lunedì 10 settembre 2012

Aspettare l'ultimo momento

Pubblicato da Karen Broz a 00:12

Ecco un'altra dimostrazione del mio essere poco normale.
Di solito, le persone, quando devono fare qualcosa all'ultimo minuto vanno nel panico più totale. L'enorme pressione a cui sono sottoposti (anzi, a cui spesso si sono sottoposti da soli) li fa quasi impazzire. O almeno questo è quello che vedo sempre intorno a me. Sono circondata da persone che non sono propriamente organizzate, eppure tentano in ogni modo di fare tutto secondo i tempi, perchè quando raggiungono il limite massimo danno di matto e si convincono di non riuscire a fare nulla, perchè ormai il tempo è scaduto.

Io non sono per niente così. Non so, sarà che sotto pressione dò il meglio di me (come ampiamente dimostrato in salone, quando con la prof che mi sta con il fiato sul collo e io il suo lo vorrei rompere a metà, riesco in tutto, bene e con più anticipo del solito), ma quando mi trovo con delle scadenze mi viene naturale aspettare l'ultimo momento.

È una cosa di cui mi sono resa conto ultimamente, per essere precisi proprio in questi giorni. Insomma, domani inizio gli esami, e sono quelli di fine corso, sono importanti e anche se avrò un sacco di altre opportunità per recuperarli non intendo fallire. Durante le vacanze non ho studiato nulla, perchè sono un genio e mi sono dimenticata gli appunti qui a Valencia (-.-), poi sono tornata e ho avuto a disposizione dieci giorni per prepararmi a dovere, e invece? Mi ci sono messa dietro seriamente solo da tre ore.

Io non so se il brivido del pericolo mi faccia sprizzare endorfine e quindi mi dia le capacità per fare tutto all'ultimo, fatto sta che è quello che ho fatto, e la cosa particolare è che l'ho fatto inconsciamente di mia volontà.

È da giorni che mi preoccupo per questi esami, che non mi sono preparata a dovere, che probabilmente non li passerò, e oggi, dopo aver montato le mensole nuove in camera (e con successo) mi sono messa tranquillamente alla scrivania a studiare, come se l'esame di domani non fosse per nulla importante. Ma la cosa bella è che dopo tre ore di studio, mi sento pronta. C'è da puntualizzare che non sono certamente esami universitari, per esami "veri" non mi preparerei certo così tardi.

Ho sviluppato questa strana capacità di adattamento. Ho aspettato l'ultimo minuto (e questo è proprio il caso di dirlo) per cominciare a preparami, e ora, tutta quell'ansia che ho avuto fino a ieri è sparita. Probabilmente non andrà bene come vorrei, o forse invece sì. Devo dire però che questo strano modo di pensare che sto provando da qualche tempo è liberatorio.
Ho passato gli anni del liceo preoccupandomi di ogni materia (a parte matematica), di riuscire a fare tutto, di avere dei bei voti, ed ero sempre, costantemente in ansia. Ma anche allora, nonostante organizzassi tutto alla perfezione, arrivavo sempre la sera prima a dover preparare qualche interrogazione, ma di certo non vivevo la cosa come ora.

Ora, ogni ansia sparisce. Puff. Forse ho trovato il modo per stare tranquilla, forse tutte quelle preoccupazioni erano infondate, non lo so. So solamente che è liberatorio e gratificante saper di poter fare tutto, in fretta ma senza fretta.

1 commenti:

Robin on 13 settembre 2012 14:42 ha detto...

Non è affatto strano. Ognuno reagisce in modo diverso allo stress e alle scadenze: c'è chi dà il meglio preparandosi per tempo e chi ha bisogno dell'adrenalina dell'ultimo minuto per caricarsi.
L'importante è essere nelle condizioni di poter seguire la propria natura: il problema scatta quando devi lavorare a quattro mani con un collega dell'ultimo minuto e invece tu sei di quelli che si preparano per tempo, oppure se il tuo capo vuole pianificare nel dettaglio un anno per l'altro e tu non ti colleghi fino alla settimana prima ;)

Posta un commento

Di cosa parlo?

Mi segui per mail?

You don't speak italian?

Ads 468x60px

Letture 2013

  • Cloud Atlas7 gennaio-20 febbraio
  • Popular Posts

    Followers

    Featured Posts

     

    Faith Trust and Pixiedust Copyright © 2012 Design by Antonia Sundrani Vinte e poucos