martedì 31 luglio 2012

50 sfumature di potevi scrivere una pagina e mezza invece che menarla con tre libri

Pubblicato da Karen Broz a 21:38


Per chi non avesse ancora letto "50 sfumature di grigio", potete leggere la mia versione, e risparmiare tempo e soldi.


Sto per laurearmi, ormai manca davvero poco. Un paio di esami la settimana prossima e potrò finalmente trasferirmi a Seattle, dove potrò concentrarmi interamente sulla mia carriera come esperta di nonsocosafaredellamiavita. Dovrei passare le mie giornate a studiare, perchè è questo che facciamo noi ragazze disagiate e socialmete inabili, ci aggrappiamo ai romanzi inglesi ottocenteschi dove la purezza femminile è elevata all'ultima potenza e ogni rossore facciale fa scalpitare gli uomini. Io è così che voglio la mia vita: al fianco di un cavaliere un po' bianco e un po' nero, ma sì, diciamo grigio, di quelli che sono un po' sfacciati, ma non troppo, e che ti amano follemente solo nelle ultime pagine del racconto. 
 Ecco cosa dovrei fare e invece sono in macchina diretta a Seattle per fare una cavolo di intervista a un bigotto milionario perchè la mia stupida coinquilina Kate mi delega il suo lavoro (che non so di certo fare) all'ultimo momento. E io che avevo solo voglia di ripetermi a memoria i romanzi di Hardy.
 Eccomi fuori dall'ufficio. Wow, sembra un negozio di Barbie. Potrei passare delle ore a descrivere ogni tonalità di biondo che possiedono queste ragazze. Poi sono tute così cool, mica come me, che sì ho un corpo da urlo e sono bellissima, ma mi vesto così da stracciona che sicuramente noteranno che la mia camicia stirata (perchè noi ragazze senza vita sociale stiriamo anche i calzini) ha qualche grinza qua e là.. Oddio che imbarazzo. Spero solo di riuscire a mettere un piede davanti all'altro e sedermi in quell'ufficio come un normale cristiano.
«Miss Steel, da questa parte» Ok, ci sono. Vado.
BADABUM!! 'Ma che figura di merda!' Sicuro che penserà 'Questa è ritardata'. Sono impedita come una capra, in ogni cosa che faccio.
 Iniziamo l'intervista. O cazzo, io non so nulla di questo tizio. Chi è? Che compagnia è questa? Cosa produce? Aiuto. Meglio leggere le domande scritte da Kate.
«Mr Grey, lei è gay?» Oh Cristo. Che espressione. Così furiosa. Ah no, ora sorride, ma mi fissa in modo accigliato. Oh perchè lo fa?
«Miss Steel non si morda il labbro. Non è professionale»
Il labbro? Ma..aiuto. Non sapevo di mordermi il labbro, non ho tutto questo controllo sul mio corpo. Ma, ora che ci penso, lo faccio sempre, speriamo non gli dia fastidio. «Può gentilmente rispondere alla domanda?»
«È sempre così impaziente, miss Steel?»
'EH?'
«No, non sono gay»
«È sposato?»
«No, non sono un tipo da ragazze»
«Ah, e che problemi ha?»
«Non ho problemi, solo vizi. Spero che quest'informazione possa rimanere tra noi, miss Steel»
«Beh, è registrato»
«Mmm, e non c'è niente che possiamo fare per far sparire il nastro?»
Oddio, si alza. Ma cosa vuole? Ahhh aiuto! Perchè si siede accanto a me? Ma cosa significa? Perchè mi mette una mano sulla coscia?
«Miss Steel, sono un uomo con delle necessità. Ho bisogno di cose che per molti sono strane, ma per me sono linfa vitale, perchè mi eccitano e per me il sesso è la cosa più importante che esista, insieme al cibo. E ora che la vedo qui, ho tanta voglia di farla entrare nel mio mondo. Le va?»
Sesso? Cos'è? Non c'era nel sussidiario estivo di suor Carmela. Poi, mi ricordo una parola che deve c'entrare qualcosa, e la dico. «Vergine»
«Cosa??? Ma porca puttana, stronza di una ventunenne idiota! Io ti sto offrendo il mio mondo e tu non sai nemmeno cosa sia il sesso? Ma sei stupida?? Ti voglio. Qui e ora. Vieni che ti defloro. Alla vaniglia però»
«Ah? Sì ok andiamo»
 Wow, non ho parole. Tutto questo muoversi e contorcersi, mi sfiora giusto «Sì ti prego»
«Vieni per me piccola»
Ed ecco che sprizzo luccichii ovunque cadendo a precipizio nel piacere lussureggiante e proibito dell'orgasmo. «Ancora per piacere» gli chiedo, come anelassi a un piatto di crauti appena cotti.
«Prima devi firmare il contratto. E prendere questo Mac last generation, e l'Audi e tutto quello che ho voglia di regalarti, senza rompere le palle. Tutto, in cambio di totale sottomissione, di sesso e di pratiche sado che prevedono che io ti picchi e ti frusti, ma non ti faranno male perchè il dolore è solo nella tua testa. Poi devi mangiare ogni volta che ti dico di farlo, e finire tutto quello che hai nel piatto, che ci sono bambini che muoiono di fame. Accetti?»
«Tutto quello che vuoi». Allungo una mano, sfiorandogli quei peli del petto che sono così sexy che mi ci farei un rifugio per il letargo. 
«Ma che cazzo fai?!» mi spinge via prepotentemente, arrabbiatissimo, si passa la mano tra i capelli e gira la testa di lato. È proprio fico. «Non mi toccare. Mi fa schifo»
 Mi mordo il labbro e i suoi occhi rosso fuoco si spengono, sorride e brutalmente, nella maniera più dolce che io conosca, mi sculaccia alzando gli occhi al cielo.
Il suo autista /tuttofare che credo si chiami Taylor esce da un armadio (ma da quanto era lì? Oddio che pervertito) e ci apre una porta rossa «Prego» dice.
 All'interno la stanza è rossa, piena di utensili da tortura, quindi data la mia alta istruzione letteraria e la mia fantasia, la chiamerò "la stanza rossa delle torture", perchè non mi piace sottolineare l'ovvio.
«Fammi quello che vuoi, vediamo quanto resisto. Ma sono sicura che andrà tutto alla grande perchè.. perchè sì, il dolore è solo paura che è nella mia testa, e tu hai sempre ragione, e io farei di tutto per te, purchè tu mi dia di più»
«Certo che ti darò di più, non l'ho mai dato a nessuno, oh Anastasia cosa mi stai facendo?» Oddio, credo che mi ami. Fico!
 Mi lega al divano e prende una cinghia «Ora, conta!». Inizia a  frustarmi pesantemente con la cinghia di cuoio e io grido, conto, piango, mi dimeno. Quando finisce mi si avvicina.
«Non toccarmi! Sei un malato! Io credevo ti piacesse il sado, non ridurmi così, picchiarmi e trattarmi come schiava. Chi ti ha reso così folle? Ti hanno molestato da piccolo? Non guardarmi, mi fai schifo, io ti amo e tu mi picchi? Non doveva essere così. Dovevi iniziarmi al tuo mondo perverso, non frustarmi il culo a sangue! Hai detto che mi avresti dato di più ma tu non sai amare, sei un deviato!»
 Me ne vado, lasciandolo triste e interdetto (e probabilmente eccitato). Arrivo a casa e piango, come sempre. E maledico Kate, che me lo ha fatto incontrare. Tutto quello che è successo, tutto quanto è colpa sua. Stronza.

2 commenti:

norma jane on 1 agosto 2012 22:25 ha detto...

Non l'ho letto ma tutti quelli che me l'hanno raccontato più meno me l'hanno descritto cosi'!!

Frustrate che si esaltano per 50 sfumature di grigio etc: patetiche on 22 settembre 2012 19:55 ha detto...

http://www.facebook.com/pages/Frustrate-che-si-esaltano-per-50-sfumature-di-grigio-etc-patetiche/130678307076444

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