lunedì 23 luglio 2012

La pinza da bagno non è un accessorio

Pubblicato da Karen Broz a 18:15

Girando per le vie di grandi città è facile incontrare di tutto e di più. Chi gira in completi tutt'uno stile pigiama (moda che spero scompaia dal pianeta il più presto possibile, nun te se po' guarda'), chi indossa le crocs con aria così fiera (io le ho, per lavorare sono la comodità fatta per il mio portafogli costantemente vuoto, ma ciò non le rende belle, anzi), e chi invece passeggia con la borsa gigantesca appoggiata sul capitello radiale (l'interno del gomito per capirci) come fosse una cosa comoda. 
Ma che possiamo farci? È il bello delle grandi città: nessuno ti fissa e se ti fissano sei immerso in talmente tanta gente che manco te ne rendi conto. Nel mio paesino in Italia questo sarebbe impossibile, dal momento che la densità di popolazione è minima (e continua a scendere) e quando attraversi la piazza, il 99% delle volte ci sei solamente tu e il resto dei babbuini sta ai lati, seduto ai tavoli dei bar, e dal momento che non ha nulla di meglio da fare, ti fissa. E tu senti il peso di tutti quegli occhi pressanti e preghi di essere in ordine (o almeno vestita).

Quello che però non passerebbe inosservato nemmeno nella caoticità di New York (e la nostra Carrie ce lo ha sottolineato più volte) è quello che la gente porta tra i capelli. Carrie in un episodio inveisce contro Berger riguardo un obsoleto fermacoda (che poi, boh, io lo chiamo elastico), che apparentemente non si porta più ormai dagli anni '80. Quello che evidenzia lei però, è proprio il suo essere fuori moda. Indossare qualcosa che non è più di tendenza, a mio avviso, non può essere additabile come eresia, dal momento che esiste il vintage, ed esiste per un motivo preciso. Il vintage è tendenza. In poche parole, tu dì che è vintage e ti salvi sempre.

Quello su cui mi accanisco io, invece, è un oggetto che non è mai stato di moda, quindi per coloro che lo indossano in pubblico, non c'è via che li salvi. È un oggetto che è stato creato per rimanere nell'intimità di casa nostra, che alcune ragazze sfoggiano come il più prezioso dei gioielli: la pinza da bagno.
Questa pinza, lo dice il nome, è da bagno. Non è fatta per uscire dalle mura di casa. È un oggettino timido, fragile, è il reietto del mondo del capello, quello che ci vergognamo a indossare perfino quei cinque minuti mentre il parrucchiere ci fa i capelli.

Trattiamo la pinza da bagno come Frollo tratta Quasimodo. La usiamo, la sfruttiamo, ma non la facciamo mai uscire, per il suo bene (o così le diciamo), perchè la gente riderebbe di lei.
Ebbene, con le persone non va fatto, (mannaggia a Frollus), ma con alcuni oggetti, come quello in questione, è, invece, cosa buona e giusta.

La pinza da bagno è intimità, ci aiuta, ci vuole bene, ma non per questo va mostrata al mondo. È come portarsi un rotolo di carta igienica nella borsa, strapparne un pezzo e soffiarcisi il naso. Se non si hanno più fazzoletti, a casa, si può fare, ma sfido qualcuno a farlo stando seduto al bar. Allo stesso modo, ci sono pinze belle, eleganti, simpatiche, colorate per andare in giro, e poi ci sono quelle scrause per restare in casa.

Quindi vorrei fare un appello a tutte quelle donne che così fieramente si raccolgono i capelli con le pinze da bagno per uscire con gli amici. Abbiate un po' di cuore, smettete di farlo. Non è un accessorio.


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