lunedì 17 dicembre 2012

Alla scoperta di un nuovo mondo, come Alice

Pubblicato da Karen Broz a 12:05

I giorni passano e io nemmeno mi sono resa conto di essere in vacanza. O meglio definito come periodo di disoccupazione. L'essere passata da intere giornate passate in salone a complete e infinite ore di nulla assoluto mi sta svuotando interamente. Non capisco come mai, per due mesi e mezzo mi sono lamentata di non avere tempo per niente, e ora che ho tempo per tutto mi lamento ancora. Pare sia vero, quindi, che l'insoddisfazione perpetua sia parte dell'essere umano.

La scuola è finita. Di nuovo. Questa volta però, sul serio. È una sensazione strna che ti prende lo stomaco, quella di arrivare alla fine di un percorso. Forse non è tanto l'arrivare in sè, quanto invece il fatto di aver portato a termine qualcosa. Io ne so qualcosa molto di progetti iniziati e poi lasciati a metà, ne potrei elencare almeno una decina, più o meno importanti (l'università tra i primi). Recentemente però mi è stato detto che se davvero avessi voluto proseguire gli studi niente mi avrebbe impedito di andare avanti. Io invece penso sia tutta questione di tempi. Allora, non faceva per me, e forse non ero adeguatamente motivata a proseguire. Qui invece, la pressione del non avere un lavoro, la mancanza di borse di studio, la certezza di non voler assolutamente tornare a casa e sicuramente la poca voglia di aggiungere un altro fallimento alla lista, mi hanno spinta a non mollare.

Senza dubbio non sarei arrivata in fondo senza mia mamma e mia sorella, che si sono sorbite ogni sorta di lamentela (taluna giustificata, altre no), che mi hanno ampiamente supportata economicamente, e per le quali ho stretto i denti e sono andata avanti.

Lo so, non ho certo compiuto chissà che impresa, ho solamente terminato un corso base di hairstyling, ma è stata un'esperienza nuova e decisamente spaventosa. Arrivare in un posto dove non conosci nessuno, non conosci la lingua, non hai idea di quello in cui ti stai imbarcando, e sperare che tutto vada bene, mettendoci il tuo 100% ogni giorno. Ci sono stati alti e bassi (molti più bassi), ma tra lacrime e sforzi ho superato tutto. Ed eccomi qui, con i miei tre diplomi che probabilmente non userò mai, ma che testimoniano il mio primo vero traguardo, e che mi dicono a pieni polmoni che posso fare quello che voglio.

Mi sono spesso sentita una fallita per non essermi laureata, quasi come se la laurea fosse quello che definisce la nostra intelligenza. Forse un tempo lo è stata, ma ora, che si laureano praticamente tutti e molti di loro sono i primi a sapere che non gli servirà a nulla (soprattutto per colpa della situazione mondiale attuale) e che in fondo non è stata una scelta azzeccata, la cosa non mi tocca più. Ho scelto qualcosa che mi piaceva, sono stata fortunatissima ad avere la possibilità di realizzarla all'estero, e l'ho portata a termine. Sì, forse non sarò mai l'hairstylist delle star, non lavorerò nè a teatro nè al cinema, ma non perchè non possa farlo, bensì perchè non so se farlo. Ci sono tante cose che mi piace fare, altre che voglio imparare a fare, che fosse per me passerei l'intera vita tra un corso di design e uno di cucina.

Ho 23 anni, non sono stata fortunata come alcuni miei amici che hanno sempre saputo cosa fare e passo dopo passo stanno raggiungendo il loro sogno. Io ho sempre avuto milioni di ambizioni, e forse il mio sogno è proprio questo, non passare la vita con una sola abilità, ma imparare il più possibile, da tutto e da tutti, destreggiarmi tra più mestieri e tra le più belle arti. Non ho idea di dove finirò e se combinerò qualcosa di buono nella mia vita. Questi sono i giorni più spaventosi che abbia mai vissuto, perchè ho tutte le porte aperte, ho libertà assoluta su me stessa, potrei fare qualunque cosa, dal trasferirmi in Australia a iniziare un nuovo blog di viaggi mentre fotografo l'Asia. È come essere davanti a un abisso pieno di possibilità, come Alice che cade nella tana del Bianconiglio, che sta per scoprire ogni singola meraviglia di questo strano mondo che è la realtà, e solamente mi basta una piccola spinta per cadere, volando, e ignorare lo Stregatto su quale via da prendere, perchè non importa visto che in fondo qui siamo tutti un po' matti.

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