sabato 14 aprile 2012

«A James dedico quest'ode dal tono lontano

Pubblicato da Karen Broz a 22:32


 grazie a Dio non capisce una cippa d'italiano»


Sapevo che a lungo non avresti resistito
al fascino mio che meco trasporto,
il rosso ha avuto l'effetto sortito,
accesolo ho di fuoco che chè non paia smorto.
Il sorriso mio bianco senza controllo è partito
mostrando che nessuno dei miei denti è storto.
Frangiatami la fronte con elettriche lame
accesi il mio sguardo di romantica fame.

Dal canto tuo dovresti evitare
di stamparti sul viso cotanta bellezza,
un sacchetto in testa dovresti portare
permettendomi di compiere questa prodezza
che è ogni tuo lineamento elogiare
sfruttando della perfezione la tua ricchezza.
Distraggomi in fretta perdendo il discorso..
sul tuo orecchio ci starebbe bene un mio morso.

Quando fuori dal vetro rimiro
e perdomi in pensieri tutt'altro che casti,
mi sveglio e di scatto veloce mi giro
e sgamoti mentre il mio ego guardasti.
Seduta qui resto con pretesto il papiro
purchè di pelle mi consumi gli strati rimasti.
Vedoti attento con il computerino
ma sempre scorgo il tuo lesto sguardino.

Non ci sono parole per tutti quei denti
che fiero esponi ad ogni sorriso,
ammali incosciente tutti i clienti
abbagliando radioso l'altrui viso.
Daresti sollievo anche ai penitenti,
peccatori convinti tu sia il paradiso.
Usa le mie mance in modo ideale
per mantere il biancore del tuo cavo orale.

Passano i secondi, i minuti, le ore
e ancora continuo a far andare la penna,
ma più rapido di lei batte il mio cuore
e quando mi parli la voce tentenna.
Male controllo il mio facciale rossore
per essere più chiara mi manca l'antenna.
Mi fissi di nuovo e voglio morire,
dopo quattro ore, mi sa, che è tempo di uscire.

14.aprile.2012

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