venerdì 20 luglio 2012

Quando ti invitano a mangiare cozze e tu pensi solo al vino

Pubblicato da Karen Broz a 20:48


È risaputo che il vino va abbinato al cibo che consumiamo, o almeno così ci insegnano. Io non sono un'esperta in materia (nè di abbinamenti, nè di vino in generale, io bevo e basta), so il minimo indispensabile, e lo so perchè di solito mi becco cazziatoni in stile macheminchiafai? da chi è più saggio e colto di me.
Ora, io so che il vino bianco va con il pesce e il rosso con la carne. Esticazzi penserete, ma provate a mettervi nei panni di chi il vino lo beve, non lo assapora. Per noi gentaccia dai miscugli facili è quasi una religione mangiare e bere senza un criterio, e di certo non ce ne vergognamo. Ormai sì che abbino il colore giusto a carne e pesce, ma la mia sapienza non va oltre.

Il mondo dei vini è tanto bello quanto complicato, ho troppe domande che, nonostante abbia una cugina enologa a cui mi dimentico sempre di porle, non hanno ancora risposta.
Rimanendo in tema di colori, ad esempio, il rosé, a cosa si abbina? Ai dolci? Alla frutta? Alle verdure? E se usciamo a cena in due, io carne e tu pesce, dobbiamo per forza ordinare il vino al bicchiere? O forse il rosé che sta in mezzo è un po' il jolly che mette d'accordo gli animi? E perchè non ordinare una bottiglia di vino scrauso a testa? La serata sarebbe più allegra mentre libiamo ne' lieti calici (e se si tratta di un appuntamento al buio, sarà sicuramente più sopportabile).

Negli anni da bevitrice ignorante ho imparato anche che non si versa il vino sul vino, ovvero se tu hai solo il culetto del bicchiere da finire, bisogna aspettare di finirlo del tutto prima di riempire il calice per un nuovo giro. Ammetto che mi piace fare la figura dell'acculturata in materia quando qualcuno sta per commettere un simile sacrilegio, il problema è che non so giustificare la cosa, e come ogni volta, finisco per rispondere "perchè lo dice il galateo, ecco perchè". Il punto è che non ne trovo proprio il senso, anzi, mi sembra uno spreco, un sacrificio. Prendete la birra, il fondo non è buono, quindi, se siamo in casa, riversiamo sopra un'altra pinta, è questo il mondo fa girar! e si mescola tutto ed è di nuovo più buono. Il problema è che ormai l'ho interiorizzato troppo. Non mi verso nemmeno l'acqua se il bicchiere non è vuoto del tutto.

Poi ci sono quelli che vogliono che assapori il vino. Lo capisco. Io sono abituata ai rifiuti del vigneto che Mercadona mi vende gentilmente a 2 euro, del tipo miècostatadipiùlabottigliacheilvino.
Però mi piace quando mi insegnano cose nuove, come riempire le cozze con il sughetto di vino e limone, mangiarle e berci dietro un sorso di bianco (di quello decente) e sentire i sapori che si esaltano a mille. Mi fa sentire così francese gustarmi totalmente il cibo e il vino, dovrei farlo più spesso.
C'è solo un piccolo dettaglio. Io, ahimè, non sono Audrey Hepburn e non prendo lezioni dal signor Higgins. Per quanto ci provi non sarò mai veramente una Fair Lady, ma anche essere una fioraia zotica non è male.


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