domenica 15 aprile 2012

«È una storia sai

Pubblicato da Karen Broz a 18:40
 vera (magari!) più che mai»

Non nego che a volte mi piacerebbe che le cose succedessero da sole, come nei film. O meglio, nei musical.
Quando si è innamorati, nei musical, ogni persona nel raggio di 300 metri si adopera per aiutarti, ballando e cantando, facendo sparire la folla, avvicinandoti al tuo amore segreto.
Sarebbe fantastico se James fosse interessato a me, i suoi colleghi lo sapessero e tutti organizzassero un canto/balletto/dichiarazione perchè io possa venire a conoscenza dei suoi sentimenti.
La scena sarebbe più o meno così.

Io, che, concentrata, scrivo, sorseggiando un cappuccino. Poi d'un tratto, la musica sfuma, ma io, nella mia concentratezza non me ne accorgo.
Piano piano, acapella, una voce intona un "uuuuhhhhh" a cui si aggiungono una seconda, una terza. Io alzo lo sguaro e vedo i clienti del locale girati verso di me, che, sorridendo, continuano il loro coro.

«Imagine me and you, I do» Mentre non capisco cosa stia succedendo, da dietro il bar appare James, che canta, con una voce possibile solo nei musical (perchè il resto è assolutamente realistico), una versione acustica, lenta e dolce... «I think about you day and night, it's only right». Io mi guardo intorno, cercando di capire a chi sia rivolto il tutto (sì, per essere la protagonista di un musical è essenziale essere altamente ritardati e credere che il protagonista sia qualcun'altro). «to think about the girl you love and hold her tight, so happy together».

Al momento del ritornello è ormai di fronte a me e dall'alto del suo metro e chissenefrega mi guarda nell'anima.  Poi un sorriso imbarazzato. Un bel respiro, e «I can't see me loving nobody but you for all my life. When you're with me baby the skies will be blue for all my life!». Io non so trattenere l'imbarazzo. «Me and you and you and me, no matter how they toss the dice it has to be». E senza nemmeno accorgermene, le mie corde vocali, calde dalla nascita (essendo un musical) si aprono e mi congiungo in un duetto «The only one for me is you and you for me, so happy together»

Poi, il gran finale. Mi fa scendere dallo sgabello più scomodo su cui abbia mai posato le chiappe, e lasciamo l'arduo compito di friguelli al resto del coro che con un "pa pa pa pa parapapa pa pa pa pa pa pa paaaa" continua la canzone.

James mi cinge un fianco, mi sollevo sulle punte, e un'aura paradisiaca fa da unico sfondo al nostro bacio. Un fermo immagine cambia i nostri vestiti ordinari i abiti nuziali, e le nostre figure si squadrano, fino a diventare la vetrata di una cattedrale.

15.aprile.2012

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