mercoledì 2 maggio 2012

«Seduti al bar senza un'ispirazione degna di nota

Pubblicato da Karen Broz a 15:03


si filosofeggia alla cazzo, a libera ruota»

Schopenhauer diceva che la vita non è altro che un pendolo che oscilla tra il dolore e la noia. Niente di più vero. Siamo caratterizzati dai nostri bisogni, dai nostri desideri. I bisogni non sono altro che mancanze, vuoti da colmare che ci arrecano dolore. Passiamo la vita tentando di soddisfarli, ma l'appagamento che ne ricaviamo è tutt'altro che duraturo. Ecco che subentra la noia. E subito un nuovo desiderio ci incupisce le giornate. Di nuovo il dolore.

Shopenhauer aveva anche trovato delle vie per liberarsi da questo circolo vizioso. Ma è davvero questo quello che vogliamo? Insomma, non sono forse le emozioni a tenerci in piedi? A farci sentire vivi? Si dice che si desidera sempre ciò che non si possiede. Naturalmente. Come si può volere ardentemente qualcosa che si ha già? È il non saper apprezzare cio che è nostro il vero problema. Sentirsi in colpa per i propri desideri, però, è da imbecilli.

Non saremo mai capaci di non farci del male, e, cavolo, rincorrere l'impossibile non è sicuramente la via più salutare, ma parliamoci chiaro, arrendersi, riconoscere i propri limiti e accontentarsi è ancora meno salutare, per non dire non umano. Abbiamo una mente fatta per espandersi e una coscienza per distinguere il bene dal male. Abbiamo la forza di sopportare il male e la capacità di agire nel bene.


Basta con il domandarsi "Perchè continuo a farmi questo?". Perchè sei umano. Ecco perchè, e come tale, sei un idiota. Ricadrai sempre negli stessi errori, per quanto stupidi, ma imparerai anche a far tesoro delle tue esperienze.
Ti infliggerai sempre dolore, e ci sarà sempre qualcuno che motivato o meno te ne infliggerà dell'altro. Il dolore però è parte della vita, e Dio solo sa se non condivida la filosofia di Schoppy, ma puoi farci tutti i giri che vuoi, la liberazione dal dolore è solo una chimera, può essere solo in teoria.

Liberandoti dal dolore, ti liberi anche dall'amore, dalla gioia e dalla felicità. Non puoi escludere un'emozione senza escludere il suo contrario. Conosci il male perchè hai provato il bene. Tolto uno, svanisce anche l'altro, perchè il più senza il meno è solo una linea verticale.

E quando hai tolto tutto, che ti resta? Un guscio vuoto. Un mostro.
"Ecco perchè ci facciamo del male. Perchè è meraviglioso quando smettiamo di farlo"

2 maggio 2012

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