mercoledì 11 aprile 2012

«Tra un cappuccino e una risata nascosta

Pubblicato da Karen Broz a 22:16
ti lascio la mancia che poco mi costa»


Sono nuovamente passati tre mesi dall'ultimo post.  Ma cosa cavolo è successo? Una volta non passavano due giorni senza che scribacchiassi qualcosa, su blog vecchi,morti e abbandonati. Ora qui si accumulano giornate e nottate senza che venga inciso nulla. Da nessuna parte.
Odio pensare che tutto sfugga. Per questo annoto sempre eventi ed emozioni. Con parole o fotografie. Voglio ricordare com'ero e cosa provavo.
Per questo ho le mie belle Moleskine con i miei stati di facebook. Perchè so che quando non ho voglia, tempo o ispirazione per buttare giù più di un paio di frasi, i miei ricordi sono immagazzinati sul mio muro.
Ho avuto l'idea del diario molto prima del caro Zucky. Ed essendo scritto a mano è anche più prezioso.

Ho passato il pomeriggio leggendo la Littizzetto dal mio cellulare, seduta su uno sgabello scomodissimo bevendo due cappuccini.
Cosa non si sopporta per avere una bella vista quando si alzano gli occhi dalla lettura.

Si chiama Christian. Erika sostiene sia gay. Io non credo. Non che io abbia un radar per gay, ma lei nemmeno, quindi ogni possibilità è buona. Ma io dico di no. Anche perchè è nel mio interesse che non lo sia. Anche il non avere una ragazza mi farebbe comodo. Mica come Jose Luis. Un anno e mezzo passato alla Fnac per un secondo motivo, oltre al volerci vivere dentro, per poi scoprire che tutto il mio imbarazzo nel parlarci era assolutamente inutile, visto che ha il cuore impegnato.

Sono sempre così, parlo di grandi sentimenti riferiti a persone che nemmeno so chi siano. Sarà l'anima da poeta che ho dentro.
Non avrei dovuto studiare tutti quei romanzi e quelle poesie. Mi ci ficco sempre fino al collo. Troppa fantasia che dilaga. Potrei sfruttarla meglio, invece di immaginarmi sguardi e sorrisi. Dio che sorriso perfetto ha Christian. Denti splendenti. Per un certo verso mi ricorda James Franco, anche se una perfezione simile è difficile da trovare.

Io in condizioni a dir poco oscene oggi pomeriggio, e lui radiante di luce propria. La vita è proprio ingiusta.
Almeno mi ha vista ridere tutto il tempo, visto che i monologhi della Littizzetto sono esilaranti. Anche se ho riso troppo, e da sola.
C'è sempre del buono e del marcio. Come in Danimarca.


11.aprile.2012

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