico.

Vi lascio con una delle scene più belle dei primi episodi, (a parte quella in cui Kurt e Rachel trovano casa. Invidia pura). Mi sono commossa perchè vivendo all'estero a volte mi sento come Rachel, fuori posto, sola. E uno dei miei sogni proibiti è proprio trovare un amico alle mie spalle, che si trasferisce nella mia stessa città, e non sentirmi più sola.

Sono di una dolcezza indescrivibile questi due.

Wah, come prima recensione sono stata molto cattiva, ma è colpa dell'aspettativa che avevo verso questa quarta stagione, stiamo a vedere come si evolve il tutto.




venerdì 21 settembre 2012

L'amore ai tempi dell'accettabilità sociale

Pubblicato da Karen Broz a 22:32 1 commenti


Quali sono i tempi per l'amore? Non parlo di Amore, ma di sentimenti, anche semplici. Quanto bisogna conoscere una persona per provare qualcosa nei suoi confronti? Quando è "socialmente" accettabile?
Sì, perchè dentro di te anche dopo due minuti puoi provare affetto, attrazione, passione, ma non puoi a fine serata lanciarti nella fossa dei leoni. Certo, potresti essere fortunato e trovare il felino mansueto che vuole coccole. Purtroppo invece, quasi sempre, si trova il feroce capobranco che per la tua stoltezza è pronto a staccarti la testa dal collo.

Ci dichiariamo troppo presto. Uomini. Donne. Facciamo tutti lo stesso errore. Che poi, errore non è. Perchè un "ti amo" dopo tre settimane che ci si conosce ci fa così paura? Perchè non si può credere che sia una cosa possibile? I grandi romanzi, i grandi film, ci hanno insegnato che l'Amore con la A maiuscola è qualcosa di raro, di costruito, non è un sassolino che si trova per le strade. Ci hanno educati a usare con moltissima cura la parola amore, ma alcuni hanno cominciato ad averne paura. Esistono persone che stanno con la ragazza per due anni, e non le hanno mai detto tiamo, perchè è una parola grossa, dicono. Ma seriamente mi stai dicendo che dopo due anni non sei innamorato di quella persona? Cosa ci fate insieme, allora?

Non dico che l'Amore sia a prima vista, è troppo semplice, ma sì che può cominciare a sbocciare un interesse particolare già dopo il primo sguardo. E perchè averne paura? I movimenti del cuore non hanno una traccia fissa, non c'è un tempo per provare sentimenti ed emozioni. Arrivano quando arrivano. Siamo adulti, e la vita non sta certo lì ad aspettarci. Viviamoci il più possibile. Che cosa aspettiamo?

Perchè perdere giorni, settimane, mesi perchè ci sentiamo in dovere di conoscerci di più? Il tempo gioca contro di noi, dobbiamo batterlo in contropiede. Mentre aspettiamo quell'indefinito lasso di tempo per farci avanti, il nostro bello si è trovato un'altra. Magari più sveglia, più intraprendente, che non ha atteso stupide settimane per dimostrargli il suo affetto per lui. Ed è questa la cosa più spaventosa, la paura di non valere l'attesa.

Personalmente il mio volere tutto subito è dettato proprio da questo timore. E se quando io sarò pronta non ci sarà? Sì, forse il mio innamoramento facile è amore di bamibini, di quelli che nascono e finiscono nel giro di una ricreazione. Ma ogni sentimento è reale, e come tale fa soffrire quando è inappagato.

Non sono certo l'esempio da prendere in considerazione quando si parla di fortuna in amore, ma mi sento di consigliare a tutti di muovere almeno un piccolo passo per prendere quello che si vuole, quando lo si vuole. Se vi sentite rispondere ma ci conosciamo appena, ricordategli che non gli state chiedendo di sposarvi, ma di frequentarvi, di stare insieme, il cui scopo primo, è appunto, il conoscersi.

Lasciamoci alle spalle i grandi paroloni e gli impegni per la vita, non è quello che chiediamo. Vogliamo essere presi sul serio anche noi, che abbiamo cuori frenetici che non ci fanno respirare.

lunedì 10 settembre 2012

Aspettare l'ultimo momento

Pubblicato da Karen Broz a 00:12 1 commenti

Ecco un'altra dimostrazione del mio essere poco normale.
Di solito, le persone, quando devono fare qualcosa all'ultimo minuto vanno nel panico più totale. L'enorme pressione a cui sono sottoposti (anzi, a cui spesso si sono sottoposti da soli) li fa quasi impazzire. O almeno questo è quello che vedo sempre intorno a me. Sono circondata da persone che non sono propriamente organizzate, eppure tentano in ogni modo di fare tutto secondo i tempi, perchè quando raggiungono il limite massimo danno di matto e si convincono di non riuscire a fare nulla, perchè ormai il tempo è scaduto.

Io non sono per niente così. Non so, sarà che sotto pressione dò il meglio di me (come ampiamente dimostrato in salone, quando con la prof che mi sta con il fiato sul collo e io il suo lo vorrei rompere a metà, riesco in tutto, bene e con più anticipo del solito), ma quando mi trovo con delle scadenze mi viene naturale aspettare l'ultimo momento.

È una cosa di cui mi sono resa conto ultimamente, per essere precisi proprio in questi giorni. Insomma, domani inizio gli esami, e sono quelli di fine corso, sono importanti e anche se avrò un sacco di altre opportunità per recuperarli non intendo fallire. Durante le vacanze non ho studiato nulla, perchè sono un genio e mi sono dimenticata gli appunti qui a Valencia (-.-), poi sono tornata e ho avuto a disposizione dieci giorni per prepararmi a dovere, e invece? Mi ci sono messa dietro seriamente solo da tre ore.

Io non so se il brivido del pericolo mi faccia sprizzare endorfine e quindi mi dia le capacità per fare tutto all'ultimo, fatto sta che è quello che ho fatto, e la cosa particolare è che l'ho fatto inconsciamente di mia volontà.

È da giorni che mi preoccupo per questi esami, che non mi sono preparata a dovere, che probabilmente non li passerò, e oggi, dopo aver montato le mensole nuove in camera (e con successo) mi sono messa tranquillamente alla scrivania a studiare, come se l'esame di domani non fosse per nulla importante. Ma la cosa bella è che dopo tre ore di studio, mi sento pronta. C'è da puntualizzare che non sono certamente esami universitari, per esami "veri" non mi preparerei certo così tardi.

Ho sviluppato questa strana capacità di adattamento. Ho aspettato l'ultimo minuto (e questo è proprio il caso di dirlo) per cominciare a preparami, e ora, tutta quell'ansia che ho avuto fino a ieri è sparita. Probabilmente non andrà bene come vorrei, o forse invece sì. Devo dire però che questo strano modo di pensare che sto provando da qualche tempo è liberatorio.
Ho passato gli anni del liceo preoccupandomi di ogni materia (a parte matematica), di riuscire a fare tutto, di avere dei bei voti, ed ero sempre, costantemente in ansia. Ma anche allora, nonostante organizzassi tutto alla perfezione, arrivavo sempre la sera prima a dover preparare qualche interrogazione, ma di certo non vivevo la cosa come ora.

Ora, ogni ansia sparisce. Puff. Forse ho trovato il modo per stare tranquilla, forse tutte quelle preoccupazioni erano infondate, non lo so. So solamente che è liberatorio e gratificante saper di poter fare tutto, in fretta ma senza fretta.

giovedì 6 settembre 2012

Il pre-autunno dice basta al cazzeggio. Più o meno

Pubblicato da Karen Broz a 18:39 0 commenti
Mancano solamente 109 giorni a Natale. No, non sto scherzando. Ho davvero iniziato il countdown. Non posso farci niente, è più forte di me.
Quando finiscono le vacanze estive entro già nel Mood (che per me è riferibile solo al Natale). Sì, mi ritengo una di quelle psicopatiche fanatiche delle feste comandate (e non), quasi al pari di quelle pazzoidi amanti dei gatti, solo che invece che collezionare felini di vetro di Murano, mi circondo di oggettistica varia (bianca,rossa,verde) che ricordi, anche in maniera vaga, il Natale.

Ma avrò ancora tre mesi per esternare il mio profondo amore per questo periodo dell'anno, torno quindi al presente. Il periodo pre-autunnale è il mio secondo preferito dell'anno. Per me significa bastacazzeggio, rinnovamento, buoni proposititi e nuove attività. Sarà che non ho ancora superato il trauma del calendario scolastico, ma non riesco ad abituarmi a quello solare. Mentre tutti, il 31 dicembre si scambiano gli auguri per un nuovo anno e compilano liste di cose che non faranno mai, io passo la serata ubriacandomi, sapendo che i miei piani non li ho nemmeno cominciati (a quattro mesi di distanza).

Sì, perchè il mio inizio anno coincide con l'inizio delle scuole (sarà vero che dovrei fare l'insegnante), in settembre. Le previsioni fresche d'autunno mi danno una svegliata colossale dopo i calori torridi dell'estate, e la mia mente reagisce mostrandosi volenterosa di partecipare al mio restauro (annuale) personale.

È in questo che sono impegnata in questi giorni. Sono sommersa di cose da studiare visto che la prossima settimana ho gli ultimi esami, eppure passo il tempo a organizzare il tempo. Sono una procrastinatrice nata, ma non per colpa dell'ozio, bensì della mia fissa per l'organizzazione e per l'ordine.

I miei appunti, ad esempio. Passo più tempo a copiarli e organizzarli alla perfezione, piuttosto che a studiarli. È anche vero che a forza di riguardarli per metterli a posto le cose rimangono in testa (e io al liceo studiavo praticamente così), ma la cosa inizia a preoccuparmi.

Sono una maniaca del controllo, e finchè riguarda me non me ne faccio un problema. Ma cosa farò quando avrò una famiglia? Impazzirò.

Disturbi ossessivi a parte, oggi mi sono amabilmente presa una pausa perfino dall'organizzazione del tempo. Oggi ho dato il benvenuto a un caro amico, il Cazzeggio. Mi sono fatta una treccia.

giovedì 9 agosto 2012

Meritate ferie. Si torna a casa

Pubblicato da Karen Broz a 11:01 0 commenti


Scorta di ebook per le vacanze in corso!
Come non avessi già "Lo scontro dei re" da finire, mi sono comunque equipaggiata molto bene, rimpolpando la mia cartella di Dropbox con le letture più svariate.

E partiamo con...

Tempesta di spade -e si che volevo fare una pausa dalle cronache-
Il castello errante di Howl -che ho già inziato, e certo non posso lasciare a metà-
Il castello in aria -perchè ho bisogno di tutta la trilogia di Howl (anche se il terzo non ce l'ho.sigh)-
Cinquanta sfumature di nero -se ne ho il coraggio-
Cinquanta sfumature di rosso -giusto per mettere fine al dolore-
La meccanica del cuore -perchè leggerlo in spagnolo non è abbastanza-
Le memorie di una geisha -evviva le letture leggere dell'estate!-
Le nebbie di Avalon -idem come sopra-

Nel mentre ne sto cercando altri, che però fatico a trovare, quindi chissà cosa leggeró questo mese. Alla fine mi impaccherò come ogni volta che torno a casa e non leggeró nulla, ma cerchiamo di essere positivi.

La valigia è pronta, il cellulare in carica, la fotocamera è imballata. Ho tutto. Posso farmi una doccia e poi inviarmi verso l'aeroporto.
Non so quanto scriverò questo mese, ma ho i progetti belli chiari e definiti per settembre, quando inizierà qualcosa di nuovo :)

Buone vacanze gente!!

venerdì 3 agosto 2012

#3 Coinquilina che va, pace che trovi

Pubblicato da Karen Broz a 20:50 2 commenti
Ormai sono tre settimane buone che siamo rimaste (temporaneamente) in due in casa. In fondo è un piacere ritrovato. È come vivere da sola. Tra orari che non combaciano e continue presenze fantasma edo la mia coinquilina rimasta tipo ogni tre giorni. E in verità non mi dispiace. Non siamo spiriti affini, non ci capiamo.

C'è sempre pace e tranquillità (cosa a cui anelo da un po') e mi sento libera di fare la beneamata mazza che mi pare senza dover rendere conto a nessuno.
In più il mio padrone di casa, che forse a causa del suo imminente matrimonio che lo rende più buono, ha accettato gentilmente di abbassarci l'affitto (di poco, ma è già qualcosa).
Poi io passo il mio tempo libero (ovvero quello che mi resta tra i video idioti, i film, i telefilm e i libri) a spulciare appartamenti su internet. Io sì, che non ho una vera e propria integrità morale come Miss Steel, accetteri volentieri un bel loft da Mr Grey (se non fosse per le sue condizioni strane).

Una bella casa tutta per me, senza piatti altrui da lavare, senza pulizie da fare a turno, senza dover comprare meno verdura perchè il ripiano del frigo è troppo piccolo, senza sentirsi defraudati del diritto di organizzare tutto al meglio perchè gli altri hanno un diverso concetto di ordine.

Poter smettere di immagazzinare tutte le mie cose in camera perchè gli altri non le usino (e di conseguenza le rovinino); poter smettere di nascondere quelle manie di controllo che mi fanno esasperare ogni santo giorno in cui vedo quei sacchetti della spazzatura senza i manici abbandonati per il loro peso in un angolo della cucina, troppo piccola perfino per un bidone.

Poter ordinare le spezie in ordine di colore, o di frequenza di utilizzo. Non dover scrivere il nome sui cartoni del latte. Stendermi sul divano a mangiare un takeaway cinese senza sentirmi un maiale all'ingrasso quando mi guardano giudiziosamente. Passare giornate in casa a guardare film senza sentirmi dire Manonescimai?

Sono mentalmente instabile, ho le mie manie e i miei rituali, sogno solamente un posto amichevole dove vivere senza stress altrui. A ogni ragazza è concesso di sognare.

martedì 31 luglio 2012

50 sfumature di potevi scrivere una pagina e mezza invece che menarla con tre libri

Pubblicato da Karen Broz a 21:38 2 commenti


Per chi non avesse ancora letto "50 sfumature di grigio", potete leggere la mia versione, e risparmiare tempo e soldi.


Sto per laurearmi, ormai manca davvero poco. Un paio di esami la settimana prossima e potrò finalmente trasferirmi a Seattle, dove potrò concentrarmi interamente sulla mia carriera come esperta di nonsocosafaredellamiavita. Dovrei passare le mie giornate a studiare, perchè è questo che facciamo noi ragazze disagiate e socialmete inabili, ci aggrappiamo ai romanzi inglesi ottocenteschi dove la purezza femminile è elevata all'ultima potenza e ogni rossore facciale fa scalpitare gli uomini. Io è così che voglio la mia vita: al fianco di un cavaliere un po' bianco e un po' nero, ma sì, diciamo grigio, di quelli che sono un po' sfacciati, ma non troppo, e che ti amano follemente solo nelle ultime pagine del racconto. 
 Ecco cosa dovrei fare e invece sono in macchina diretta a Seattle per fare una cavolo di intervista a un bigotto milionario perchè la mia stupida coinquilina Kate mi delega il suo lavoro (che non so di certo fare) all'ultimo momento. E io che avevo solo voglia di ripetermi a memoria i romanzi di Hardy.
 Eccomi fuori dall'ufficio. Wow, sembra un negozio di Barbie. Potrei passare delle ore a descrivere ogni tonalità di biondo che possiedono queste ragazze. Poi sono tute così cool, mica come me, che sì ho un corpo da urlo e sono bellissima, ma mi vesto così da stracciona che sicuramente noteranno che la mia camicia stirata (perchè noi ragazze senza vita sociale stiriamo anche i calzini) ha qualche grinza qua e là.. Oddio che imbarazzo. Spero solo di riuscire a mettere un piede davanti all'altro e sedermi in quell'ufficio come un normale cristiano.
«Miss Steel, da questa parte» Ok, ci sono. Vado.
BADABUM!! 'Ma che figura di merda!' Sicuro che penserà 'Questa è ritardata'. Sono impedita come una capra, in ogni cosa che faccio.
 Iniziamo l'intervista. O cazzo, io non so nulla di questo tizio. Chi è? Che compagnia è questa? Cosa produce? Aiuto. Meglio leggere le domande scritte da Kate.
«Mr Grey, lei è gay?» Oh Cristo. Che espressione. Così furiosa. Ah no, ora sorride, ma mi fissa in modo accigliato. Oh perchè lo fa?
«Miss Steel non si morda il labbro. Non è professionale»
Il labbro? Ma..aiuto. Non sapevo di mordermi il labbro, non ho tutto questo controllo sul mio corpo. Ma, ora che ci penso, lo faccio sempre, speriamo non gli dia fastidio. «Può gentilmente rispondere alla domanda?»
«È sempre così impaziente, miss Steel?»
'EH?'
«No, non sono gay»
«È sposato?»
«No, non sono un tipo da ragazze»
«Ah, e che problemi ha?»
«Non ho problemi, solo vizi. Spero che quest'informazione possa rimanere tra noi, miss Steel»
«Beh, è registrato»
«Mmm, e non c'è niente che possiamo fare per far sparire il nastro?»
Oddio, si alza. Ma cosa vuole? Ahhh aiuto! Perchè si siede accanto a me? Ma cosa significa? Perchè mi mette una mano sulla coscia?
«Miss Steel, sono un uomo con delle necessità. Ho bisogno di cose che per molti sono strane, ma per me sono linfa vitale, perchè mi eccitano e per me il sesso è la cosa più importante che esista, insieme al cibo. E ora che la vedo qui, ho tanta voglia di farla entrare nel mio mondo. Le va?»
Sesso? Cos'è? Non c'era nel sussidiario estivo di suor Carmela. Poi, mi ricordo una parola che deve c'entrare qualcosa, e la dico. «Vergine»
«Cosa??? Ma porca puttana, stronza di una ventunenne idiota! Io ti sto offrendo il mio mondo e tu non sai nemmeno cosa sia il sesso? Ma sei stupida?? Ti voglio. Qui e ora. Vieni che ti defloro. Alla vaniglia però»
«Ah? Sì ok andiamo»
 Wow, non ho parole. Tutto questo muoversi e contorcersi, mi sfiora giusto «Sì ti prego»
«Vieni per me piccola»
Ed ecco che sprizzo luccichii ovunque cadendo a precipizio nel piacere lussureggiante e proibito dell'orgasmo. «Ancora per piacere» gli chiedo, come anelassi a un piatto di crauti appena cotti.
«Prima devi firmare il contratto. E prendere questo Mac last generation, e l'Audi e tutto quello che ho voglia di regalarti, senza rompere le palle. Tutto, in cambio di totale sottomissione, di sesso e di pratiche sado che prevedono che io ti picchi e ti frusti, ma non ti faranno male perchè il dolore è solo nella tua testa. Poi devi mangiare ogni volta che ti dico di farlo, e finire tutto quello che hai nel piatto, che ci sono bambini che muoiono di fame. Accetti?»
«Tutto quello che vuoi». Allungo una mano, sfiorandogli quei peli del petto che sono così sexy che mi ci farei un rifugio per il letargo. 
«Ma che cazzo fai?!» mi spinge via prepotentemente, arrabbiatissimo, si passa la mano tra i capelli e gira la testa di lato. È proprio fico. «Non mi toccare. Mi fa schifo»
 Mi mordo il labbro e i suoi occhi rosso fuoco si spengono, sorride e brutalmente, nella maniera più dolce che io conosca, mi sculaccia alzando gli occhi al cielo.
Il suo autista /tuttofare che credo si chiami Taylor esce da un armadio (ma da quanto era lì? Oddio che pervertito) e ci apre una porta rossa «Prego» dice.
 All'interno la stanza è rossa, piena di utensili da tortura, quindi data la mia alta istruzione letteraria e la mia fantasia, la chiamerò "la stanza rossa delle torture", perchè non mi piace sottolineare l'ovvio.
«Fammi quello che vuoi, vediamo quanto resisto. Ma sono sicura che andrà tutto alla grande perchè.. perchè sì, il dolore è solo paura che è nella mia testa, e tu hai sempre ragione, e io farei di tutto per te, purchè tu mi dia di più»
«Certo che ti darò di più, non l'ho mai dato a nessuno, oh Anastasia cosa mi stai facendo?» Oddio, credo che mi ami. Fico!
 Mi lega al divano e prende una cinghia «Ora, conta!». Inizia a  frustarmi pesantemente con la cinghia di cuoio e io grido, conto, piango, mi dimeno. Quando finisce mi si avvicina.
«Non toccarmi! Sei un malato! Io credevo ti piacesse il sado, non ridurmi così, picchiarmi e trattarmi come schiava. Chi ti ha reso così folle? Ti hanno molestato da piccolo? Non guardarmi, mi fai schifo, io ti amo e tu mi picchi? Non doveva essere così. Dovevi iniziarmi al tuo mondo perverso, non frustarmi il culo a sangue! Hai detto che mi avresti dato di più ma tu non sai amare, sei un deviato!»
 Me ne vado, lasciandolo triste e interdetto (e probabilmente eccitato). Arrivo a casa e piango, come sempre. E maledico Kate, che me lo ha fatto incontrare. Tutto quello che è successo, tutto quanto è colpa sua. Stronza.

domenica 29 luglio 2012

Shaun of the... organized

Pubblicato da Karen Broz a 16:21 0 commenti





Una piccola riflessione riguardo agli zombie. Ho appena (ri)visto "Shaun of the dead", e oltre al fatto che lo trovo davvero un bel film (ed è una gran cosa per me, dal momento che il filone zombie lo reggo a malapena), mi sono resa conto che è un film che fa davvero pensare.
Al di là dell'ironia, che in fondo altro non è che un film parodistico quindi deve farci ridere, ha proprio uno sviluppo della trama che mi ha fatto sorgere qualche dubbio esistenziale (no non è vero).

Voglio dire, ormai da qualche anno (negli ultimi due soprattutto) non si fa altro che parlare dell'apocalisse zombie, spesso poi posta in relazione con la presunta fine del mondo predetta dai Maya (ma vabbè), e viene sempre raffigurata come una vera e propria Apocalisse, con la A maiuscola, dove moriremo tutti, salvo qualche paraculato che non si sa bene come riesce a salvarsi. Ora non voglio disquisire riguardo le varie storie che questo genere offre, perchè spesso e volentieri mi irritano a tal punto che mi servirebbe un post intero per spiegarmi e finirei con il perdere il punto della situazione.

La mia domanda, che come dicevo mi ha ispirato il film, è "Ma un attacco zombie, sarebbe veramente così inaspettato e irreprimibile come ci aspettiamo?". Mi spiego, si parla da anni di questa possibilità, proprio perchè pensandoci bene, se si è riusciti a creare in laboratorio il virus dell'AIDS credo che per i nostri scienziati non ci siano limiti. Quindi partendo dal presupposto che la diffusione di tale virus sia possibile, e che per reprimerlo sia sufficiente sterminare gli infetti, davvero non saremo in grado di farlo?

Insomma, gli eserciti servono a qualcosa, (proprio come dimostra il film), milioni di soldati che scendono dai carri armati (o quello che è) per fare piazza pulita di infetti. Siamo una civiltà abbastanza evoluta da saperci organizzare.
Poi chiaramente ci sono le teorie di cospirazione e allora lì c'è poco da fare, se il governo crea e diffonde un virus che dimezzerà la popolazione e una volta raggiunto l'obiettivo ci sommergerà di gas contenenti l'antidoto. Ma questa è un'altra storia.

Io non sono esperta nè di scienza nè di nulla che abbia a che fare con ciò che potrebbe provocare quest'epidemia, io mi baso semplicemente su ciò che la cultura popolare crede e ci fa credere. Voi credete davvero che sarebbe una svolta così radicale, una situazione tanto estrema da non avere sopravvissuti?

venerdì 27 luglio 2012

Maleducazione da bar #1: Gli indignati

Pubblicato da Karen Broz a 22:22 0 commenti

«Una pepsi zero»
«Ho solo la light, va bene?»
«No che non va bene. Non è zero»
«Non sono uguali?»
«Cosa? NO!! Guarda lascia perdere, dammi una tonica»

I discorsi imbarazzanti della gente al bar. Allora, premetto che io sono di quelli che «Una coca» «Ho la pepsi fa lo stesso?» «Ho i soldi del Monopoli fa lo stesso?», perchè coca e pepsi non sono la stessa cosa, e tutti lo sappiamo. Però, se già vuoi la pepsi (e cosa ti avrà fatto mai il mondo per fartela preferire non lo so) e la vuoi zero, ma c'è solo light, perchè ti devi incazzare? Io sono ignorante ma la differenza tra light e zero non la capico. So che la coca light è un abominio di sapori, mentre la zero è passabile. Ma a livello di "leggerezza", mi prendi per il culo?? Zero zuccheri, zero grassi, sono comunque rimpiazzati dalle mille puttanate che ti vendono.

Io che sono una coca-cola addicted in fase di riabilitazione, so perfettamente quanto queste bibite facciano male, ma almeno non mi spaccio per la salutista fetente che senonèlightnonlavoglio. Sono bibite chimiche. Vuoi zero zuccheri, o meglio zero calorie? Bevi acqua.
Perchè sei semplicemente la facciata di una stronza che a casa sua sì che se la beve la coca original, quella piena di cose cattive che ingrassano, ma che in pubblico si indigna con chi le offre qualcosa con tutti quegli zuccheri, perchè tu sei splendida e devi mantenere la linea.
Fuori sarai snella, slanciata e stupenda, ma è dentro che sei grassa, ingorda, rimpilzata di quelle bugie che ti racconti per sentirti meglio dopo esserti bevuta una diet coke.
Io preferisco essere cicciotta e godermi una vera coca come si deve piuttosto che lagnarmi con gli altri di che ioquellarobanonlabevochefaingrassare.

Chiariamoci, ti piace la light o la zero? Buon per te, io me ne frego, ma quando la gente si stizzisce e diventa zidiosa coinvolgendo l'intero bar nella questione, è perchè sta mantenendo una facciata. Senza essere scortese (oltretutto), declina l'offerta e prendi qualcos'altro. Stronza maleducata.

giovedì 26 luglio 2012

Giochi crudeli che ci mantengono vivi

Pubblicato da Karen Broz a 21:24 2 commenti

Mi irriti così tanto che non so da dove cominciare a spiegartelo. Mi chiami cariño ogni volta che mi vedi, sono baci e abbracci come fossimo amici. Poi mi lasci lì, a penzolare come un'idiota dalle tue labbra. E chi si è visto si è visto.
È come se ti prendessi gioco di me giorno dopo giorno. Non capisco cosa ti passa in quella testa del cavolo su cui ti arruffi i capelli pieni di gel. Mi piacerebbe tanto che tu avessi un piccolo schermo sulla fronte, dove possano apparire i tuoi pensieri quando mi venga voglia di capirti.

Mi piace il mistero, ma quando mi confonde tanto da non farmi distinguere la realtà dall'illusione diventa un pericolo. Almeno per me.

Tu ti diverti. Tu nel cuore non hai il mio stesso sangue, che ribolle di emozioni al vederti. Tu non senti i fischi edl vuoto nella testa quando mi parli. Non diventi stupido e balbuziente. Tu sei sempre tu. In quell'armatura solida fatta di sorrisi che non si lascia sferzare dai miei tentativi di comprensione. È così che resti. Sorridente. Sempre. E Dio solo sa se mi sorridi per tua volontà, se sorridi a me, o se dilati le labbra per abitudine, per cortesia.

Non lo capirò mai, e la verità è che in fondo non lo voglio sapere. So che il giorno che avrò la conferma dei miei peggiori sospetti, tutta la magia casta che c'è tra noi sparirà, perchè io avrò sbattuto la faccia contro la realtà, contro di te, che mi dai le spalle per abbracciare lei, che so che esiste, che l'ho sempre saputo.

Per questo mi lagno scrivendo invece che parlandoti, perchè è più facile, e tiene il mio cuore al sicuro. 
Non ti voglio, non più ormai. È una questione di giochi e voglio continuare a giocare con te. E questa parte, quella in cui sono incazzata, delusa e mortificata per fare sempre la figura dell'idiota con te, fa parte del gioco. Mi fa sentire viva, perchè provo emozioni. Emozioni che, ormai, mi fanno provare solo i film e i libri. Per questo mi piace continuare così. Per vivere.
In modo strano e stupido sei parte della mia vita, e molto probabilmente nemmeno lo sai, e ridi di me.

Batman in pillole (inutili) -no spoiler-

Pubblicato da Karen Broz a 18:49 0 commenti

Domenica da coma (quella appena passata) recuperando le energie dopo un megacompleanno e sparandomi una pseudomaratona di Batman. Il piano era appunto vedere Begins, rivedere l'Oscuro e poi di filata al cinema per gustarmi l'ultimo capolavoro di Nolan. Ma la pigrizia, la fiacchezza e soprattutto il portafoglio tutt'altro che collaborativo me lo hanno impedito. Ho rimandato quindi il tutto a ieri, mercoledì, per approfittare della giornata dello spettatore, pagare meno e potermi comunque permettere di vederlo in HD. E non avrei potuto fare scelta migliore.

Non posso spoilerare nulla ovviamente perchè so che in Italia non uscirà fino a fine agosto, e so cosa si prova, visto che ho passato questi sei giorni evitando spoiler. Ma il fatto che sia qualcosa di magnifico lo sanno tutti, e tutti ce lo aspettavamo.

Posso quindi elogiare Nolan e il suo gusto per i cattivi; elogio la Hathaway (o come cavolo si scrive) perchè è sempre la donna con i controcazzi; mi accanisco con la Cotillard, che la odio dal profondo da quando ho visto "Jeux d'enfants", la prenderei a schiaffi (stessi sentimenti per Keira Knightley); Gordon-Levitt è figo come sempre (ancora me lo ricordo con i capelli lunghi in "Una famiglia del terzo tipo", già lo amavo); Oldman non ha bisogno di parole a prescindere, potrebbe interpretare un vegetale con i sentimenti.
Rendo onore a Bane, il doppiaggio spagnolo è qualcosa di orgasmico, ha una voce profondissima che entra nella pelle (altro che Batman).
Rimanendo in tema di cazzate varie per evitare spoiler, non posso non dire che Christian Bale sia la perfezione fatta uomo (per ora almeno). Mi piaceva anche nei panni dello psicopatico Bates (ma interpreta sempre personaggi con cognomi o pseudonimi simili al suo?), ma come Batman è troppo figo. Anche quando cazzeggia e fa flessioni. Boh. Io non sono certo una fan dei muscoli, ma Bale è troppa roba.

Come sempre ho le mie domande del cazzo che puntualmente non riguardano la trama, ma i retroscena apparentemente stupidi. Mi immagino i momenti più ridicoli delle scene. 

La preparazione di Batman
Il Batman di Nolan ha anche il contorno occhi tutto nero, quindi mi vedo Wayne che si trucca di nero le palpebre e le occhiaie, magari con un po' di mascara per rendere il look più dramatic, e poi si infila la maschera (tra l'altro superaderente. Ma non aveva caldo??).
Poi ovviamente c'è il dopo-scontro, dove nel suo Bat-camerino, con i dischetti di cotone lo struccante per gli occhi si toglie premurosamente il trucco (con ogni tanto qualche arrossamento oculare, che a tutte noi succede), si passa la crema rinfrescante sul viso e via! per una nuova serata mondana.

Ok, se fosse stato possibile rendere Batman più gay di quello che già i pettegolezzi hanno reso, penso di esserci riuscita con queste immagini sconcertanti di Bruce in vestaglia, ma d'altronde per essere sempre così perfetto in ogni occasione qualcosa dovrà pur fare. Secondo me è metrosessuale, perchè gay non lo è, se le zumba tutte).
Ecco, spero che quando andrete a vedere questo film, vi vengano in mente queste imagini che così premurosamente ho pensato di far uscire dalla mia testa per descriverle a voi. E no, non me ne pento.

Ammazza quanto sei figo

Ah, a parte la metrosessualità, la bocca di Bale è un altro punto a favore del film, con tutto quel nero indecifrabile, noi signorine (e anche alcuni signorini) ci concentriamo sulla carne che si vede. Il resto è plastica.

50 sfumature di stronzate a ripetizione

Pubblicato da Karen Broz a 00:34 1 commenti

In questi due giorni mi sono letta il primo volume della "trilogia" (mi suona come una bestemmia) delle Sfumature. È una mia opinione del libro, certo non priva di spoiler, se così li vogliamo chiamare, ma non me ne preoccuperei, la storia è talmente banale (e pubblicizzata) che non credo di rivelare niente di non immaginabile.


Ok, non è ancora finito e già si è capito tutto. È una formula semplice: Mrs Jones, qui, non si è sforzata molto. Ha preso l'onda energetica creata da Twilight e ci ha aggiunto il sesso. È una sorta di miscuglio maligno tra la Meyer e Melissa P. Ecco cos'è "Cinquanta sfumature di grigio": una storiella alquanto ridicola in cui si fa incessantemente sesso.
Credo che la cosa più "spinta" che mi sia capitata tra le mani sia stato "Il diario di Bridget Jones"(e mi sa che si è ispirata anche a questo, vista la quantità di email pallose che ci tocca leggere) e infatti non sono una fan del genere erotico (se così si può chiamare questo libro), e non lo sono soprattutto perchè, almeno in questo caso, le scene di sesso sono oltremodo ridicole. La gente nella vita reale non parla così. Vienipermepiccola non si può sentire, e Mr Grey non fa che ripeterlo. Ok, è un romanzo e non deve essere per forza realistico, è questo il bello della letteratura, ma io mi aspetto un po' di realismo almeno a livello di dialoghi, visto che in quanto a contenuti non ci siamo proprio.
Ripeto, è il mio primo romanzo di questo tipo che leggo, quindi non so fare paragoni, ma man mano che scorrono le pagine, sono più frequenti i momenti in cui mi sganascio dalle risate che quelli in cui provo qualche brivido.

La colpa, però, non è solamente della scrittura (che ok, a volte si salva con delle espressioni che sinceramente mi piacciono, come esplodoinmillescheggie, ma anche a me ogni tanto vengono fuori delle immagini epiche quando scrivo, ma non fa di me una scrittrice; e in ogni caso la gente da addosso alla Meyer ed erige un piedistallo alla James, mah), è proprio la caratterizzazione dei personaggi che non funziona.

Anastasia è quanto di più banale ci possa essere al mondo, fittizia all'inverosimile e altamente boriosa. Ha un livello di impeditezza che supera addirittura il mio, che non so camminare senza inciamparmi nei miei piedi. È vergine a 21 anni, il che non sarebbe un problema se non fosse che passa pagine a spiattellare a destra e a manca che non è mai stata attratta da nessun uomo/ragazzo. Ma per favore, io non so come siano messi a Vancouver in quanto a figaggine varia, ma non possono stare così male. Non ci credo che non abbia  mai visto un bel maschio e non abbia pensato quantomelofarei. Non è naturale.
La protagonista è un po' la Rory Gilmore della situazione: appassionata di letteratura, studentessa modello, non interessata agli uomini..fino a che non arriva il figo che glielo pianta e si trasforma in un'affamata insaziabile e "impaziente come sempre".

Mr Grey (ottimo direi) appare inizialmente come un figo miliardario che non vuole alcun legame sentimentale, ma tutta quest'austerità svanisce già dalla loro "prima notte insieme" in cui, lei in coma etilico e lui galantuommo d'altri tempi, dormono e basta, nonostante lui giuri e spergiuri di non dormire mai con nessuno (eppure con Miss Steel ci dorme sempre).

Ci si aggiunge poi l'idiozia della Vergine Smarrita che, nonostante la sua amica Kate (che ATTENZIONE ATTENZIONE giustamente sta con il fratello di Grey e che apparentemente non ha manie sadiche come Mr Miliardo, ma anche lì, staremo a vedere) le ripeta incessantemente quanto lui sia cotto di lei, non ci crede e si fa seghe mentali infinite giorno e notte senza risolvere nulla.

Oltretutto mi sconcerta la sua pazienza con Mr Grey, visto che non è altro che un lunatico e maniaco (anche del controllo) che sorride e si incazza nel giro di un respiro. Poi quando l'accusano di stare con lui solo per i soldi lei si offende. Mavaiacagare. Io un tipo così lo appenderei a un albero. È un Norman Bates munito di cinghie e frustini invece che di asce.

Altro punto a sfavore è il contuo lagnarsi di Anastasia. Qui, di nuovo, sembra Rory. A Vancouver vive a casa di Kate a cui paga un affitto ridicolo. Dopo la laurea vanno a Seattle nell'appartamento che i genitori di Kate hanno regalato alla figlia (un modesto openspace, vecchio magazzino riabilitato, mattoni a vista e parquet. 'Na cazzata insomma). Mr Grey le regala un Macbook pro che quasi non è ancora in commercio (e lei lo chiama macchina infernale), le regala prime edizioni di Hardy da 14000 dollari l'una, un blackberry, un volo in prima classe per andare a trovare sua madre e un'Audi come regalo di laurea. E lei è capace di piagnucolare e lagnarsi, che si sente una puttana. Ma amore della Vergine, non lo saresti se aveste una relazione come ogni cristiano e i suoi fossero solamente regali per vederti felice, ma il vostro è un accordo (e prendersi cura di te fa parte del contratto).

Questa è una lezione che noi donne non impareremo mai. Non possiamo prenderli e cambiarli. Lei vuole l'amore e lui un contratto firmato di nessuna validità legale (ma va??? Bisognava sottolinearlo proprio) che gli permetta di usarla a suo piacimento per tre mesi.
Venissero da me con una proposta simile mi indignerei (come fa lei), solo che io a differenza sua salirei sul Charlie Tango e me ne tornerei a casa. Non tanto per il sado, che boh, mai provato quindi taccio, ma per la sottomissione assoluta, firmata e specifica che lui pretende. E lei, ancora una volta, si lamenta. Che poi, mancano 60 pagine e questo contratto ancora non l'ha firmato (ma intanto zumbano).  Sicuramente lui cederà all'amore e guarirà dalle ferite di abuso infantile  e si ameranno per sempre, condividendo le lenzuola e ogni tanto la "stanza rossa delle torture".

Quindi, quando leggo commenti, di uomini soprattutto ma fortunatamente non solo, del tipo «Donne, ma cosa ci trovate in questo libro?» la mia risposta non può essere altro che «È troppo divertente». A volte non riesco a credere a quello che sto leggendo. È imbarazzante. Sarà che poi io preferisco gli amori nascosti, come tra Darcy e Bennett, e perchè no, tra Darcy e Jones, in cui ogni piccolo sorriso fa cadere un pezzo di quella facciata di reciproco disprezzo per far entrare la luce di un amore che sì, noi (e loro) sappiamo che c'è, ma che avanza poco a poco.
Non lo ammetto spesso, ma sono un'inguaribile romantica, e preferisco letture che mi facciano formicolare il cuore e non le parti le basse (cosa che comunque questo libro non riesce a fare).

Di cosa parlo?

Mi segui per mail?

You don't speak italian?

Ads 468x60px

Letture 2013

  • Cloud Atlas7 gennaio-20 febbraio
  • Popular Posts

    Followers

    Featured Posts

     

    Faith Trust and Pixiedust Copyright © 2012 Design by Antonia Sundrani Vinte e poucos