giovedì 6 dicembre 2012

Ossessioni varie: I Miserabili

Pubblicato da Karen Broz a 15:11
TOMO I
Questa volta vorrei parlare di un libro. I Miserabili. È praticamente diventata un'ossessione. In questa settimana ho  abbandonato le serie tv per potermi dedicare a questa meraviglia della letteratura, che, sì, conoscevo, ma a cui non avevo mai dato una possibilità.

Dopotutto è risaputo, Hugo è un po' come Dostoevskij, milioni di pagine, fiumi di personaggi e descrizioni a gogo. Classici e spelndidi, per carità, ma un po' come tutte le cose, bisogna essere nel mood per queste letture, sono impegnative e, cosa di cui ti rendi conto dopo aver preso il via, non ti danno spazio per altro.

Il mood, e sopratuttto l'input, me l'ha dato il trailer del nuovo film "Les Miserables", adattamento del musical (ormai giunto al suo quasi vent'ottesimo anno).  Solo il trailer, con la voce della Hathaway (Fantine) in sottofondo, mi ha spaccato il cuore in due, e mi sono detta devoassolutamenteleggereillibro. E così è stato. Con il mio nuovo ebook reader mi sono addentrata nella Francia post-rivoluzionaria, di cui tra l'altro Hugo dipinge un quadro perfetto, per immedesimarmi nelle (dis)avventure del protagonista Jean Valjean, e il suo percorso verso la redenzione.

Perchè è di questo che parla I Miserabili, persone del popolo, del grado più basso della società che tramite queste pagine commettono atti orribili ma giustificati, fraintesi e cercano di redimersi. Ma la storia è molto articolata e troppo lunga per un solo post, quindi vi lascio i passi migliori del primo tomo: FANTINE.

Poichè v'è sempre più miseria in basso che fratellanza in alto, tutto era dato, per così dire, prima d'esser ricevuto.

Esser santo è un'ecceizione; esser giusto è la regola. Sbagliate, mancate, peccate, ma siate giusti.

A coloro che ignorano, insegnate più che potete. La società è colpevole di non dare gratuitamente l'istruzione ed è responsabile delle tenebre che produce. Se un'anima è piena d'ombra, il peccato vi si commette; ma il colpevole non è quegli che ha fatto il peccato, bensì colui che ha fatto l'ombra.

Il bello è altrettanto utile dell'utile stesso. Forse di più.

La scelta: o soffrire, o godere. Dove mi condurrà la sofferenza? Al nulla; ma avrò sofferto. Dove mi condurrà il godimento? Al nulla, ma avrò goduto.

La liberazione non è libertà, si esce dal carcere ma non dalla condanna.

La ghiottoneria punisce il ghiottone, Gula castiga Gulax e l'indigestione è incaricata dal buon Dio di far la morale agli stomaci. E tenete bene in mente: ognuna delle nostre passioni, anche l'amore, ha uno stomaco che non dev'essere riempito troppo.

Che cos'è in fondo questa storia di Fantine? È la società che compera una schiava. Da chi? Dalla miseria. Dalla fame, dal freddo, dall'isolamento, dall'abbandono, dallo squallore. Doloroso mercato! Un'anima per un pezzo di pane: la miseria offre, la società accetta.

Le violenze del destino han questo di particolare: che per quanto si possa essere adorni di perfezioni o indifferenti, esse ci strappano dal fondo delle viscere la natura umana e la costringono a riapparire all'esterno.

Fantine fu dunque sepolta in quell'angolo gratuito del cimitero che è di tutti e non è di nessuno, e nel quale vengono smarriti i poveri: fortunatamente, Dio sa dove ritrovare l'anima. Fantine fu sepolta di notte con le ossa del primo venuto, e subì la promiscuità delle ceneri. Nella fossa pubblica, la sua tomba assomigliò al suo letto.

Si tratta di una lettura estremamente moderna, è proprio vero che la storia, purtroppo, si ripete.

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