giovedì 12 aprile 2012

«Il tempo ti frega giorno dopo giorno

Pubblicato da Karen Broz a 20:26
non importa cosa tu abbia intorno»


Figurati se il primo giorno in cui mi metto i sandali non decide di scendere un diluvio che a Noè ha solo da fare invidia. "Aprile non ti scoprire", non pensavo valesse anche per i piedi.
Già le ballerine sono un po' scoperte, e con la pioggia non sono il massimo, se pensiamo ai sandali, che è praticamente come andare in giro scalzi con dei tacchi sotto i piedi, è meglio abbracciare un rosario e sperare che il Signore e i Santi tutti ti assistano.

Che poi non è solo l'acqua. È anche il freddo. Quella senszione di ustioni da ghiaccio che si impossessa di ogni dito del piede e che ti fa seriamente pensare di dover amputare tutto (o che almeno te lo fa desiderare, giusto per smettere di sentire dolore). Un alone di immobilità che ti pervade dalle caviglie in giù. Roba da assideramento stile Titanic.

Ma perchè dobbiamo soffrire queste pene? Perchè non lasciarci trasportare da calde scarpe da ginnastica, da stivali senza tacco che ci avvolgono il piede (grazie anche a quei calzini che d'inverno faccciamo finta non di non avere, giusto perchè la sola idea è stilisticamente inaccettabile)?
Semplice. Perchè noi povere nane da giardino non ci possiamo permettere di essere sempre accompagnate da ballerine e scarpe piane. L'impressione è quella di di avere mezzo corpo tagliato in punti tutt'altro che strategici. 

E la verità è che lo specchio di casa è un abile bugiardo. Ci guardiamo e ci dice che siamo assolutamente gnocce così. Falso. "Vai pure!" Sembra darci l'ok. E noi? Piccoli disastri della moda e della comodità, prendiamo la borsa e bum! Fuori.
È quando siamo per strada che iniziamo a svelare il suo inganno. Dalle vetrine dei negozi (dove fingiamo di guardare i vestiti, ma in realtà diamo un piccolo check a capelli e outfit) ci giungono immagini orripilanti che fatichiamo a identificare come il nostro riflesso.
"Ma io non ero così quando sono uscita!". Ed eccola lì. La nanerottola con le caviglie tagliate, il culo di Platinette e due spalle da nuotatore. Sei un armadio e non lo sapevi.


Ecco perchè con l'arrivo della primavera, i primi caldi, il primo sole, per smettere di indossare quell'unico paio di stivali decenti che abbiamo, ci facciamo coraggio e prendiamo i sandali.
Quello che non impareremo mai, è che il tempo è tanto bastardo quanto il nostro specchio. Ci grida "Hay 27 grados guapa! Ponte sandalias!". Fanculo anche a lui. Ti dá giusto il tempo di sederti in un bar e nel giro di cinque minuti le vie della città possono fare concorrenza ai canali di Venezia. 
E tu? Rinchiusa in quel locale per ore, dove volevi solo bere un caffè, a fare la figura di quella che non ha di meglio da fare nella vita se non passare i pomeriggi al bar da sola.

Per fortuna  mi sono portata da scrivere.

12.aprile.2012

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