domenica 31 ottobre 2010

Naso

Pubblicato da Karen Broz a 23:25


«Ti penso ancora, Naso»


Siamo stati insieme così poco, eppure mi manchi così tanto. Non ti penso sempre, ma quelle volte che mi tornano in mente i nostri momenti nei prati, tra le fragole e la panna, mi viene un morso allo stomaco.
Non posso credere di essermi legata a te così tanto, in così poco tempo.
Ma del resto, anche prima che tu sapessi tutto, ero già tua.
Certo. Ero tua. Ma tu non eri mio. E forse non lo sei mai stato. Forse solo quelle poche ore, che possono contarsi su due mani, forse in quei momenti sei stato mio.
Ma tutto è svanito tanto in fretta. Un volo ci ha separati. E ora eccoci qui, a mille chilometri di distanza, con me che mi domando cosa sarebbe potuto essere se solo non me ne fossi andata.
Ma mi hanno insegnato che "i se e i ma i è do coioni da Adamo en qua". Quindi smetto di pensare alle possibilità, e penso ad andare avanti.
Eravamo una potenza dall'inizio, ma non siamo mai diventati atto. Forse accadrà un giorno. Un giorno in cui ti renderai conto che la vita varca i confini di quel paese. Quando capirai che potrai veramente prendere il volo. Che basta solo volerlo. Che i sogni non sono fatti solo per essere sognati.
Quando capirai che ciò che ti serve è a mille chilometri di distanza, forse potremmo abbandonare questo stato di potenza.
Forse, davvero, potremmo diventare atto.
Ti penso spesso.

Naso.

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